Libertà | n.09 – 2020

Libertà | n.09 – 2020

Settimanale dell'Arcidiocesi di Sassari | 2 marzo 2020

Editoriale | "Torniamo al senso della realtà" - di Antonio Meloni, Direttore di Libertà

Territorio |Piazza Castello al grido «Forza Paris!» inaugurato il monumento della Brigata

Territorio |Il DNA dei Sardi in una ricerca dell'Università di Sassari

In Diocesi |Con il rito delle Ceneri si apre la Quaresima

In Diocesi | Cattedrale, liturgia penitenziale con le Confraternite

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«Discepoli sempre agli inizi» – Il ritiro di Quaresima dei laici

«Discepoli sempre agli inizi» – Il ritiro di Quaresima dei laici

Domenica 1 marzo, in una giornata di raccoglimento, confronto, preghiera e fraternità presso il Centro di formazione "San Giorgio", la nostra Diocesi ha vissuto un momento di intensità ecclesiale offerto e vissuto dalle aggregazioni laicali, sotto la guida dell'Arcivescovo Gian Franco, del Vicario episcopale per il Laicato mons. Giancarlo Zichi ed il Segretario della Consulta Antonello Canu. Un rinnovamento che -nella conversione quaresimale- assume la dimensione della cura dell'interiorità, della prossimità, dell'appartenenza ad una Chiesa che cerca nel kerygma pasquale il proprio originario centro di gravità, come rimarcato anche nel Progetto pastorale quadriennale e nella specificazione del Piano pastorale annuale.

Riportiamo le registrazioni dell'intervento di Mons. Giancarlo Zichi e dell'Arcivescovo Saba durante il Ritiro .

Al centro della giornata, la Celebrazione eucaristica in cui Mons. Gian Franco Saba ha indicato sinteticamente i criteri su cui rigenerare le motivazioni e le prassi pastorali diocesane, verso una ricerca di novità e di fedeltà che abbia nell'uomo, creatura prediletta di Dio, il primo punto di riferimento di ogni impegno ecclesiale. Nell'orizzonte meditativo, il problema della libertà, dell'autoreferenzialità del peccato, dell'apertura alla comunicazione nella verità del Dio-Amore.

Lectio divina di Quaresima

Lectio divina di Quaresima

Martedì 3 marzo alle ore 19.00, a partire dal testo della Lettera ai Romani, un percorso quaresimale guidato dall'Arcivescovo Gian Franco toccherà tutte le zone pastorali della Diocesi: la prima tappa, presso la Parrocchia San Pietro Apostolo in Torralba, riguarderà la Forania di Sorres; a seguire, il calendario prevede ulteriori 3 incontri, sempre alle ore 19.00: martedì 10 marzo presso la Parrocchia Cuore Immacolato di Maria in Sassari per le zone pastorali urbane; martedì 17 marzo presso la Parrocchia San Basilio Magno in Sennori per la Forania del Golfo; martedì 24 marzo presso la Parrocchia Natività di Maria Vergine in Usini per la Forania di Ploaghe.

N.B. In seguito alle indicazioni per far fronte all'emergenza sanitaria nazionale, gli incontri del 10, 17 e 24 marzo sono temporaneamente sospesi.

Senza bruciare le tappe

Senza bruciare le tappe

ANNO A - I DOMENICA DI QUARESIMA

Gn 2,7-9;3,1-7 | Sal 50 | Rm 5,12-19 | Mt 4,1-11

Ufficio Comunicazioni Sociali - don Michele MURGIA

Deserto, diavolo, tentazioni… un brano serio: parole importanti iniziano il percorso quaresimale con discorsi intensi e sentimenti profondi. Non è mica uno scherzo! Anche per noi si inaugurano i quaranta giorni e le quaranta notti del tempo liturgico più complesso dell’anno; ma a differenza di Gesù il nostro cammino si confronta con una tentazione che è pure peggiore di tutte quelle che la pagina evangelica ci racconta riguardo al Signore. È il rischio di andare direttamente alla fine, di bruciare le tappe, di concentrarci sul comportamento e le parole del tentatore, dimenticando in un solo attimo che a quell’esame bisogna arrivare preparati. Alla velocità con cui il testo sintetizza il tempo del deserto non può corrispondere una nostra scivolata insensata, preoccupata degli eventi finali e distratta davanti allo svolgimento del percorso. Il diavolo affascina e trascina, distoglie dalle scelte, dal senso del tempo che scorre, e attira l’attenzione verso un solo fuoco: questo è il suo compito nel brano. Nessuno avrà a che fare con il momento della verità all’improvviso, non senza aver avuto l’opportunità di organizzare con calma risorse interiori ed esteriori, costruendo il momento favorevole. Ci sono quelli che preparano appuntini da cui copiare all’esame, ma c’è anche chi studia bene, con dedizione, per tempo.

Leggi le altre riflessioni domenicali sulla Parola di Dio

Le Ceneri: una sveglia per il cuore verso la realtà

Le Ceneri: una sveglia per il cuore verso la realtà

Mercoledì 26 febbraio nella Cattedrale di San Nicola, l'Arcivescovo ha celebrato il Pontificale delle Ceneri, inizio della Quaresima, rivolgendo alla Diocesi un invito a cogliere in questo tempo tutti gli spunti che la realtà offre -nella liturgia come nella vita- di "ritornare a Dio": «Attraverso il simbolo delle ceneri, mediante il quale noi riconosciamo la nostra creaturalità, riscopriamo anche il mistero d'amore che è nascosto nel nostro essere creature: la pazienza misericordiosa, la magnaminità di Dio sono il segno del suo amore universale, poiché Dio è presente in tutto il Creato, ma in modo mirabile è presente nella creatura umana». «Siamo invitati a metterci in cammino per deciderci verso azioni buone e giuste secondo il tema pastorale di quest’anno e il progetto pastorale ancor più ampio per andare oltre l’indifferenza e metterci in ascolto della realtà. La prima realtà che la parola di Dio oggi ci invita ad ascoltare -ha continuato l'arcivescovo- è il nostro cuore, la nostra vita, la nostra esistenza, ed è questo che ci consentirà, come cristiani singoli e come Chiesa, di divenire sempre più capaci di compiere un cammino che non è semplicemente tempo, ma è un itinerario, un tempo di mistagogia cioè di ri-comprensione del mistero di ciò che noi siamo: unti da Cristo, immersi nel suo mistero dal giorno del nostro battesimo. Per ricevere il dono del primo Sacramento nessuno di noi si è mosso da solo: qualcuno ci ha accompagnati! Per ri-cominciare ad essere cristiani abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti ancora; per fare Chiesa abbiamo ancora bisogno di aiutarci reciprocamente».

«Il tempo di Quaresima -osservava mons. Saba- anche per noi come Chiesa, non è un tempo per stare chiusi nelle nostre mura, in attesa di chissà chi, ma è un tempo di uscita, per formulare inviti. Ce lo ricorda la parola di Dio di oggi: "Suonate il corno in Sion, proclamate un solenne digiuno, convocate una riunione sacra. Radunate il popolo, indite un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti" e credo che queste parole, se non fossero e non divenissero un progetto e un programma di vita per ciascuno di noi, il effettivo nostro agire ed operare, sarebbe semplicemente un’azione sterile ed inefficace. Il Papa ci ricorda che "il suono di una sveglia" di cui ha bisogno la Chiesa, e questo corno è una sorta di suono stridente, che non sempre accarezza le orecchie, ma bandisce un richiamo per risvegliare chi dorme».

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