Venerdì 27 marzo, i vescovi d’Italia hanno scelto di compiere lo stesso gesto di misericordia e di prossimità nei confronti di quanti hanno perso i propri cari in questo periodo. Anche Mons. Saba, in completa solitudine, si è recato nel cimitero di Sassari per pregare per i defunti e le famiglie della diocesi, per benedire l’immenso silenzio che avvolge in questi giorni i sepolcri: ha voluto rivolgere al Padre la sua voce, unendola a quella di tante famiglie che non hanno potuto ricevere nemmeno il conforto delle esequie nelle reciproche comunità. È andato a nome di tutti, ha portato con sé le preghiere di tutti, è stato presente anche a nome di chi non è stato direttamente coinvolto da alcun lutto: questa emergenza ci ha insegnato che «siamo tutti sulla stessa barca», come ha voluto insegnarci qualche ora più tardi Papa Francesco, anche lui solo, da una piazza San Pietro altrettanto vuota, muta e immobile quasi come un sepolcro. Al ritorno in Episcopio, mons. Gian Franco ha portato con sé quello stesso silenzio, perché racconti l’attesa del Risorto ad una Chiesa raccolta oggi in modi invisibili e insoliti, mai rinchiusa nella prigionia del dolore, della paura e della disperazione.
Ufficio Comunicazioni Sociali - don Michele MURGIA
Ogni tentativo di disinfettare la Pasqua e cancellare la via per cui si giunge alla Risurrezione è inutile. Il racconto di Lazzaro è il modo con cui il Vangelo ci insegna -prima della Settimana Santa- che l’Amore non è una realtà idilliaca, leggiadra e fluttuante, priva di problematicità, al netto di fatica, dolore e fallimenti. L’Amore cristiano è reale, si immerge in ogni aspetto dell’esistenza umana e lo sposa, lo accetta, lo accoglie, lo custodisce, lo perfeziona, lo difende, lo protegge, se ne prende cura. In questa pagina di Giovanni, Gesù accoglie l’ansia dell’agonia, il terrore della perdita, il dolore del lutto, la speranza assurda della fede e li fa propri. «Perché credano…» sono le parole di un Signore che accetta l’ansia, la frustrazione, l’impotenza, l’orrore e li fa suoi. È il modo insensato, inaccettabile, irragionevole di agire che i discepoli riconoscono e non hanno il coraggio di contrastare, che Marta denuncia e alla fine professa: «colui che viene nel mondo» ha il dominio sulla morte da cui tutti vogliamo fuggire. Il miracolo non è lo stupore per il ritorno di Lazzaro, ma la certezza che la morte è vinta in Dio e in tutti coloro che a Lui si affidano. Con questo insegnamento da consegnare a noi il Signore entrerà a Gerusalemme, re-condannato, crocifisso-vivente.
La Caritas diocesana di Sassari, a due settimane dalle prime misure restrittive emanate con il DPCM dell'11 marzo finalizzate a fronteggiare il contagio da coronavirus, è impegnata quotidianamente ad organizzare i propri servizi di assistenza e cura delle persone, nel rispetto delle disposizioni che di volta in volta le autorità emanano.
In modo particolare l’ospitalità ai senza fissa dimora, che si sta cercando di dare nell’Ostello di via Galilei e nel dormitorio di via Duca degli Abruzzi, prevede la disponibilità delle strutture per tutte le ore del giorno e della notte. Adottando tutte le norme igieniche e di protezione personale richieste, viene offerto a circa trenta persone un letto e i servizi igienici che giornalmente vengono sanificati con appositi prodotti igienizzanti con l’aiuto degli stessi ospiti. Durante la giornata alcuni volontari, appartenenti a gruppi o associazioni, si stanno rendendo disponibili per la socializzazione e la vicinanza agli ospiti che, costretti a stare in casa, stanno realizzando mascherine protettive in modo artigianale. Più complicata sta risultando l’organizzazione dei turni della notte all’Ostello di via Galilei, per l’inevitabile indisponibilità di molti volontari che, per problemi di famiglia e salute, hanno dovuto sospendere il proprio servizio. Il pranzo e la cena durante la settimana vengono preparati dalla Mensa Caritas di via Rolando, mentre la domenica ci pensa la Mensa di san Vincenzo.
Al Centro diurno femminile “Suor Giuseppina Nicoli”, nella Casa delle Suore Figlie della Carità di via Principessa Maria, seguendo le indicazioni fornite dall’ATS di Sassari, viene offerta giornalmente (ad una persona per volta) con la colazione la possibilità di provvedere all’igiene personale e al lavaggio degli indumenti con la lavatrice e l’asciugatrice. Va evidenziata la generosità di molte persone che in questi giorni di difficoltà, attraverso offerte in denaro e in alimenti, sta rendendo possibile far fronte all’aumento delle spese necessarie a favorire il servizio di ospitalità.
Sono molte ancora le persone costrette a stare per strada ma al momento la ricerca di nuove strutture adeguate per un dignitoso riparo non ha avuto buon esito.