Florinas, la vicinanza agli anziani e a tutti i sofferenti della comunità

Florinas, la vicinanza agli anziani e a tutti i sofferenti della comunità

Nel primo pomeriggio di lunedì 12 giugno l'Arcivescovo Gian Franco Saba ha visitato gli ospiti della casa di riposo di Florinas in occasione della visita pastorale. Ad accogliere il suo arrivo nella struttura, don Giosuè Carboni e il sindaco Enrico Lobino. "Desidero esprimere la mia vicinanza a tutti gli anziani e gli ammalati, i sofferenti di questa comunità. Il lavoro che svolgete voi operatori, prendendovi cura degli altri ogni giorno, è molto importante. Il Signore voglia possa confortare tutti voi e attraverso lo Spirito Santo darvi consolazione interiore e tanta forza", il messaggio dell’Arcivescovo dopo i saluti iniziali dei responsabili della struttura.

Durante l’incontro monsignor Saba ha presieduto la liturgia nella quale ha conferito il sacramento dell’Unzione degli Infermi a tutti gli ospiti della casa di riposo. "Abbiamo ascoltato il Vangelo delle Beatitudini, non c’è posto più significativo nel quale annunciare questo Vangelo. Il tempo è una cosa bella perché il Signore ci concede le Grazia di vivere a lungo ma capita che, in questo tempo, a volte si sperimenti la consumazione fisica e la debolezza. Si sperimenta anche che abbiamo bisogno degli altri, ci fa capire che abbiamo sempre più bisogno dell’Altro, di Dio. Siamo in cammino verso la vita eterna, questo è un annuncio di speranza e consolazione. Gesù ha condiviso con noi fragilità e debolezze, possiate trovare forza nella preghiera per affrontare queste giornate. Chi assiste si rende strumento di beatitudine, il Signore usa un canale umano per apportare consolazione, questi luoghi ci fanno riflettere. Viviamo bene il nostro tempo portando consolazione, speranza, forza. Grazie per quello che fate". Così l’Arcivescovo nell’omelia.

L’Arcivescovo: “L’Eucaristia è la sorgente di ogni esperienza sinodale”

L’Arcivescovo: “L’Eucaristia è la sorgente di ogni esperienza sinodale”

Domenica 11 giugno l'Arcivescovo Gian Franco ha presieduto nella cattedrale di San Nicola il pontificale nella solennità del Corpus Domini. "Il mistero dell'unico pane - ha detto nell'omelia - ci riporta al mistero di Gesù che offre se stesso come pane vivo disceso dal cielo. Ci ricongiunge al mistero dell'Eucaristia, mistero di comunione con Dio e con i fratelli. La partecipazione all'unico pane, come ci ricorda l'Apostolo Paolo, rende un solo corpo. Questa dimensione - ha aggiunto l'Arcivescovo - ci porta a riflettere sul cammino sinodale che stiamo vivendo: la molteplicità non è annullata, la diversità non è livellata ma è chiamata alla comunione e alla partecipazione. Ed è proprio l'Eucaristia la sorgente e la linfa dalla quale sgorga ogni esperienza sinodale".

Monsignor Saba ha ricordato il testo del messaggio inviato da Papa Francesco in occasione dell'ottantesimo anniversario della Festa del Voto. "Abbiamo accolto con cuore colmo di affetto il messaggio del Santo Padre il quale ci incoraggiava alla cura delle radici. E la prima radice che la Chiesa diocesana è chiamata a coltivare è quella dell'Eucaristia, sorgente della vita stessa della Chiesa. Siamo chiamati a coltivarla - ha sottolineato - perché continui a irradiare la linfa all'intero corpo e perché questa linfa sia pura e genuina".

Al termine della celebrazione, la processione ha attraversato le vie del centro di Sassari. Il clero e i fedeli hanno accompagnato il Santissimo Sacramento in un clima di raccoglimento e di preghiera. Il corteo, come da tradizione, si è concluso in piazza d'Italia dove l'Arcivescovo si è rivolto ai fedeli e ha impartito la benedizione eucaristica.

Audio. Il messaggio in piazza d'Italia

Visita pastorale, Florinas accoglie l’Arcivescovo

Visita pastorale, Florinas accoglie l’Arcivescovo

Nel pomeriggio di sabato 10 giugno l'Arcivescovo Gian Franco Saba è stato accolto a Florinas per l’inizio della visita pastorale nella comunità. Ad attendere il suo arrivo, all’ingresso del paese, il parroco don Giosuè Carboni, i gruppi parrocchiali, le autorità civili e militari del paese. Il corteo si è poi recato nella chiesa dell’Assunzione di Maria Vergine dove monsignor Saba ha presieduto la celebrazione eucaristica animata dal coro di Florinas. Questo il messaggio alla comunità. "La gioia possa inondare sempre più i nostri cammini. Viviamo con gioia questa festa di fede, questa festa di Chiesa. Significativo essere qui nella festa del Corpus Domini, perché ci porta al mistero della Chiesa, il senso della vita della Chiesa. Cosa sarebbe la nostra vita senza l’Eucarestia? Gesù ha vissuto il mistero della Passione, Morte e Resurrezione offrendo sé stesso, realizzando nell’Eucarestia in modo supremo la sua presenza in mezzo al popolo. Egli continua a convocarci: questo è il senso della visita pastorale. Le Comunità è convocata e plasmata dall’Eucarestia. Attraverso l’Eucarestia Gesù si prende cura del suo popolo. Abbiamo bisogno di riscoprire questo grande dono che è l’Eucarestia, la presenza viva di Gesù nella nostra vita. Gesù ha scelto questo segno umile, egli è il nostro sostentamento, il nostro nutrimento. Egli ha donato il suo corpo per tutti noi, l’Eucarestia è un vero e proprio atto d’amore nei nostri confronti. Non è il sacramento dei giusti, siamo tutti peccatori davanti a Dio ma egli viene per sostenere la nostra povertà, per nutrirci e condurci. Gesù si è reso schiavo, ha donato il suo corpo e il suo sangue, farmaco dell’immortalità. La morte è un passaggio, Gesù ci da la vita e ci sostiene, ci fa crescere, ci accompagna. La vita eterna è la piena realizzazione che giorno dopo giorno lo Spirito Santo genera nei nostri cuori e nelle nostre esistenze. Oggi c’è bisogno di riscoprire la gioia del Vangelo, come ci ricorda Papa Francesco. Gesù porta la gioia. Dobbiamo pregare e adoperarci con fraternità e capacità di ascolto verso coloro che sono smarriti. La Chiesa si plasma attorno all’Eucarestia. Vi incoraggio, affinché ci si possa ritrovare come Comunità. Continuiamo a pregare per agire insieme, questo è una Grazia dello Spirito Santo. Promuoviamo tutto ciò che di bello c’è, incoraggiamolo". "Ciascuno di noi - ha concluso l'Arcivescovo - può essere segno di quel Gesù di cui ci nutriamo nell'Eucarestia.

Celebrazione nella basilica di Saccargia e incontro con la comunità

Celebrazione nella basilica di Saccargia e incontro con la comunità

Nella splendida cornice della Basilica della Santissima Trinità di Saccargia a Codrongianos si è tenuta venerdì 9 giugno la celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Gian Franco in occasione della visita pastorale. La santa messa è stata concelebrata da don Gavino Meloni. "La liturgia di oggi ci spiega come Gesù voglia educare i discepoli per comprendere il centro della vita Cristiana, ovvero l’amore verso Dio. È bello trovarsi in una chiesa simbolica come questa per esplicitare che la comunità Cristiana è radunata dalla Santissima Trinità. L’affresco all’interno della Basilica mostra i discepoli raffigurati dentro la Trinità, e questi rappresentano tutta la Chiesa. Essere discepoli è una scelta d’amore. Parlando di Codrongianos pensiamo anche alla Santa Elisabetta Sanna che ha fatto una scelta d’amore, nella famiglia, nella propria casa e poi andando fuori con il cuore rivolto sempre verso gli ultimi. Questo è un segno dell’amore di Dio, questa è la Chiesa: un luogo umile, semplice, aperto, dove si sperimenta concretamente l’amore. E con questo stesso spirito viviamo l’esperienza della visita pastorale, sollecitando nelle nostre comunità un rinnovato ascolto della Parola, con semplicità. Troviamo piccoli modi per far risuonare parola di Gesù, impegniamoci a creare momenti di ascolto della parola di Dio, perché con Gesù si dialoga sempre", il messaggio nell’omelia.

Monsignor Saba si è poi rivolto direttamente ai più giovani: "Voi cresimandi vi preparate a l’incontro con Gesù. È come quando si riceve un dono, il dono dello Spirito Santo. Gesù si prende sempre cura di noi. Dio ha fatto dono di sé stesso". Ha poi concluso: "All’interno delle comunità a volte si è distratti ma bisogna cercare in base ai ritmi di oggi dei momenti semplici per ascoltare la Parola di Dio, di riproporre l’annuncio della Parola di Dio. Questo è il mio messaggio alla Parrocchia. Continuiamo a camminare insieme". Al termine della celebrazione l’arcivescovo ha potuto incontrare la comunità di Codrongianos per un momento di dialogo. I ragazzi che nelle prossime settimane riceveranno i sacramenti della Cresima e della Prima Comunione hanno donato al vescovo un’icona, a ricordo della visita pastorale.

L’Arcivescovo: “Lavoriamo insieme per il benessere della comunità”

L’Arcivescovo: “Lavoriamo insieme per il benessere della comunità”

Nella serata di giovedì 8 giugno l'aula consiliare del Comune di Codrongianos ha ospitato l’Incontro dell'Arcivescovo Gian Franco con il Consiglio Comunale e i Carabinieri, le associazioni civili del territorio, con il mondo del lavoro. "Questo incontro non è un atto formale, ma un segno del rapporto tra istituzioni che si impegnano per costruire il bene comune. Abbiamo modo di vedere le problematiche che deve affrontare un’amministrazione che non sono differenti dalle problematiche che deve affrontare la realtà ecclesiastica. Sono problemi comuni che riguardano la persona umana. La visita pastorale per me non termina domani, è un lavoro continuo di raccordo. Le foranie, o zone pastorali, sono pensate per far vivere a pieno la vita comunitaria alle comunità. È importante vivere insieme il percorso intrapreso dalla diocesi affinché le parrocchie non siano isolate, ma possano lavorare insieme. La Chiesa vive la stagione del sinodo, vive il bisogno di “fare” realmente Chiesa. Importante che le diverse istituzioni, che operano in sfere differenti, collaborino. Il mio invito è quello di lavorare insieme. La finalità della visita pastorale è attivare processi pastorali, coinvolgere, radunare, convocare. Da questa dinamica dipende il benessere di una comunità. Codrongianos vanta un patrimonio artistico, culturale e spirituale davvero importante. Il messaggio che desidero consegnarvi oggi è quello di uscire dall’ “io isolato” per entrare nella visione del “noi”".

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