S. Ecc.za Mons. Paolo M. V. ATZEI

S. Ecc.za Mons. Paolo M. V. ATZEI


Arcivescovo Emerito di Sassari

OFM Conv. Nato a Mantova il 21 febbraio 1942; ordinato presbitero il 18 dicembre 1966;
eletto alla sede vescovile di Tempio – Ampurias l’8 febbraio 1993;
ordinato vescovo il 28 marzo 1993;
promosso a Sassari il 14 settembre 2004;
divenuto emerito il 27 giugno 2017.


S. Ecc.za Mons. Pietro MELONI

S. Ecc.za Mons. Pietro MELONI


Vescovo Emerito di Nuoro

Nato a Sassari il 31 agosto 1935; ordinato presbitero il 28 giugno 1968;
eletto alla sede vescovile di Ampurias e Tempio il 9 giugno 1983;
ordinato vescovo il 10 settembre 1983;
trasferito a Nuoro il 16 aprile 1992;
divenuto emerito il 21 aprile 2011.


I documenti per la celebrazione del Matrimonio


La preparazione dei fedeli alla celebrazione del Matrimonio concordatario (religioso con effetti civili) è uno dei compiti propri del Parroco di appartenenza di uno dei due futuri sposi, quindi ogni passaggio riguardante il reperimento e la stesura dei documenti della Pratica matrimoniale deve essere svolto secondo le indicazioni del proprio Parroco. Possiamo però dare alcune indicazioni di massima che possono essere utili come anticipazione o pro-memoria per le giovani coppie che si apprestano a compiere questa importante scelta di fede e di vita. 

La validità della documentazione prodotta per la Pratica matrimoniale è di sei mesi, quindi nessun certificato deve essere prodotto con una data anteriore a questo limite rispetto alla data fissata per il giorno delle Nozze. Ecco cosa serve per iniziare:

  1. il Certificato di Battesimo per Uso Matrimonio di entrambi i nubendi, da richiedere presso la Parrocchia in cui tale Sacramento è stato ricevuto (se nel certificato non è indicata la trascrizione della Cresima, è necessario recarsi presso la Parrocchia in cui venne conferita e richiedere anche il Certificato di Cresima per Uso Matrimonio);
  2. il Certificato Contestuale Cumulativo di entrambi i coniugi da richiedere presso il Comune di residenza (potrebbe essere richiesta l'applicazione della marca da bollo prevista a norma di legge);
  3. se si è scelto di celebrare il Matrimonio fuori dai confini delle proprie parrocchie di appartenenza, è necessario che almeno uno dei parroci dei fidanzati conceda la Licenza ad altro Parroco perché un terzo parroco possa seguire la Pratica matrimoniale.

Una volta reperita questa documentazione iniziale, sarà il Parroco stesso a fornire tutte le informazioni per avviare le Pubblicazioni civili ed ecclesiastiche e curare l'avanzamento dello Stato dei documenti. Ovviamente, ogni singolo caso potrebbe richiedere la produzione di ulteriore documentazione: è sempre il Parroco incaricato che provvede a segnalare e richiedere ai singoli e alla coppia tutta la opportuna certificazione.

Per non correre il rischio di perdere tempo e denaro nella produzione di documentazione inutile o errata, è importante quindi che non si compia alcun passo senza il necessario riferimento al Parroco! 

Una famiglia speciale a pranzo con l’Arcivescovo

Una famiglia speciale a pranzo con l’Arcivescovo

Il 25 DICEMBRE alle ore 12.30 in Episcopio S. Ecc.za Mons. Gian Franco Saba ha accolto per la seconda volta dal suo ingresso alla guida dell’Arcidiocesi di Sassari oltre duecento ospiti per il pranzo di Natale. Anche in questa occasione l'Arcivescovo ha voluto aprire le porte della sua casa ad un’insolita “famiglia”, quella che in tutta la città normalmente usufruisce dei servizi di assistenza alle povertà estreme coordinati dalla Caritas diocesana. Il momento di fraternità non è stato solo una “mensa” dall’insolita collocazione, ma un’esperienza di condivisione che ha coinvolto commensali appartenenti alle più diverse nazionalità del mondo, senza esclusione di popoli, culture o religioni. Intorno ad un pasto completo, semplice e abbondante, offerto con generosità, i partecipanti hanno potuto trascorrere alcune ore del giorno di Natale nel calore di una “famiglia” che vive e si nutre soprattutto di incontri, scambi, amicizia, dialogo: tutti gli ingredienti di una festa vera e di quella visione rappacificata di società che, suggerita dall’immagine del presepe, si spera possa diventare il vero dono di un Natale sempre più realizzato. La Chiesa di Sassari continua certamente il suo impegno in questa direzione, promuovendo e spendendo le proprie risorse verso una prossimità all’uomo, a tutti gli uomini e donne che abitano il nostro territorio.

Il servizio mandato in onda dal TG locale di Canale12

Lavoratori SECUR: le parole di Mons. Saba durante la Messa di Natale

Lavoratori SECUR: le parole di Mons. Saba durante la Messa di Natale

Il 25 dicembre, in occasione della Solennità del Santo Natale, alle ore 11.00 l’Arcivescovo Mons. Gian Franco Saba ha presieduto la Messa Pontificale nella Cattedrale di Sassari, alla quale ha partecipato una delegazione dei cinquanta dipendenti SECUR che da oltre dieci giorni presidiano piazza d’Italia come gesto di protesta per il recente e improvviso licenziamento.

Durante l’omelia, Mons. Saba ha voluto dedicare un breve messaggio di vicinanza agli operai, al contempo di incoraggiamento per le prospettive future e di monito perché le prospettive sociali, economiche e politiche riprendano le redini di una progettualità che abbia l’uomo reale come soggetto proprio e finalità ultima:

“Vogliamo accogliere in modo particolare gli amici della SECUR, che vivono un momento di difficoltà in ordine alla possibilità di recuperare il lavoro che in tempi quasi improvvisi hanno visto essere tolto da quella che era una sicurezza. E perciò questa sicurezza oggi è diventata insicurezza, ma non è diventata solitudine: non siete soli! Desidero dirvi nel rispetto delle autonomie delle sfere sociali, tutta la vicinanza mia personale, ma anche di tutta la nostra Chiesa locale.
Quando il vescovo parla, parla a nome della Chiesa e di una Chiesa che ha un volto concreto: questa Chiesa particolare, la Chiesa Turritana. Quando il vescovo afferma che le porte della Chiesa sono aperte, lo dice come un mandato pastorale a tutta la Chiesa e quindi non significano soltanto le porte della sua casa, ma è un monito, un invito, un'esortazione perché ciascuno di noi per parte sua possa aprire le porte del proprio cuore di fronte alle domande e ai bisogni che oggi noi abbiamo. Non si tratta di fare retorica e neanche proclami, ma si tratta di esprimere e di tradurre concretamente quello che oggi noi celebriamo: il Mistero dell’accoglienza. L’accoglienza che Dio esercita anzitutto verso di noi e l’accoglienza che noi siamo chiamati ad esercitare gli uni verso gli altri.
La mia preghiera è per ciascuno di voi e per tanti che ora non sono presenti che si trovano nella vostra medesima situazione, perché la vostra richiesta attraverso le terminazioni proprie delle normative possano trovare un’adeguata risposta e possiate ritrovare la stabilità del lavoro e la serenità interiore; perché possiate guardare al vostro futuro e tutti insieme possiamo guardare al futuro sempre con maggior fiducia e speranza: è il futuro dei vostri figli che sono anche nostri, anche se non generati da noi. Guardando Samuele [l'Arcivescovo si riferisce al figlio di appena un anno di uno dei lavoratori che partecipa alla celebrazione, ndr] vogliamo pensare a tutti bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze, i giovani che hanno un futuro incerto: questa giovinezza si è protratta tanto a lungo da estendersi troppo negli anni sino a divenire un’incertezza e che talvolta abbraccia quasi la totalità della vita. È letteralmente inammissibile che i nonni e le nonne siano divenuti la fonte di sostegno delle famiglie giovani. Non è accettabile che, in una società dove tutti siamo chiamati a promuovere la giustizia sociale ed il bene comune, gli anziani siano coloro che ancora per troppi anni devono sostenere i propri figli e talvolta i propri nipoti. Questo è certamente un segno di solidarietà, è un segno di fraternità, è un segno di attenzione all’altro, ma vuol dire che esistono sistemi iniqui che non consentono a ciascuno di poter realizzare la propria vita”.

Il servizio andato in onda nel TG locale di Canale12

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