Mese Mariano: a San Pietro in Silki la celebrazione di apertura presieduta dall’Arcivescovo

1 Maggio 2026 | News, primo piano, Vescovo Soddu

Sulle note di “Oh Amabile Maria”, cantata dal coro “Boghes e Ammentos” di Ittiri, si è aperta la celebrazione eucaristica presieduta questo pomeriggio nella chiesa di San Pietro in Silki dall’Arcivescovo Francesco Soddu in occasione dell’apertura del mese Mariano.

La Santa Messa ha anticipato la tradizionale processione nelle vie degli Ospedali cittadini.

L’omelia dell’Arcivescovo:

<< Abbiamo questa felice opportunità di percorrere il cammino Mariano accompagnati da questa bella pagina del Vangelo, nella memoria di San Giuseppe, con la visita di Gesù a Nazareth nella versione dell'Evangelista San Matteo. Come avete potuto notare questa pagina è divisa in due parti. Nella prima parte uno stupore, una meraviglia, nei confronti di Gesù che annuncia, testimonia il regno di Dio, il Suo Vangelo. Nella seconda parte invece abbiamo la controparte, completamente differente, opposta, scandalosa: era per loro motivo di scandalo.

Nella prima parte i Nazaretani compaesani di Gesù conoscono perfettamente la persona di Gesù, però rimangono superficiali, a galla, non sono capaci di entrare nella profondità di ciò che Gesù in quel momento è, ciò che Gesù in quel momento manifesta. Però conoscono perfettamente il suo stato di famiglia, la sua residenza, sanno che sua mamma si chiama Maria, sono a conoscenza che Giuseppe, suo padre, è un falegname - ed ecco qui che si apre qui una parentesi meravigliosa nella vita stessa di Gesù, il quale essendo figlio del falegname secondo loro non poteva non fare quella stessa esperienza di vita, quella stessa professione.

La conoscenza di cui la Bibbia ci parla non è una una conoscenza superficiale, possiamo dire allo stato di famiglia, ma è una conoscenza molto più profonda, che lo stesso evangelista San Matteo poi nelle proclamazioni delle Beatitudini (Mt 5,1-12) avrebbe enumerato con quella celebre sequenza. E fino ad arrivare a Papa Francesco che disse: “questa è la carta d'identità del cristiano”. Si fa a noi presente nella seconda lettura che abbiamo sentito: “rivestitevi della carità di Cristo”. Rivestitevi della carità e così potete vivere in pace.

Oggi si desidera tanto la pace, ma tanto più si desidera tantomeno si costruisce la pace. Oggi celebriamo la festa del lavoro, della costruzione dell'opera delle nostre mani. “Rendi salda Signore l'opera delle nostre mani” - abbiamo ripetuto nel Salmo Responsoriale. Ma qual è l'opera delle nostre mani? L'opera delle nostre mani, delle mani dell'umanità, è quella che costruisce la pace oppure che costruisce la discordia, il dissidio, fino ad arrivare alla guerra.

Le piccole cose che capitano al di dentro di noi, nelle nostre famiglie, nei nostri quartieri, sono all'insegna della pace? Questo è un grande interrogativo. E allora qual è il segreto? Rivestitevi della carità di Cristo. Ecco quel punto di passaggio, tra la prima e la seconda parte del Vangelo, che ci investe pienamente. E allora noi come conosciamo Gesù? Chiediamocelo e chiediamo a Maria Santissima che ci è stata affidata insieme o per mezzo dell'Apostolo Giovanni, di prenderla nella nostra casa e di chiedere a Lei nel focolare domestico quelli che sono gli aneliti di vita che lei ha accolto per mezzo dell'angelo, ha fatto propri attraverso la disponibilità, l'azione dello Spirito, sino a rendere presente vivo ed operante il figlio di Dio incarnato.

Ci aiuti Maria Santissima - sotto il titolo di Madonnina delle Grazie - affinché ci conceda questa grazia di iniziare a tessere già qui a Sassari, in questo momento, quei germi di pace che poi si diffonderanno in tutto il mondo. Non è un’esagerazione: così come la guerra inizia da poco anche la pace può iniziare da poco. Il Signore ce l'ha conquistata e il Signore ce la dà affinché noi  ,rivestendoci di Lui, possiamo essere fermento di pace>>. 

Per rivedere la celebrazione integrale:

https://m.youtube.com/watch?v=u7n3E5czmk0

Foto: Luca Foddai - Barbara Casu

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