31 Ago 2019 | 1300 battute
ANNO C - XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Sir 3,17-18.20.28-29 | Sal 67 | Eb 12,18-19.22-24 | Lc 14,1.7-14
Ufficio Comunicazioni Sociali - don Michele MURGIA
L’antico sabato è sempre un giorno complicato per Gesù, ma soprattutto per chi prova a confrontarsi con i suoi insegnamenti. Quella che era nata come istituzione per celebrare ogni settimana la festa dell’alleanza tra Dio e il suo popolo, un’occasione di gioia per tutti, scivolava sempre più dentro il patronato gestionale dei regolamenti religiosi, trasformandosi in un’arma da brandire contro gli altri. Il pranzo della festa nella casa di un fariseo diventa emblema di quella deriva: perché è stato organizzato? Con quale criterio è stata stilata la lista degli invitati? Quali sono gli effetti attesi dall’evento? Le cortesie per gli ospiti sono una vetrina per esibire se stessi o davvero realizzano uno slancio d’affetto e di servizio verso gli altri? Così può accadere che anche per il credente la fede si trasformi nella celebrazione di una sorta di ego religioso e la gratificazione che ne deriva sostituisca pian piano -forse inconsapevolmente- l’amore verso Dio e verso il prossimo. «Io sono credente per te, non solo per me» sembra suggerire Gesù in questo Vangelo domenicale ai suoi discepoli. In effetti, il comandamento dell’amare Dio e il prossimo come se stessi scandisce bene l’ordine con cui la festa della fede deve essere organizzata. Deve finire il tempo in cui crediamo per noi, celebriamo per noi, organizziamo per noi.
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26 Ago 2019 | News
Monsignor Gian Franco Saba, Arcivescovo metropolita di Sassari, e il Presbiterio Turritano, nel manifestare profondo affetto a don Alessandro e tutti i suoi familiari, affidano all'amore di Dio, Padre delle Misericordie
il sig. Salvatore Cadau
padre del nostro sacerdote. Le esequie saranno celebrate domani, martedì 27 agosto alle ore 16.30 nella Basilica di Santa Maria dei Martiri in Fonni (NU) e presiedute da S. Ecc. Mons. Mosè Marcia, Amministratore apostolico della Diocesi di Nuoro.
NELLA NOSTRA DIOCESI, l'Arcivescovo Mons. Gian Franco Saba presiederà la concelebrazione di suffragio con il clero turritano venerdì 30 agosto alle ore 19.00 nella Parrocchia Immacolata Concezione di Stintino.
24 Ago 2019 | appuntamenti
Concluso il tempo necessario per organizzare gli avvicendamenti, rendiamo pubblico il Calendario secondo cui prenderanno possesso canonico delle nuove destinazioni i sacerdoti coinvolti nelle nomine del 19 giugno:
venerdì 23 agosto, ore 18.00 | don Felix MAHOUNGOU | Parrocchia S. Bartolomeo Ap. in Ossi;
domenica 25 agosto, ore 17.00 | don Mauro PULINA | Parrocchia S. Martino V. in Bessude;
sabato 7 settembre, ore 18.30 | don Gian Paolo SINI | Parrocchia Ss. Quirico e Giulitta in Cargeghe;
domenica 8 settembre, ore 10.00 | don Gian Paolo SINI | Parrocchia Ss. Gavino, Proto e Gianuario in Muros;
sabato 21 settembre, ore 18.00 | don Boniface DA | Parrocchia Spirito Santo in Porto Torres;
domenica 22 settembre, ore 18.00 | don Gianni CUBEDDU | Parrocchia Conversione di S. Paolo in Codrongianos;
domenica 28 settembre, ore 18.00 | don Franco MANUNTA | Parrocchia S. Giovanni Bosco in Sassari;
sabato 29 settembre, ore 18.00 | don Daniele CONTIERI | Parrocchia Immacolata Concezione in Stintino;
sabato 26 ottobre, ore 17.30 | mons. Marco CARTA | Parrocchia Cattedrale S. Nicola e S. Caterina in Sassari;
domenica 27 ottobre, ore 17.30 | mons. Dino E. PITTALIS | Parrocchia Cristo Redentore in Sassari.
24 Ago 2019 | 1300 battute
ANNO C - XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Is 66,18b-21 | Sal 116 | Eb 12,5-7.11-13 | Lc 13,22-30
Ufficio Comunicazioni Sociali - don Michele MURGIA
L’abitudine ci ha portati a leggere con superficialità le parole più forti di Gesù, riducendole ad un attacco al peccato (degli altri!) e semplificandoci la vita con questo-si-può-fare o quello-non-si-deve-fare. La frase «voi non so di dove siete» potrebbe aiutarci a prendere le distanze da questo impoverimento: il Vangelo non è un elenco di strategie esecutive, non è un manuale di istruzioni tecniche contro l’ansia da prestazione del pio praticante! Lo sforzo che la «porta stretta» chiede non è certamente quello cui erano abituati i contemporanei del Signore, concentrati sull’obiettivo di mettere al sicuro se stessi nel vano tentativo di contrattare con Dio la propria salvezza, con sacrifici, voti, offerte… o per noi oggi di imbonire il Salvatore con festeggiamenti o concessione di spazi. Aver «mangiato e bevuto» in sua presenza o concedergli di insegnare «nelle nostre piazze» non ha peso di fronte al «padrone di casa». Il Figlio di Dio non è venuto nel mondo per vendere o svendere o contrattare, ma per offrire e condividere l’Amore del Padre. Questa proposta non ha più nulla a che vedere con le sole osservanze esteriori: la porta stretta è una ferita nel costato che porta dritto al cuore e si apre con l'amore incondizionato, con il perdono aldilà di qualsiasi ingiustizia… vi si accede «da oriente e da occidente» e non cigola come la porta di una vecchia sagrestia.
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23 Ago 2019 | News
Raccontare la Faradda è un’impresa complicata, perché tutti i suoi protagonisti e la Città intera partecipano come in una polifonia alla partitura corale: ogni contributo si innesta e completa le azioni e i pensieri degli altri, dando forma a quella che veramente è una festa “grande”… non solo per i numeri che la descrivono o per il prestigioso passato, ma perché non c’è aspetto della convivenza civile e religiosa che non si riversi in essa e da essa non riesca a trarre un nuovo slancio. La voce dei Gremi racconta le emozioni, i desideri, le preoccupazioni ed il coraggio che nelle preghiere, nelle tradizioni e nell’impegno traducono una consapevolezza onesta e seria: i Gremi sono per la Città, il Voto è per la Città e la Città è per la sua Signora.
La «Donna vestita di sole» è il primo pensiero da cui l’Arcivescovo ha tratto la propria riflessione, offerta ai fedeli Sassaresi in occasione della Discesa dei Candelieri: «un’immagine che mostra il candore, la luce e la bellezza dell’umanità gloriosa… che invita a riscoprire l’abito bianco ricevuto nel battesimo». Questo invito non è un semplice accostamento simbolico: «È proprio dei battezzati non estraniarsi dalla vita terrena, ma viverla dall’interno, profondamente dediti a distruggere i segni della morte e collaborare perché già nel cammino terreno si sviluppino i segni della risurrezione». L’appello di Mons. Saba per «un impegno attivo e concreto nella promozione di un nuovo umanesimo» è accolto dalla sensibilità civica e credente dei gremianti: il valore della famiglia, la solidarietà sociale, la collaborazione, l’amicizia, il senso di appartenenza, il desiderio di libertà dentro situazioni di vita al limite, l’apertura degli orizzonti verso un futuro ricco di speranze… sono i sentimenti che emozionano profondamente e motivano tutti i partecipanti a rinnovare il Voto alla Vergine «per superare la peste dell’indifferenza verso Dio e verso il vicino. Talvolta assistiamo ad un’anti-cultura delle solitudini –osserva il Vescovo Gian Franco- in dissonanza con lo spirito della fede e lo spirito corporativo; è una certa crisi di interiorità che rallenta e ostacola i processi evangelici e di conversione personale, ecclesiale e sociale».
Sassari vive vigile di fronte a questo rischio e lo riconosce, durante la Faradda, nelle tante emergenze che attraversano ad esempio il percorso del Centro storico. Ne sono consapevoli le autorità civili, i singoli fedeli ed i loro pastori, che si uniscono unanimi all’Arcivescovo: «risvegliamo la Città alla vita nuova in Cristo».La consegna del Candeliere d’Oro e d’Argento dimostra di non dimenticare gli emigrati sassaresi; la stessa cerimonia della Discesa dei Candelieri prevede che i primi ceri monumentali a partire in processione siano gli ultimi a fare il loro ingresso nella chiesa di Santa Maria in Betlem. Queste attenzioni danno forma all’insegnamento evangelico che nessuno resti indietro, dimenticato, ignorato o escluso: «Non è la stessa cosa aver conosciuto Gesù o non conoscerlo –ricorda anche Papa Francesco-, non è la stessa cosa poterlo ascoltare o ignorare la sua Parola, non è la stessa cosa cercare di costruire il mondo con il suo Vangelo piuttosto che farlo unicamente con la propria ragione» (Evangelii Gaudium, 266). E sembra che anche il Santo Padre, continuamente citato nella Lettera del nostro Vescovo, conosca e parli di questa grande festa di Sassari, per «scoprire e trasmettere la “mistica” di vivere insieme, di mescolarci, di incontrarci, di prenderci in braccio, di appoggiarci, di partecipare a questa marea un po’ caotica che può trasformarsi in una vera esperienza di fraternità, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio» (Evangelii Gaudium, 87). E la Faradda si muove infatti a passo di danza, «uno stile di cammino che richiede un’attenzione all’armonia tra le parti. È un ritmo che sprona a tradurlo in stile di vita per la comunità cristiana… e affinché questi segni di luce –esorta il Vescovo Gian Franco- giungano a Maria per offrirsi come voto e richiesta di intercessione è necessario che insieme le persone portino questi pesi».
Il peso dei ceri votivi è notevole, lo sanno bene i portatori dei Candelieri ed i cittadini di Sassari: lo sforzo fisico è importante, l’attenzione all’armonia dell’insieme è fondamentale, cambiare –anche se temporaneamente- l’assetto della Città è obbligatorio, per permettere che tutti partecipino alla festa in sicurezza e con lo spirito giusto. Tutte le sfide, da quelle organizzative e pratiche a quelle più immateriali e spirituali, raggiungono la loro pienezza solo quando i Candelieri, uno dopo l’altro, si inchinano di fronte alla Madre di Dio: quello è il momento, nella notte del 15 agosto, in cui tutti possono ammirare “visivamente” con quale stile si può «imparare ad abitare con Maria la Città e ascoltare le presenze, per lasciarsi interpellare da chi abita nella porta accanto».
Con il rito della svestizione, il 22 agosto nell’ottava dell’Assunzione e nella Festa di Maria Regina, Sassari ha l’opportunità di investire nella quotidianità tutta la ricchezza che la Faradda rappresenta in termini di impegno religioso, civile, sociale e culturale. Il tradizionale augurio «a zent’anni» inizia da subito, da oggi.
Leggi la lettera dell'Arcivescovo alla Città, in occasione della Discesa dei Candelieri
Per il materiale messo a nostra disposizione, ringraziamo il sito www.sardegnadies.it ed il Direttore Luca Foddai