Sul sito www.comune.sassari.it sono pubblicati l'avviso pubblico e il portale attraverso il quale gli interessati possono richiedere i buoni spesa per acquistare generi alimentari o prodotti di prima necessità in favore di famiglie maggiormente esposte agli effetti economici derivanti dall’emergenza Covid-19, come previsto dell'ordinanza della Protezione civile 658 del 29 marzo. La domanda dovrà essere presentata prioritariamente online attraverso il portale dedicato, entro le 12 di martedì 7 aprile. Il Comune procederà a campione con il controllo delle auto dichiarazioni. Solo eccezionalmente, nei casi di richiedenti sprovvisti di supporti informatici, e previa segnalazione ai numeri:
La domanda potrà essere consegnata in modalità cartacea agli uffici territoriali dei Servizi Sociali e sarà valutata dal Servizio sociale professionale a cui è attribuita la competenza per l'individuazione dei beneficiari, tra i nuclei familiari più esposti e tra quelli in stato di bisogno; sarà data priorità ai nuclei familiari non assegnatari di sostegno pubblico (RdC, Rei, Naspi, indennità di mobilità, cassa integrazione guadagni, altre forme di sostegno previste a livello locale e regionale).
Ciascun nucleo familiare riceverà un numero di buoni spesa proporzionati ai componenti dichiarati nel modulo di domanda, spendibili negli esercizi commerciali convenzionati. Il valore dei buoni spesa sarà quantificato una volta scaduti i termini per presentare la domanda. Questo al fine di poter dare risposta, nei limiti della disponibilità finanziaria, a tutti i richiedenti in possesso dei requisiti per l'accesso alla misura. Le informazioni dettagliate sulle modalità di distribuzione dei buoni, sull'entità delle somme spendibili, sugli esercizi commerciali convenzionati, saranno pubblicate sul sito www.comune.sassari.it dopo il 7 aprile.
La consegna dei buoni spesa avverrà con la collaborazione della Caritas diocesana, attraverso la rete delle parrocchie e degli enti del terzo settore che collaborano con il sistema della Protezione civile comunale.
I soggetti non ammessi al beneficio riceveranno comunicazione ai recapiti telefonici o mail indicati nella domanda.
In merito all’articolo uscito sull'Unione Sarda in data 4 aprile a firma di Ivan Paone, «mentre cittadini e medici si infettano e muoiono» -come osserva lo stesso giornalista- ai lettori è suggerito di riportare alla mente i «sussurri» fantapolitici e fantaecclesiastici in merito alla scorsa campagna elettorale del Sindaco Campus, che chiamerebbero in causa direttamente l’intervento della Diocesi e dell’Arcivescovo Saba. Proprio «mentre cittadini e medici si infettano e muoiono» è nostro dovere chiedere il massimo rispetto nell’utilizzo di questa espressione, vera e grave, e di non banalizzare né strumentalizzare l’attuale situazione di emergenza, vera e grave, per benedire o tentare di consacrare presunte o sotterranee fazioni. Equilibrio e onestà dovrebbero caratterizzare l’impegno e il servizio di ognuno, del mondo dell’informazione come del settore sanitario e di tutti gli altri ambiti professionali, soprattutto -lo ripetiamo ancora insieme a Ivan Paone- «mentre cittadini e medici si infettano e muoiono». L’Arcidiocesi di Sassari, a partire dal Vescovo, dal Presbiterio e da tutti fedeli, continuerà a dedicare il proprio impegno, vero e grave, al servizio della prossimità evangelica prima, durante e dopo qualsiasi appuntamento elettorale, fedele al proprio Signore e non ai “signori” di lista.
Ufficio Comunicazioni Sociali - don Michele MURGIA
«Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». «Dove?» ci chiediamo anche noi, rinchiusi e impossibilitati a ripetere le tradizioni che ci accompagnano da sempre. Le chiese sono irraggiungibili, i sacerdoti tentano vie nuove per provare a dare forma alternativa a quella comunione senza cui è impossibile «mangiare la Pasqua». «Andate in città da un tale e ditegli… farò la Pasqua da te»: uno sconosciuto oggi è diventato importante. Davamo per scontato che le liturgie fossero disponibili, che avremmo trovato nelle chiese tutto già pronto, che il precetto pasquale avrebbe smosso chi solo in questo periodo si trasforma in praticante. Invece #iorestoacasa e non ci sono altre opzioni: staremo stretti con pochi cari e ci appariranno una goccia in un oceano di umanità che è proibito incontrare; resteremo a casa e forse ci sembrerà il posto sbagliato, ci sentiremo ospiti anche se sul campanello c’è il nostro cognome. Prepareremo nella stanza che il Padre visita «nel segreto»: sarà il Signore ad indicare le nostre case come il luogo imprevisto di una Pasqua degli sconosciuti, di quelli che senza nome avranno preparato per Lui come mai avevano fatto prima. Forse capiremo quanto poco basta per essere Chiesa e da «dove» iniziare a guarire dall’illusione di essere salvi senza Lui.