Anno A | II Domenica di Pasqua – Scioglimento del Voto straordinario
SASSARI - Cattedrale di San Nicola | 19 aprile 2020
Letture: At 2,42-47; Sal 117; 1Pt 1,3-9; Gv 20,19-31
SASSARI - Cattedrale di San Nicola | 19 aprile 2020
Letture: At 2,42-47; Sal 117; 1Pt 1,3-9; Gv 20,19-31
L’attività frenetica di raccolta viveri e consegna della spesa per andare incontro a centinaia di richieste di aiuto pervenute in questo mese di emergenza è certamente ben descritta dai numeri che ci dicono il grande movimento di persone coinvolte nell’instancabile attività di volontariato, insieme alla generosità delle donazioni di spesa e denaro. Ai 1700 pacchi di alimenti finora preparati corrisponde il lavoro di circa 20 volontari, che tutti i giorni turnano, mattina e sera, per raccogliere i viveri provenienti dall’iniziativa “Spesa sospesa” o acquistati tramite le donazioni in denaro. Un pacco standard consegnato a domicilio contiene: 3kg di pasta, 1kg di riso, 2 l di latte, 5 scatolette di tonno, 1kg di zucchero, 1 conf. di succo di frutta, 1 conf. formaggio, 1 pacco di caffè, 1 l di olio, 1 conf. di biscotti, merendine, fette biscottate, 3 bottiglie di passata di pomodoro o 6 barattoli di pelati, 3 barattoli di legumi, 1 kg di farina, 1 confezione di carta igienica e scottex, 1 prodotto per l'igiene personale, 1 prodotto per la casa o biancheria. Ulteriori 30 volontari, oltre alle associazioni coinvolte dalla Protezione Civile, si sono occupati di recapitare la spesa a domicilio. A questi si aggiungono ancora i circa 40 volontari che garantiscono il regolare servizio presso le mense e gli ostelli, tutti i giorni della settimana.
Non meno impegnativa è l’attività delle parrocchie, che hanno visto aumentare di circa il 30% il numero delle famiglie da aiutare: mediamente 50-70 nuclei familiari si rivolgono alla propria comunità ecclesiale che risponde in maniera strutturata, con metodo e creatività, alle richieste.
I numeri però non hanno la capacità di raccontare gli stati d’animo di chi si è trovato in difficoltà, tanto da doversi rivolgere alla Caritas per poter mangiare. I numeri non possono esprimere le solitudini che la condizione di povertà porta sempre con sé. Sono situazioni e volti di persone che hanno visto aggravarsi il proprio disagio o di chi, non avendo più lavoro, sta conoscendo la triste realtà di non poter sostenere se stesso e la propria famiglia. Sono storie di umanità ferita che hanno bisogno soprattutto di essere ascoltate e aiutate a ritrovare la propria autonomia perduta, in un periodo in cui l’intero sistema sociale è stato destabilizzato da lacerazioni che chiedono di essere sanate attraverso azioni di solidarietà e giustizia che, forse, fino ad ora il sistema socio-economico non ha garantito, trascurando il bene comune a vantaggio del profitto.
Oltre gli aiuti materiali e al bisogno contingente, è sempre più urgente spendersi per creare una nuova cultura della prossimità, che superi l'indifferenza. La strada è già stata indicata tempo fa dal magistero del Vescovo Gian Franco, che ci ricorda l’importanza fondamentale di ascoltare le presenze lasciandoci interpellare da chi abita nella porta accanto. Da questi presupposti è possibile riflettere, programmare e ricostruire.
Domenica 12 aprile 2020, nella sera del giorno di Pasqua, con una visita inaspettata, l'Arcivescovo ha salutato grazie ad un walkie-talkie i pazienti della struttura di viale San Pietro, attraverso le finestre del reparto che si affacciano su Piandanna. Accompagnato dal Direttore del Reparto di Malattie infettive il prof. Sergio Babudieri e dalla coordinatrice Speranza Loriga, Mons. Saba ha percorso un itinerario sui balconi esterni alle stanze di degenza dei pazienti Covid19, dialogando con loro attraverso i vetri e impartendo loro l’assoluzione con l’indulgenza plenaria e la benedizione pasquale, estesa a tutti gli operatori. «Per i pazienti è stata una vera e propria sorpresa -ha affermato il prof. Babudieri- come anche per gli operatori, che ogni giorno con dedizione lavorano in reparto, è stato davvero un momento commovente». Una vera e propria iniezione di fiducia e di speranza, in un semplice gesto di vicinanza ai malati, alle loro famiglie e ai sanitari impegnati in prima linea.
I 22 pazienti sono attualmente ricoverati nella palazzina organizzata con stanze in "alto contenimento", dotate di strumentazioni tecnologiche che consentono al personale sanitario di monitorare costantemente e comunicare con ogni paziente. Anche il commissario dell'Aou di Sassari, Giovanni Maria Soro, ha espresso la propria gratitudine e sottolineato l'importanza di questo incontro, ricordando come la Comunità civile e la Chiesa siano vicine alla Sanità in questa fase di grande emergenza, vicinanza che si esprime anche attraverso l'azione quotidiana dei cappellani ospedalieri.
Da mercoledì 1 aprile, secondo le linee guida del Vescovo Gian Franco, la Pastorale giovanile ha deciso di sviluppare una newsletter che, in un pdf interattivo, offre un micro-tema di riflessione: ogni giorno viene proposto un tema con spunti di riflessione e varie attività per trascorrere al meglio le lunghe giornate in cui siamo tutti chiamati a restare a casa.
Tanti gli uffici diocesani che collaborano insieme al progetto: sport, arte e letteratura sono solo alcuni degli ambiti proposti in questa nuova iniziativa che vuole coinvolgere e richiamare alla cura di noi stessi, sperimentando in modo fruttuoso l’isolamento sociale e costruendo le basi su cui generare il bene e la solidarietà, anche per quando l'emergenza sarà conclusa.
Sono attivi i profili Facebook, Instagram e un canale Telegram in cui la pastorale giovanile pubblica quotidianamente le pagine di questa proposta, regalando stimoli ai giovani per poter trascorrere questi giorni in azione e scegliere la via del bene come fondamento dell'operare.
#chiciseparera: il sito della CEI con tutte le iniziative in atto durante l'emergenza Covid19
Sabato 11 aprile, Mons. Gian Franco Saba ha raggiunto l'Ospedale Civile di Sassari per un momento di preghiera condiviso sui social con una diretta dalla Cappella dedicata alla Santissima Annunziata. Un breve saluto del Cappellano, don Piero Bussu, ha aperto il momento di preghiera intorno all'Inno contenuto nella seconda Lettera ai Corinzi (2Cor 1,3-7), che l'Arcivescovo ha meditato e offerto come una bussola spirituale nel giorno che precede la celebrazione pasquale: «Un tempo in cui la comune partecipazione alla tribolazione e all'afflizione ci spinge verso la scoperta della comune consolazione dello Spirito». Dopo i saluti iniziali rivolti a don Piero, padre Eugenio e don Paolo, cappellani presso l'Azienda ospedaliera, l'Arcivescovo ha ricordato il personale sanitario, i dirigenti e gli amministratori, ma soprattutto i pazienti e le rispettive famiglie, sia dei reparti ordinari che del reparto riservato agli ammalati di Covid-19. Un gesto di vicinanza per esprimete «l'incontro profondo di Dio con l'uomo avvenuto nel Mistero della Pasqua -così mons. Saba- perché gli occhi della fede ci aiutino a riconoscere nella liturgia della prossimità il culto spirituale» che questo tempo di emergenza ha messo in evidenza. «La persona umana è l'oggetto delle nostre attenzioni e della nostra presenza, perché in ogni azione, parola, gesto di consolazione Cristo è deposto dalla croce», come anche nella fatica della riorganizzazione e «nell'applicazione dell'intelligenza e della scienza dell'amore nella ricerca». Sul ruolo dei ricercatori scientifici ed il valore della loro attività si è voluto soffermare, prima della benedizione conclusiva e dell'assoluzione straordinaria con relativa indulgenza, il Vescovo Gian Franco, riprendendo insieme le parole di Papa Francesco e di Albert Einstein per indicare nella «scienza della carezza, della vicinanza e della tenerezza» e nel «mistero della comprensibilità del mondo» l'accordo su cui ritornare ad intonare «l'Inno della vita».