Nell’ottica dell’ecumenismo e per favorire il dialogo interreligioso, l’arcivescovo Gian Franco giovedì 17 ottobre scorso è intervenuto al Gran Magal Dahira Touba che si è tenuto nei locali dell’ex cinema Quattro Colonne. Si tratta dell’annuale azione di preghiera che la comunità senegalese promuove in tutto il mondo per celebrare la vita e gli insegnamenti di Cheik Amadou Bamba, fondatore di uno delle quattro correnti spirituali islamiche. Monsignor Saba, affiancato da don Giuseppe Faedda, Delegato per il dialogo interreligioso, da don Gavino Sini, dal Sindaco Nanni Campus e dal prefetto Maria Luisa D’Alessandro, ha partecipato al momento che nell’ambito del raduno viene riservato alle autorità ospitanti la comunità religiosa.
In occasione dell'ottantesimo anniversario di fondazione della Parrocchia Sacro Cuore di Gesù, giovedì 31 ottobre alle ore 16.30 si terrà nell'Aula Magna dell'Università di Sassari un Convegno sulla figura umana e artistica del pittore sassarese Costantino Spada. L'intervento conclusivo dell'incontro è affidato a S. E. card. Angelo Becciu, che presiederà il Pontificale giubilare nella Basilica del Sacro Cuore alle ore 19.00.
Sir 35,12-14.16-18 | Sal 33 | 2Tm 4,6-8.16-18 | Lc 18,9-14
Ufficio Comunicazioni Sociali - don Michele MURGIA
Quante volte gli sguardi e le parole rivolte verso il cielo somigliano agli aeroplanini di carta! Ben piegati e progettati, fanno qualche breve evoluzione per aria e precipitano a terra di punta. Pochi secondi di soddisfazione sono poca cosa per chi aspira a volare davvero e le preghiere di carta sono proprio fatte così. Nel Vangelo di questa domenica abbiamo l’esempio di due uomini molto diversi tra loro, come enormemente differenti sono le loro preghiere: uno guarda e parla a Dio, l’altro guarda e parla a se stesso. Chi sa pregare? Chi conosce Dio. Chi può dire di sapere qualcosa su Dio? Chi ha appreso da Gesù che prima di ogni altra parola sul Padre bisogna averne colto e accolto l’amore. E come è fatto l’uomo che può essere davvero amato da Dio? Ecco, il tentativo di dare una risposta a questa domanda non può che aiutarci a capire meglio cosa vuol dire «chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato»: non è questione di sentirsi piccoli-poveri-malandati a causa delle proprie miserie, i propri peccati, le proprie difficoltà, ma di fronte all’enormità di un Dio che satura ogni angolo dell’orizzonte con la propria tenerezza, con la propria misericordia, con il proprio amore. È un ordine di grandezza di fronte al quale possono anche sparire tutte le nostre parole, per lasciare posto solo quelle del Signore… che volano davvero.