Veglia di Pentecoste e pellegrinaggio notturno a Porto Torres

Veglia di Pentecoste e pellegrinaggio notturno a Porto Torres

Sabato 27 maggio alle 20.30 nella cattedrale di San Nicola si è svolta la solenne veglia di Pentecoste presieduta dall'Arcivescovo Gian Franco. Al termine, poco dopo le 22, ha avuto inizio il pellegrinaggio notturno verso la Basilica dei Santi Martiri Gavino, Proto e Gianuario. Un percorso di 19 chilometri al quale hanno preso parte singoli fedeli, associazioni, autorità civili e a accademiche. Numerose le riflessioni sul martirio, sulla speranza e soprattutto sulla pace che hanno accompagnato il percorso articolato in tre stazioni intermedie a Li Punti, Ottava e all'ingresso di Porto Torres. All'arrivo nella Basilica, alle 3 di notte, l'Arcivescovo ha presieduto la Messa del Pellegrino: "Il cammino - ha detto nell'omelia - è una dimensione essenziale dell'esperienza umana". Tra i concelebranti era presente il vicario per la formazione del clero monsignor Salvatore Fois.

Pellegrinaggio e Festa del Voto: due appuntamenti uniti dalla preghiera per la pace

Pellegrinaggio e Festa del Voto: due appuntamenti uniti dalla preghiera per la pace

Venerdì 26 maggio l'Arcivescovo Gian Franco ha incontrato la stampa per illustrare il programma del Pellegrinaggio notturno alla Basilica dei Martiri Turritani e della Festa del Voto. Al suo fianco Massimo Mulas e Nanni Campus, rispettivamente sindaci di Porto Torres e Sassari. All'incontro con i giornalisti erano presenti anche don Michele Murgia e padre Massimo Chieruzzi, guardiano del convento di San Pietro in Silki.

Il Pellegrinaggio notturno alla Basilica dei Martiri Turritani avrà inizio sabato 27 maggio alle ore 22, dopo la solenne Veglia di Pentecoste presieduta dall'Arcivescovo Gian Franco Saba nella cattedrale di San Nicola (inizio alle 20.30). I pellegrini si ritroveranno in piazza Duomo per percorrere insieme, in un clima di preghiera e di meditazione, il tradizionale tragitto verso la Basilica di Porto Torres dove si trovano le tombe dei Martiri Gavino Proto e Gianuario. Il percorso sarà guidato dall’Arcivescovo e intende essere un appuntamento che coinvolge tutti: dalle autorità accademiche a quelle civili, dalle associazioni ai singoli fedeli. Quest'anno sono stati invitati in particolare i giovani. Saranno loro, con la loro presenza, ad esprimere visibilmente la richiesta di pace nella famiglia, nella società e nel mondo, con un pensiero rivolto soprattutto verso l'Ucraina.

Il percorso è lungo poco più di 19 km. Il corteo attraverserà alcune vie del centro storico di Sassari  fino ad imboccare il tratto extraurbano del pellegrinaggio lungo la strada statale 131. In questa parte del cammino sono previste tre stazioni rispettivamente a Li Punti (Nuova Capolino), a Ottava (Distributore Esso) e a Li Lioni (fronte Tenute Li Lioni) dove i pellegrini potranno fermarsi per un momento di meditazione e trovare un po' di ristoro. Oltre ai pellegrini e alle autorità, nel tragitto saranno presenti anche le forze dell'ordine e alcuni volontari per garantire sicurezza e assistenza. All’arrivo a Porto Torres l’Arcivescovo celebrerà, presso la basilica turritana, la Messa del Pellegrino alle 3 del mattino. Previsti aggiornamenti in tempo reale sui canali social dell'Arcidiocesi, in particolare Facebook e Instagram.

La Festa del Voto rinnova ogni anno il Voto formulato nel 1943 da Mons. Arcangelo Mazzotti alla Beata Vergine delle Grazie, per intercessione della quale la città di Sassari fu risparmiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Quest'anno, nell'80mo anniversario, l'Arcivescovo ha disposto con un decreto l'istituzione della Giornata diocesana di preghiera per la pace che sarà celebrata ogni anno in concomitanza con la Festa del Voto. Nella Cattedrale di San Nicola, dove riposano le spoglie dell'Arcivescovo Mazzotti, verrà collocata una lampada perpetua di fronte a un'immagine della Beata Vergine: un segno della preghiera incessante della comunità diocesana turritana per invocare il dono della pace. Si tratta di un modo concreto per accogliere l'invito di Papa Francesco affinché risuoni senza sosta in tutta la Chiesa la preghiera per la pace.

L'intero programma della Festa del Voto è stato fortemente caratterizzato dal tema della pace, grazie anche al coinvolgimento dei più giovani. Gli studenti del Liceo Artistico "Filippo Figari" di Sassari hanno realizzato un'esposizione sul tema "Votati alla pace" nella sale del convento dei frati minori. La comunità dei frati del Santuario, il circolo Laudato Si' e la Fondazione Accademia hanno proposto durante tutto il mese i "giovedì della pace": iniziative a carattere storico, artistico e di dialogo interreligioso. Le celebrazioni legate alle Festa del Voto culmineranno con il pontificale presieduto dall'Arcivescovo nella Cattedrale di Sassari domenica 28 maggio alle ore 17, insieme con il Capitolo turritano e tutti i sacerdoti della diocesi. Al termine della celebrazione si svolgerà l'accensione della lampada perpetua della pace. Seguirà la consueta processione e lo scioglimento del Voto all'arrivo al Santuario delle Grazie.

Nei giorni 27 e 28 maggio il Santo Padre Francesco ha concesso ai fedeli l'indulgenza plenaria secondo le condizioni previste dalla Chiesa.

A Sassari i sacerdoti della Piccola Casa della Divina Provvidenza

A Sassari i sacerdoti della Piccola Casa della Divina Provvidenza

Sabato 20 maggio presso il Centro di alta formazione San Giorgio si è aperto ufficialmente il servizio nella diocesi di Sassari di don Eugenio Cavallo e don Nicholas Kirimo, sacerdoti della Piccola Casa della Divina Provvidenza - Cottolengo di Torino. L'appuntamento si è svolto alla presenza dell'Arcivescovo Gian Franco e del sindaco di Sassari Nanni Campus. Presenti anche il vicario per la formazione del clero insieme con rappresentanze numerose della vita religiosa, dei collaboratori della curia e della Fondazione Accademia. La comunità dei sacerdoti del Cottolengo opererà a stretto contatto con tutte le realtà già presenti nella diocesi, in un'ottica di arricchimento reciproco. L'Arcivescovo ha dato il benvenuto e ha spiegato che tale presenza è frutto di un cammino di collaborazione nel solco del progetto pastorale della diocesi, nell'intento di dare attuazione a quanto esposto nel manifesto programmatico “L’Altro è la realtà”, in particolare la promozione del nuovo umanesimo dell’incontro. Tale attenzione è alla base di un progetto intergenerazionale, nel quale ognuno può dare il suo contributo nella consapevolezza del grande valore della vita umana, anche di quella provata dal dolore e dal limite. Come segno di questa cultura della collaborazione tra le generazioni è stata messa a dimora una pianta chiamata Neem, detta delle quaranta medicine, molto utilizzata nel campo medicinale in diverse parti del mondo: un piccolo segno per un progetto che sa di poter crescere, pur nella fatica dei limiti umani, per dare riparo e per offrire consolazione.

“Educarsi alla pace”. Un dialogo tra generazioni attraverso l’arte

“Educarsi alla pace”. Un dialogo tra generazioni attraverso l’arte

Giovedì 18 maggio l'auditorium del Polo Tecnico Statale di Sassari ha ospitato l'iniziativa "Educarsi alla pace", organizzata dal Circolo Laudato Si' di Sassari e promossa dalla Fondazione "Accademia. Casa di popoli, culture e religioni". L'appuntamento si è aperto con il saluto dell'Arcivescovo Gian Franco Saba che ha ringraziato i promotori dell'incontro. "Il Santo Padre - ha detto - di recente ci ha invitati a essere poeti di pace. Oggi possiamo vedere come questa iniziativa come un modo concreto per essere artisti di pace. Quest'anno - ha ricordato - la Festa del Voto assume un significato particolare come giornata diocesana di preghiera per la pace. Ricordiamo che il Voto venne istituito da monsignor Mazzotti nel 1943 in un contesto di guerra. Oggi più che mai è necessario che tutti, anche coloro che non hanno fatto esperienza diretta della guerra, come le giovani generazioni, prendano consapevolezza del grande valore della pace".

Nel corso dell'incontro hanno preso la parola padre Francesco Patton, custode di Terra Santa, Paolo Impagliazzo della Comunità di Sant'Egidio, Antonio Caschetto, coordinatore nazionale del Movimento Laudato Si' e padre Francesco Zecca, segretario dell'ufficio Giustizia, Pace e Integrità del Creato dei frati minori d'Italia. Nella seconda parte dell'evento sono stati premiati gli studenti del Liceo Artistico "Figari" di Sassari che hanno partecipato al concorso "Votati alla pace".

Il saluto dell'Arcivescovo

Dialogo interreligioso, una nuova ministerialità per la Chiesa sinodale

Dialogo interreligioso, una nuova ministerialità per la Chiesa sinodale

Mercoledì 17 maggio l'auditorium "San Giovanni Paolo II" del Seminario arcivescovile ha ospitato il convegno organizzato dalla Fondazione "Accademia. Casa di popoli, culture e religioni" per la ricorrenza del 60° anniversario del Concilio Vaticano II. All'appuntamento, dedicato al tema del dialogo interreligioso, hanno partecipato l'Arcivescovo Gian Franco Saba e Gianni Valente, direttore dell'Agenzia Fides. Nel suo intervento, l'Arcivescovo ha sottolineato in particolare l'aspetto del dialogo interreligioso come una tra le nuove ministerialità da riscoprire nella Chiesa. "Si parta molto di nuove ministerialità in questo periodo - ha detto - e penso che quella del dialogo interreligioso sia una delle ministerialità fondamentali. Noi ne abbiamo fatto esperienza nella nostra diocesi attraverso il processo sinodale attivato nel contesto del progetto pastorale diocesano: il lavoro dei facilitatori, dei discepoli-missionari, degli artigiani di comunità è stato orientato sempre al dialogo. Le professioni della società civile esercitano questo ruolo in diversi punti strategici. Formare delle nuove leadership in questo momento mi sembra una delle sfide che culturali che abbiamo e il progetto della Fondazione Accademia si propone con molta semplicità di lavorare in questa prospettiva".

"Personalmente - ha aggiunto - mi accostai alla religione islamica a 14 anni in quarta ginnasio grazie a un'insegnante di religione che ci chiedeva di compiere ricerche sull'Islam. Questa insegnante faceva parte del Centro Studi socio-religiosi della diocesi di Sassari, dove aveva maturato una sensibilità al dialogo interreligioso in un tempo cui non esisteva grande attenzione a questo tema nell'insegnamento della religione cattolica. Credo che anche per noi oggi sia una sfida importante da cogliere, soprattutto nei vari ambiti nei quali ci troviamo ad operare, così come avvenne alle origini del cristianesimo".

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