Anche tra i detenuti, la luce della Pasqua splende

Anche tra i detenuti, la luce della Pasqua splende

"La luce del Risorto deve raggiungere tutti", per questo anche le realtà più isolate non sono state dimenticate durante le festività della Santa Pasqua. Anche nella Casa circondariale di Sassari (Bancali), sia per il ramo maschile che per quello femminile, sono state programmate attività e celebrazioni che hanno coinvolto l'Arcivescovo Gian Franco, il Cappellano don Gaetano Galia ed il Parroco di San Gavino Martire don Antonio Serra: le prove del Coro per la messa di Pasqua (mercoledì 17 aprile); la Messa in coena Domini con la Lavanda dei piedi (giovedì 18 aprile); la distribuzione delle colombe pasquali offerte da Mons. Gianfranco Saba, Arcivescovo di Sassari, ai detenuti delle varie sezioni e la celebrazione della Via Crucis (venerdì 19 aprile); la Liturgia penitenziale, in cui i detenuti si sono potuti avvicinare al sacramento della Riconciliazione, alla presenza di don Antonio Serra della parrocchia di bancali, di con la partecipazione di padre Salvatore Sanna, Guardiano di santa Maria in Betlem (sabato 20 aprile).

Infine, la Santa Messa nel giorno della Resurrezione (domenica 21 aprile) presieduta da Mons. Saba e animata dai cori femminile e maschile delle carceri, al termine della quale l'Arcivescovo ha fatto dono a tutti i detenuti di una copia dei Vangeli.

Lo spazio di umanità che cerca il vero Risorto

Lo spazio di umanità che cerca il vero Risorto

Dall'omelia di Mons. Gian Franco Saba, pronunciata durante il Pontificale di Pasqua nella Cattedrale di San Nicola in Sassari, domenica 21 aprile 2019.

«L'evangelista Giovanni ci aiuta a percorrere il cammino dei discepoli del Signore: non avevano ancora compreso la scrittura, talvolta si erano assopiti e addormentati, alcuni erano impauriti, altri addirittura fuggiti. Tuttavia anche in questo amore incompleto per il Signore, in questa conoscenza incompiuta di Dio, in quello spazio preciso di umanità, Egli viene in nostro soccorso e apre la nostra intelligenza alla comprensione delle Scritture, alla comprensione di Cristo veramente risorto. Questo è il metodo di Dio, che parte della nostra situazione.

Oggi, anche per noi, credere nel mistero della Resurrezione potrebbe apparire qualcosa di non pienamente concepibile con la ragione. Anche noi che siamo cristiani per dono, per grazia, nati in una cultura cristiana, abbiamo bisogno di risorgere come discepoli: in ricerca, disponibili a rivolgere il pensiero alle "cose di lassù", dove lassù non sta ad indicare l'estraniazione dal mondo, dalla storia, dalla vita, ma quelle cose che occhio non vide e orecchio mai avrebbe udito se lo stesso figlio di Dio non ce le avesse rivelate. Il Risorto ha assunto l'umanità veramente non apparentemente: la Resurrezione non è una teoria astratta, non è qualcosa di generico. Veramente il Signore ha assunto l'umanità ferita e l’ha redenta. Il nostro lassù è dunque Cristo, qui risorto, qui luminoso, che desidera illuminare la nostra vita e condurre il nostro cammino.

Perciò la Chiesa nella propria passione, nella propria azione, non può essere segnata da una pastorale che annuncia un Cristo dell’apparenza, ma un Cristo che si incarna nella storia. La Chiesa entra dentro le vene della storia, dentro le sue ferite e oggi noi preghiamo con i lavoratori della Secur, che da oltre cento giorni sono in piazza d'Italia per la vertenza sul lavoro, e preghiamo in comunione con tante altre persone segnate dal lutto, dalla fatica dell'esistenza, dalla malattia, dalla non accoglienza, da tante incompiutezze umane. Preghiamo con il mondo dei migranti e il mondo di coloro che hanno smarrito il senso della vita.

Il cammino di rinnovamento ecclesiale promosso dal Santo Padre Francesco e dal collegio dei vescovi non è un rinnovamento di superficie, non è un rinnovamento legato a questioni di secondaria importanza. È un rinnovamento di natura evangelica, cioè inerente la stessa professione di fede in Cristo. Eppure anche questo è un messaggio costantemente incompreso o frainteso, perché sembra ad alcuni che il Santo Padre non parli di Cristo e parli solo degli ultimi: forse non si riesce a vedere che, parlando degli ultimi, parla del Cristo ancora sofferente? Forse scomoda le nostre coscienze, il nostro modo borghese di pensare.

Se saremo una Chiesa che cresce nella fede, che supera il passaggio del "non sappiamo dove l'abbiamo portato" perché abbiamo ascoltato l'invito dell'apostolo a rivolgere lo sguardo alle "cose di lassù", saremo una Chiesa significativa che annuncia Colui che si è affidato alle nostre mani, colui che ci ha chiesto di essere nel tempo un prolungamento della sua luce, del suo amore, della sua presenza; di essere in qualche modo una via che indica la strada verso Dio.

Perciò facciamo festa nel Signore, viviamo questo primo giorno della settimana perché tante pietre possano essere tolte dai numerosi sepolcri che incombono e possa entrare ovunque la luce della risurrezione, la luce della Pasqua. Il Signore ci conceda, fortificati dalla luce dello Spirito Santo, di essere veri cantori dell’Alleluja, consapevoli attori della Pasqua».

Leggi l'Editoriale di Mons. Gian Franco Saba per La Nuova Sardegna del 21.04.2019

Giornata Diocesana dei Ministranti

Giornata Diocesana dei Ministranti

In concomitanza con la Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni, domenica 12 maggio, dalle ore 09.30 presso le Parrocchie di San Pietro in Vincoli e San Francesco d'Assisi in Ittiri, si svolgerà la Giornata diocesana dei Ministranti promossa dal Seminario Minore Arcivescovile di Sassari.

Per informazioni rivolgersi a: Seminario Arcivescovile di Sassari | tel. 079.2021850 | don Diego Pinna: 340 237817 | don Andrea Stara: 320 9521378.

Consacrazione dell’Altare della Madonna d’Itria a Sorso

Consacrazione dell’Altare della Madonna d’Itria a Sorso

Mercoledì' 24 aprile alle 18.00, presso il Palazzo baronale, presentazione dei lavori di Restauro. Intervengono: S. Ecc.za Mons. Gian Franco Saba, Arcivescovo Metropolita di Sassari; dott. Giuseppe Morghen, Sindaco della Città di Sorso; don Luca Collu, Parroco di San Pantaleo Martire; mons. Giancarlo Zichi, Direttore dell'Ufficio Beni Culturali dell'Arcidiocesi di Sassari; arch. Monica Ortu, direttrice dei lavori di restauro.

Alle ore 18.30, la solenne concelebrazione presieduta da Mons. Arcivescovo nella Chiesa di Sant'Antonio (Convento) con la consacrazione dell'altare dedicato alla B.V. Maria d'Itria.

Giovedì Santo: consegnato il nuovo Quaderno Pastorale

Giovedì Santo: consegnato il nuovo Quaderno Pastorale

Dopo la celebrazione della Messa Crismale, giovedì 18 aprile, Mons. Gian Franco Saba ha consegnato al Presbiterio e a tutte le comunità della Diocesi il nuovo Quaderno pastorale.

Un’équipe composta da sette membri tra sacerdoti e laici, ha coordinato la redazione del nuovo strumento: 96 pagine per ritrovare ed esprimere uno stile sinodale su cui rimodulare tutte le dinamiche pastorali. Una sintesi-riflessione-programmazione che ci accompagnerà verso gli ulteriori sviluppi «rigenerati e generativi» attesi dalla scansione triennale del progetto pastorale diocesano. La parola «quaderno» indica un oggetto che prima ancora che alla lettura, si offre per la scrittura: le sue pagine non contengono trattati o saggi, piuttosto costituiscono un supporto da cui attingere una sorta di "inchiostro pastorale", cioè il colore di uno spirito di comunione che dia vita a tutte le pagine di realtà che costituiscono la vera portata della missione ecclesiale: un laboratorio continuo di condivisione, un gesto «incompiuto» che, sebbene definito, ha come finalità quella di convocare e rinviare alla nostra Chiesa con tutte le sue esigenze e i suoi talenti, i suoi desideri e le sue ricchezze, le sue attese e le speranze.

In copertina: un grande braccio adagia con delicatezza una fragile barchetta di carta sull’acqua illuminata da una luce leggera. È il braccio di Dio, che tramite le nostre persone continua a offrirci occasioni per metterci in viaggio nel «tempo» e nei «luoghi» della Chiesa turritana, verso tutti i «volti» che attendono un incontro con Gesù.

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