Si comunica che, a causa dell’interruzione idrica che interessa tutta la giornata, giovedì 7 maggio 2026 gli uffici della Curia e del Centro Pastorale rimarranno chiusi.
Si riaprono regolarmente gli uffici venerdì 8 maggio 2026 con il consueto orario (dalle ore 10 alle ore 12.30)
Mercoledì 6 maggio il tradizionale passaggio del simulacro con l’Arcivescovo Francesco Soddu per un momento di fede, vicinanza e umanità nelle corsie ospedaliere
Si rinnova anche quest’anno all’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari il tradizionale e sentito passaggio del simulacro della Vergine delle Grazie nei reparti del presidio ospedaliero-universitario, un momento di profonda spiritualità e umanità che coinvolge pazienti, operatori sanitari e familiari. L’iniziativa, promossa in collaborazione con la comunità francescana del Santuario Mariano e organizzata dai cappellani dell’Aou – don Piero Bussu, don Virgilio Businco e padre Eugenio Pesenti – vedrà la presenza per l’intera giornata del nuovo Arcivescovo di Sassari, monsignor Francesco Soddu, che accompagnerà il simulacro portando la sua benedizione nelle corsie ospedaliere. Saranno presenti anche i rappresentanti del gremio dei Massai, custodi della tradizione e del legame con la cultura cittadina.
La giornata prenderà il via alle ore 9 con l’arrivo del simulacro della Vergine delle Grazie all’ingresso del presidio Santissima Annunziata, in via Enrico De Nicola. Subito dopo, alle 9.15, è previsto un momento di accoglienza e saluto all’Arcivescovo nell’androne del sesto piano. A partire dalle 9.30 e fino alle 13, il simulacro sarà accompagnato in visita nei reparti dell’ospedale civile, partendo dal sesto piano e proseguendo verso i livelli inferiori, portando un segno di conforto e speranza ai degenti e al personale sanitario. Alle ore 13 il simulacro farà sosta nella cappella del settimo piano, dove resterà fino alle 14, offrendo uno spazio di raccoglimento e preghiera. Nel pomeriggio, dalle 14 alle 18, la visita proseguirà nelle Cliniche universitarie di viale San Pietro, dove continuerà l’incontro con i pazienti e gli operatori, sempre accompagnato dalla presenza dell’Arcivescovo.
La giornata si concluderà alle ore 18.30 con la celebrazione eucaristica nella chiesa di San Pietro in Silki, presieduta dall’Arcivescovo, alla quale prenderanno parte anche gli ammalati.
Domenica 3 maggio, nella Colonia “San Pietro” di Tissi, si è svolta la giornata di incontro intitolata “Un cuore solo e un’anima sola (At 4,32)” promossa dalla Pastorale Universitaria.
Di seguito il testo di don Fabio Nieddu:
La missione della Pastorale Universitaria si fonda sul desiderio di essere "un cuor solo e un’anima sola", una comunità che trae linfa dalla partecipazione profonda alla relazione Padre-Figlio. Ciò che ci unisce e ci permette di essere comunità è una visione di comunione intesa come cammino verso il Padre, seguendo Gesù che si fa Via per noi, proprio come accadde per i primi apostoli; tuttavia, questo legame non si esaurisce in un’esperienza chiusa, ma si esprime in un gruppo di amicizia autentico che vive il mandato di testimoniare la bellezza dell'incontro umano. La nostra missione non è solo coltivare l'amicizia in Cristo tra di noi, ma agire come un gruppo che ha la finalità di divulgare e favorire l'avvicinarsi di ogni uomo a Cristo, portando la Sua presenza nel cuore pulsante della vita accademica. Per attuare questa finalità di portare il Signore nel cuore della vita accademica, abbiamo manifestato al Vescovo la necessità di avere una sede dedicata e una presenza più capillare e visibile all'interno delle singole Facoltà, affinché la Pastorale non sia un luogo astratto ma un punto di riferimento concreto. In questo contesto, lo studio diventa un’occasione costante per ringraziare e ricevere il dono della Verità, mentre il nostro agire si ispira allo stile di Andrea e Filippo: siamo chiamati a dire il Vero con audacia e naturalezza, diventando ponti che facilitano il cammino degli altri verso il Maestro. Per fare questo, accettiamo la sfida biblica di essere pietre vive che si lasciano smussare: solo lasciando levigare i nostri spigoli e i nostri egoismi possiamo incastrarci perfettamente gli uni con gli altri, costruendo una comunione aperta che sappia irradiare il desiderio di Dio nel mondo della cultura e della ricerca.
Sulle note di “Oh Amabile Maria”, cantata dal coro “Boghes e Ammentos” di Ittiri, si è aperta la celebrazione eucaristica presieduta questo pomeriggio nella chiesa di San Pietro in Silki dall’Arcivescovo Francesco Soddu in occasione dell’apertura del mese Mariano.
La Santa Messa ha anticipato la tradizionale processione nelle vie degli Ospedali cittadini.
L’omelia dell’Arcivescovo:
<< Abbiamo questa felice opportunità di percorrere il cammino Mariano accompagnati da questa bella pagina del Vangelo, nella memoria di San Giuseppe, con la visita di Gesù a Nazareth nella versione dell'Evangelista San Matteo. Come avete potuto notare questa pagina è divisa in due parti. Nella prima parte uno stupore, una meraviglia, nei confronti di Gesù che annuncia, testimonia il regno di Dio, il Suo Vangelo. Nella seconda parte invece abbiamo la controparte, completamente differente, opposta, scandalosa: era per loro motivo di scandalo.
Nella prima parte i Nazaretani compaesani di Gesù conoscono perfettamente la persona di Gesù, però rimangono superficiali, a galla, non sono capaci di entrare nella profondità di ciò che Gesù in quel momento è, ciò che Gesù in quel momento manifesta. Però conoscono perfettamente il suo stato di famiglia, la sua residenza, sanno che sua mamma si chiama Maria, sono a conoscenza che Giuseppe, suo padre, è un falegname - ed ecco qui che si apre qui una parentesi meravigliosa nella vita stessa di Gesù, il quale essendo figlio del falegname secondo loro non poteva non fare quella stessa esperienza di vita, quella stessa professione.
La conoscenza di cui la Bibbia ci parla non è una una conoscenza superficiale, possiamo dire allo stato di famiglia, ma è una conoscenza molto più profonda, che lo stesso evangelista San Matteo poi nelle proclamazioni delle Beatitudini (Mt 5,1-12) avrebbe enumerato con quella celebre sequenza. E fino ad arrivare a Papa Francesco che disse: “questa è la carta d'identità del cristiano”. Si fa a noi presente nella seconda lettura che abbiamo sentito: “rivestitevi della carità di Cristo”. Rivestitevi della carità e così potete vivere in pace.
Oggi si desidera tanto la pace, ma tanto più si desidera tantomeno si costruisce la pace. Oggi celebriamo la festa del lavoro, della costruzione dell'opera delle nostre mani. “Rendi salda Signore l'opera delle nostre mani” - abbiamo ripetuto nel Salmo Responsoriale. Ma qual è l'opera delle nostre mani? L'opera delle nostre mani, delle mani dell'umanità, è quella che costruisce la pace oppure che costruisce la discordia, il dissidio, fino ad arrivare alla guerra.
Le piccole cose che capitano al di dentro di noi, nelle nostre famiglie, nei nostri quartieri, sono all'insegna della pace? Questo è un grande interrogativo. E allora qual è il segreto? Rivestitevi della carità di Cristo. Ecco quel punto di passaggio, tra la prima e la seconda parte del Vangelo, che ci investe pienamente. E allora noi come conosciamo Gesù? Chiediamocelo e chiediamo a Maria Santissima che ci è stata affidata insieme o per mezzo dell'Apostolo Giovanni, di prenderla nella nostra casa e di chiedere a Lei nel focolare domestico quelli che sono gli aneliti di vita che lei ha accolto per mezzo dell'angelo, ha fatto propri attraverso la disponibilità, l'azione dello Spirito, sino a rendere presente vivo ed operante il figlio di Dio incarnato.
Ci aiuti Maria Santissima - sotto il titolo di Madonnina delle Grazie - affinché ci conceda questa grazia di iniziare a tessere già qui a Sassari, in questo momento, quei germi di pace che poi si diffonderanno in tutto il mondo. Non è un’esagerazione: così come la guerra inizia da poco anche la pace può iniziare da poco. Il Signore ce l'ha conquistata e il Signore ce la dà affinché noi ,rivestendoci di Lui, possiamo essere fermento di pace>>.
Sì è svolto questa mattina nell’Aula Magna Barbieril’evento promosso dal Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Sassari, in collaborazione con ITS Academy TAGSS.
“Costruire Alleanze per un Futuro: UNISS & ITS Academy TAGSS” - il titolo dell’iniziativa nata con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra Università, sistema ITS, istituzioni e mondo produttivo, ponendo al centro il ruolo strategico della formazione terziaria professionalizzante e dell’innovazione nel settore agroalimentare. In un contesto in continua evoluzione, la costruzione di sinergie efficaci tra i diversi attori del territorio rappresenta una leva fondamentale per sostenere la competitività, l’occupazione qualificata e lo sviluppo sostenibile.
L’Arcivescovo Francesco Soddu ha partecipato ai lavori intervenendo per un saluto iniziale.
Nel corso dell’evento sono state presentate esperienze e progettualità che vedono il Dipartimento di Agraria e ITS Academy TAGSS impegnati nella promozione di percorsi formativi integrati, capaci di rispondere alle esigenze delle imprese e di valorizzare le competenze dei giovani. Il programma prevede i saluti istituzionali e gli interventi di rappresentanti del mondo accademico, della rete ITS e delle istituzioni, offrendo uno spazio di confronto sui modelli di collaborazione tra formazione e sistema produttivo.
Un focus specifico è stato dedicato alla filiera lattiero-casearia in Sardegna, settore di primaria rilevanza per l’economia regionale, con particolare attenzione alle prospettive di innovazione tecnologica, trasferimento delle conoscenze e qualificazione delle competenze professionali.
A conclusione dei lavori, è stato inaugurato nuovo Laboratorio di Didattica e Sperimentazione Lattiero-Casearia, infrastruttura strategica per il potenziamento delle attività didattiche, di ricerca e di collaborazione con il territorio, pensata come spazio di integrazione tra formazione teorica e applicazioni pratiche.