Is 40,1-5.9-11 | Sal 103 | Tt 2,11.14; 3,4-7 | Lc 3,15-16.21-22
Ufficio Comunicazioni Sociali - don Michele MURGIA
Pochi versi del Vangelo di Luca raccontano una consapevolezza espressa con immagini forti, aldilà di dubbi o valutazioni. La differenza tra Giovanni e Gesù è abissale, hanno messaggi tanto diversi che il Precursore non ha dubbi: “io non sono degno” di questo ipotetico paragone. La conversione suggerita dal Battista e quella che annuncerà Gesù sono distanti tra loro tanto quanto “l’acqua” dista dallo “Spirito Santo e fuoco”! In effetti, a pensarci bene, la proposta del primo parte dall’uomo, dalla considerazione della sua miseria, della sua inadeguatezza di fronte a Dio, dalla rivalità che lo può dominare di fronte ai propri simili. In definitiva è una risposta allo scandalo del “peccato”. Gesù no, chiede una conversione che scaturisce da una notizia diversa, buona e nuova: “il regno dei cieli è vicino”. È l’Amore divino che fa iniziare qualsiasi rapporto vero tra l’uomo e Lui. Tutta un’altra storia! Prima di Cristo poteva essere legittimo collegare la fede al timore del castigo, all’autocompiacimento nell’osservanza della Legge o all’espiazione rituale, quasi “magica” o “tecnica”, ma con l’inaugurazione della Nuova Alleanza non più: è Dio stesso la misura della salvezza e tutta la persona di Gesù la sua manifestazione. Il giocattolo della “religione” si è rotto, inizia il tempo della Fede.
Da venerdì 18 a venerdì 25 gennaio, si celebra in tutta la Chiesa la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani. La scelta di Mons. Arcivescovo quest'anno è stata di celebrare "in cammino" questa ricorrenza annuale, fissando tutti gli appuntamenti celebrativi in altrettante località della città e del territorio. Per promuovere e divulgare la notizia dell'evento, l'Ufficio diocesano per l'Ecumenismo ed il dialogo interreligioso ha predisposto un manifesto/calendario che alleghiamo.
Lunedì 7 gennaio, mons. Gian Franco Saba ha emesso un decreto sull’utilizzo dei loghi e dei titoli della nostra Diocesi. Il motivo di un intervento tanto insolito e completamente inedito è da ricercare nella volontà di generare una nuova sensibilità ecclesiale verso quei “segni” tanto piccoli quanto comuni, spesso sottovalutati nell’utilizzo pratico di tante iniziative, ma che contribuiscono ad esprimere la sollecitudine pastorale del Vescovo, dei suoi collaboratori e di tutti i fedeli coinvolti nell’animazione evangelica della Comunità diocesana. Lo stemma riconoscibile della nostra Chiesa, insieme al suo titolo, non sono una mera certificazione o un elemento decorativo che accompagna tradizionalmente i sussidi grafici o visivi: essi esprimono la consapevolezza di un’azione condivisa, di una convocazione comune alla corresponsabilità e alla comunione.
Le immagini, piccole o grandi, uniche o facilmente riproducibili, da sempre educano e accompagnano il Popolo di Dio verso una riflessione più profonda delle verità di fede in esse condensate. Inoltre il mondo civile insegna: liberatorie, tutela della privacy, certificazioni, riproducibilità, identificazione di marchi, utilizzo commerciale e riconoscibilità hanno segnato la normativa laica sull’importanza di questi piccoli ma indispensabili “segni”. Anche mons. Saba, in questo nuovo corso, vuole manifestare un invito ad una maggiore comprensione di essi, attraverso questo atto legislativo e pastorale che ne vuole valorizzare e regolare l’utilizzo. Può essere un richiamo a riscoprire e discernere il modo in cui il volto della nostra Chiesa si manifesta e convoca i suoi figli.
Lunedì 7 gennaio, Mons. Gian Franco Saba ha accompagnato don Marco Angioni per il suo ingresso come Amministratore pro tempore delle Parrocchie di San Giorgio Martire in Bonnanaro e di Santa Maria Maddalena in Borutta.
Dopo le vicende dello scorso dicembre, in seguito alla rinuncia all’incarico da parte di don Bastianino Pirino, le due piccole comunità parrocchiali sono state guidate verso le celebrazioni natalizie da don Salvatore Saba e don Vittorio Varca, presenti entrambi alla concelebrazione insieme a don Pietro Faedda e all’abate Antonio Musi.
L’Arcivescovo ha voluto esprimere la sua riflessione a partire dall’Epifania, invitando tutti a meditare insieme sulle dinamiche attraverso cui la fede può crescere, maturare, divenire testimonianza di carità e comunione. Da qui anche il ringraziamento a don Marco per aver accolto con disponibilità l’incarico di prendersi cura delle due piccole Comunità parrocchiali attraverso un cammino di fraternità e conversione, anche nei momenti difficili di riconciliazione.
Anche il nuovo Amministratore ha espresso la propria gratitudine, focalizzando tutto il suo intervento su poche parole programmatiche: fiducia, lealtà, sincerità, disponibilità, serenità e semplicità: “Scoppi tra noi nuovamente la pace! In un rinnovato cammino di fede, anche in sinergia con le autorità civili, prepareremo insieme il terreno pastorale per il nuovo parroco, che a suo tempo Mons. Arcivescovo indicherà”. Parole commosse che hanno voluto promuovere la bellezza e la preziosità di tutte le persone presenti.
La chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena in Borutta (SS)