Oggi, nella Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, celebriamo la Giornata della Santificazione Sacerdotale. Una giornata di preghiera suggerita dal Dicastero per il Clero (all’epoca Congregazione) e istituita il 25 marzo 1995 da San Giovanni Paolo II, perché la preghiera offerta per la santificazione dei Sacerdoti possa ottenere di riflesso il dono della santità di tutto il Popolo di Dio, a cui il loro ministero è ordinato. In effetti, il sacerdozio ministeriale è al servizio di quello comune di tutti i battezzati, che si attua concretamente nella risposta libera e gioiosa alla chiamata universale alla santità.
Il legame tra questa Giornata e la festa del Sacro Cuore suggerisce immediatamente la necessità di ritornare a contemplare il cuore del Maestro, a posare il capo sul suo petto tutte le volte che ne avvertiamo il bisogno, e di attingere continuamente al fiume di grazia e di misericordia che scaturisce dal suo fianco trafitto, per riscoprire la bellezza del ministero ordinato e ravvivare il dono ricevuto.
Da martedì 20 a mercoledì 21 giugno la chiesa parrocchiale di Cristo Re a Ploaghe ospiterà il convegno del clero. L'appuntamento ha come tema: "Un nuovo volto per le comunità parrocchiali. Abitare il territorio tra confini geografici e confini esistenziali". Il relatore sarà don Ezio Falavegna, docente di teologia pastorale presso la Facoltà Teologia del Triveneto. Per maggiori informazioni è possibile consultare la brochure allegata.
Prosegue la visita pastorale dell'Arcivescovo Gian Franco Saba a Ploaghe. Nella mattina di giovedì 15 giugno l'Arcivescovo ha fatto visita ai Carabinieri nel Comando della Stazione del paese, accompagnato dal parroco don Giuseppe Virgilio. Nel corso dell'incontro monsignor Saba ha salutato tutti i militari in servizio nella Stazione. Subito dopo l'Arcivescovo ha potuto incontrare gli studenti delle scuole dell’infanzia di Ploaghe.
Nel corso della visita monsignor Saba ha incontrato anche i militari della Brigata Sassari residenti a Ploaghe, i quali hanno testimoniato il loro impegno nelle diverse missioni internazionali di pace e nei principali scenari di conflitto.
Martedì 13 giugno è cominciata la visita pastorale di Gian Franco Saba nella comunità di Ploaghe. Ad accogliere l’arrivo dell'Arcivescovo, all’ingresso del paese, il parroco don Giuseppe Virgilio, le autorità civili e militari, i comitati religiosi. Il corteo in processione è giunto fino alla chiesa del Convento dove, sul sagrato, l’Arcivescovo ha celebrato la Santa Messa concelebrata da don Giuseppe Virgilio e Don Gavino Meloni. L’inizio della visita pastorale è stato inserito nel programma dei festeggiamenti religiosi organizzati dal comitato in onore di Sant’Antonio da Padova. "Nel giorno in cui celebriamo Sant’Antonio da Padova è significativo iniziare la visita pastorale qui a Ploaghe in luogo dove la spiritualità francescana si è espressa. I luoghi che tramandano fede cristiana non sono sacramento ma hanno una forza sacramentale. Le vicende legate alla vita di Sant’Antonio da Padova oggi nel contesto del cammino sinodale richiamano l’importanza di fare della nostra stessa vita un cammino. Lo abbiamo espresso anche stamattina con la piccola processione, e vi ringrazio per la calorosa accoglienza, per questo momento che stiamo vivendo. La vita di Sant’Antonio non è stata statica, egli entrò inizialmente in una comunità monastica con la regola agostiniana, fu educato alla vita Cristiana. Egli si mise al servizio dell’evangelizzazione, della trasmissione di fede. I luoghi di vita di ciascuno di noi, quei luoghi in cui viviamo sono luoghi in cui il Signore ci rivela il progetto di amore e suscita in noi il desiderio del camminare. Sant’Antonio lo fece, si mise in cammino e la Grazia di Dio toccò il suo cuore. Il cammino della vita cristiana è frutto della Grazia di Dio che tocca il nostro cuore. Tutti noi siamo chiamati ad ascoltare e riconoscere i segni che Dio pone nella nostra vita. Sant’Antonio ricevette l’educazione, si formò. L’educazione serve a formare una persona dal cuore e dalla mente aperta. Occorre camminare verso quella “Chiesa in uscita” di cui parla Papa Francesco, è necessario farlo per uscire dall’ “Io isolato”. Il Signore dialoga con noi. Camminare e dialogare con il Signore: questa è la vita Cristiana. È bello scoprire le peculiarità della vocazione di ciascuno di noi. I doni di Dio sono diversi non per contrapposizione ma per testimonianza di fede Cristiana. C’è spazio per le diversità, la vita cristiana non è livellamento, ciascuno si metta in ascolto della Parola di Dio. Occorre mettersi davanti a Dio e aprire il cuore. Dio è per tutti, la Chiesa è per tutti. Il Signore conduce le storie, dobbiamo essere consapevoli che Dio non è assente dalla nostra vita. Questa è la dimensione più popolare di Sant’Antonio: egli trasmette la vicinanza di Dio. Il messaggio che vi consegno è questo: camminare, dialogare e aprire il cuore al Signore affinché ciascuno riscopra la propria vocazione. L’educazione ha un ruolo importante, la formazione è uno degli architravi del cammino pastorale intrapreso dalla nostra diocesi. In questi luoghi, nei conventi, si formavano le persone. Sant’Antonio infonde coraggio e sprona. Il Signore ci invita al discernimento dello Spirito, in un clima di preghiera. Il mio augurio è che il Signore possa accompagnarci ad essere una Chiesa in cammino, che ascolta la parola di Dio, che punta verso orizzonti alti, che crea luoghi e spazi di formazione dove sia possibile discernere la volontà di Dio".
In tarda mattinata monsignor Saba ha incontrato il consiglio comunale di Ploaghe nella sala dell’ex Convento. "La fede ha delle ripercussioni sociali. Nel cammino del processo sinodale e della visita pastorale tutti siamo chiamati a maturare una prospettiva di impegno. Papa Francesco la chiama partecipazione. Ciò che, con la visita pastorale il vescovo esorta a fare è superare l’indifferenza, che spesso è connessa con la tentazione dell’isolamento. Impariamo ad avere a cuore il bene degli altri", il messaggio agli amministratori.
Nel pomeriggio di lunedì 12 giugno l’Arcivescovo Gian Franco, accompagnato dal parroco di Florinas don Giosuè Carboni e dal sindaco Enrico Lobino, ha visitato il personale e le strutture del municipio prima di un breve momento di dialogo con l’amministrazione comunale nell’aula consiliare. Al termine dell’incontro si è poi recato nei locali del centro sociale per conoscere i rappresentanti delle associazioni culturali, folkloristiche, sportive e di volontariato di Florinas. "Rispettarsi - ha detto - è la base per costruire un dialogo. Trovare dei punti di raccordo, collaborare è vitale per una comunità. Non bisogna mai fermarsi, occorre essere positivi e costruttivi. Superiamo insieme le cose negative, nel dialogo occorre tralasciare il proprio “io”. La visita pastorale è una bella occasione per confrontarsi. Incoraggio tutti voi ad andare avanti", il monito di monsignor Saba.