Alcuni scatti, 40 per l'esattezza, che ripercorrono il cammino spirituale intrapreso nella nostra Chiesa durante la Quaresima 2019: incontri, celebrazioni, catechesi e eventi... tutti orientati verso il Signore Risorto: animati dall'affetto fraterno per andare "oltre l'indifferenza", incontrare Gesù e rinnovare noi stessi nella "gioia del Vangelo".
At 10,34a.37-43 | Sal 117 | 1Cor 5,6-8 | Gv 20,1-9
Ufficio Comunicazioni Sociali - don Michele MURGIA
Tante volte capita di ammettere sinceramente che ciò che davamo per scontato si rivela invece diverso da come pensavamo: succede negli studi, quando un approfondimento ulteriore ci svela aspetti inediti e conoscenze da perfezionare! Niente di strano. Succede anche tra persone: l’umanità è in continuo movimento e le relazioni “maturano”, talvolta “cambiano” a tal punto che bisogna riconsiderare le nostre convinzioni, i sentimenti, le abitudini… nelle amicizie ad esempio accade spesso, come in ogni altro tipo di rapporto. E la fede? Sappiamo già tutto? Abbiamo già completato tutte le esperienze possibili nel nostro rapportarci con Dio? Oppure anche qui dobbiamo riconsiderare la possibilità che molto ancora sia lontano dall’essere “compreso” e “definito”? I Discepoli non possono non ammettere di non aver capito granché e l’Evangelista ce ne trasmette notizia certa: il Risorto non si può afferrare e trattenere, non si può rinchiudere e conservare o seppellire. Apparirà ancora altrove e in un tempo inatteso, con una “sorpresa” che è sorella della Fede, con una “novità” che è forte tanto quanto la Dottrina! Senza “meraviglia” che Pasqua potremmo celebrare? Senza accorgerci che qualcosa è davvero cambiato in noi, quale Quaresima avremmo vissuto? Lo stupore è la prima vera traccia della Resurrezione.
Durante la Celebrazione della Messa Crismale, nel giorno di Giovedì Santo, Mons. Gian Franco Saba, Arcivescovo Metropolita di Sassari, ha reso pubbliche tre importanti nuove nomine che si inseriscono nel percorso ecclesiale di riforma evangelica sollecitata da Papa Francesco con l’Esortazione apostolica Evangelii gaudium e che in tal senso vede impegnata l’intera Diocesi. L’Arcivescovo, facendo proprie le parole che Papa Francesco ha rivolto alla Curia romana, nel dare la comunicazione, delle nuove nomine ha detto: «Quanti operano nella Curia diocesana con professionalità, spirito di servizio e dentro il segreto d'ufficio, sono chiamati ad essere nella Chiesa come delle fedeli antenne sensibili: emittenti e riceventi. Antenne emittenti in quanto abilitate a trasmettere fedelmente la volontà del Vescovo. La parola “fedeltà” per quanti operano presso la Curia assume un carattere particolare, dal momento che essi pongono al servizio del Vescovo buona parte delle proprie energie, del proprio tempo e del proprio ministero quotidiano. Si tratta di una grave responsabilità, ma anche di un dono speciale, che con il passare del tempo va sviluppando un legame di interiore confidenza, un naturale idem sentire, che è ben espresso proprio dalla parola “fedeltà”. L’immagine dell’antenna rimanda altresì all’altro movimento, quello inverso, ossia del ricevente. Si tratta di cogliere le istanze, le domande, le richieste, le grida, le gioie e i dolori delle persone in modo da trasmetterle al Vescovo, al fine di permettergli di svolgere più efficacemente il suo compito e la sua missione». Con efficacia immediata, cioè a partire da oggi 18 aprile 2019, mons. Antonio Tamponi assume l’incarico di Vicario Generale, con la conferma degli uffici precedenti di Vicario Giudiziale e Moderator Curiae; mons.Marco Carta assume l’incarico di Vicario episcopale per la Pastorale, con delega ad omnia;don Salvatore Fois è il nuovo Vicario episcopale per il Clero e la Formazione permanente del Clero.
Mons. Antonio TAMPONI, Vicario GeneraleMons. Marco CARTA, Vicario episcopale per la Pastorale, con delega ad omniadon Salvatore FOIS, Vicario episcopale per il Clero e la Formazione permanente del Clero
Si è svolta martedì16 aprile alle ore 20.00, nella chiesa di Santa Caterina, la liturgia penitenziale del Martedì Santo, che come ogni anno richiama i giovani da tutta la diocesi per riconciliarsi con il Padre e con i fratelli attraverso il perdono di Dio e della Chiesa. Un momento vissuto interamente secondo la preghiera, animato dal canto dei giovani del Coro dell’ufficio di pastorale giovanile, scandito dalle letture e dalla proclamazione del Vangelo di Giovanni e dall’esempio della conversione dell’adultera: “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più” (Gv 8). Aiutati dall’omelia dell’Arcivescovo i giovani e tutti i presenti hanno potuto riflettere sulle parole di Gesù, attualizzandole, rendendole spunto per il proprio esame di coscienza anche a raffronto della lettera pastorale “Oltre l’indifferenza” che per tutta la Quaresima, in più occasioni, ha accompagnato il cammino spirituale e cristiano dell’intera Diocesi. Diversi i sacerdoti a disposizione per il sacramento della confessione, a voler sottolineare quell’essere Chiesa nell'unità del Presbiterio. Una "Chiesa in uscita", che con questo e altri incontri, già presentati nel calendario dell’ufficio di Pastorale Giovanile, sempre più si mette in cammino verso il prossimo: quel prossimo grazie al quale in noi stessi ritroviamo Cristo.