Brochure esercizi spirituali per laici e operatori spirituali
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Dieci anni fa, esattamente il 3 giugno 2016, l’arcivescovo padre Paolo ed il Direttore di Caritas Italiana don Francesco inauguravano il Centro Diurno di via Principessa Maria.
Giovedi 4 giugno ospiti, volontari, Figlie della Carità, Equipe della Caritas diocesana, numerosi sacerdoti, rappresentanti delle Istituzioni fra i quali l’Assessora alle Politiche e Servizi di coesione Sociale e l’Assessora alla Cultura, suore del Gestemani ed esponenti di varie Associazioni di volontariato, nel Centro Diurno di Accoglienza e Accompagnamento “suor Giuseppina Nicoli” hanno accolto festosamente mons. Francesco per festeggiare i 10 anni di attività.
L’evento è proseguito nel salone della parrocchia di san Vincenzo, gremito di partecipanti che hanno manifestato con un lungo appaluso l’ingresso dell’Arcivescovo.
Sono seguiti gli interventi di Antonello Pilo, volontario, che ha ripercorso le tappe per arrivare a questo traguardo e ricordato i tanti ospiti che oggi sono reinseriti nella vita sociale e non piu’ per strada, ma anche quelli che purtroppo sono morti … trovati morti.
Suor Andreana, responsabile, ha rivolto i ringraziamenti ai partecipanti, collaboratori ed a chi sostiene l’Opera in primis l’Arcidiocesi, con un contributo annuale a valere sui fondi 8xmille, Fondazione di Sardegna tramite i bandi riservati al volontariato, Comune di Sassari nei bandi e sostegno ad opere e servizi per persone in stato di disagio
Don Eugenio e Federico hanno raccontato la loro esperienza di volontari, mentre Marco, ospite Centro, con poche incisive parole ha motivato le ragioni per le quali attualmente si trova per strada e la scelta di avere come punto di riferimento della giornata questo Servizio e le persone che lo vivono.
Padre Salvatore Morittu ha tenuto quindi la relazione incentrata sul volontario e volontariato secondo l’insegnamento e le indicazioni contenute alcune encicliche con riferimenti ai discorsi di papa Leone.
Ha chiuso l’incontro un breve saluto dell’Arcivescovo, che ha ricevuto in dono da un ospite un artistico crocifisso creato con pietre e legni raccolti a Medjugorie da una volontaria, e lamedaglia miracolosa d’oro cui Mons. Francesco ha sottolineato di essere particolarmente legato.
Nella chiesa di san Vincenzo è seguita la Messa, concelebrata numerosi parroci e sarcerdoti, animata dalla “Insieme Vocale Nova Euphonia”, corale composta da studenti sotto la direzione del maestro Vincenzo Cossu.
La conclusione con un ricco buffet offerto dalle volontarie della mensa festiva san Vincenzo nella piazza antistante il complesso parrocchiale, durante il quale l’Arcivescovo è stato attorniato da tantissime persone che hanno voluto scambiare un saluto e manifestare la gioia per il ritorno a Sassari.
di Antonello Pilo


La parrocchia dello Spirito Santo di Porto Torres ha fatto da cornice, oggi, alla Festa degli Incontri, appuntamento che ha riunito i ragazzi e le comunità delle diocesi di Sassari e di Alghero-Bosa attorno a un tema di forte risonanza ecclesiale: la missione.
La festa è iniziata alle 10:30 con la Santa Messa presieduta dal vescovo di Sassari monsignor Francesco Antonio Soddu.

Il tema della missione ha orientato la riflessione dell'intera giornata, dalla messa alle attività che i ragazzi hanno svolto la mattina; dopo il pranzo comunitario i ragazzi hanno preparato uno spettacolo che parlasse proprio di Missione. Dopo i saluti e la benedizione dell'assistente diocesano Don Andrea Stara, la festa si è conclusa alle ore 16.
La Festa degli Incontri si conferma così momento di comunione tra le due diocesi, occasione per rafforzare legami, condividere esperienze e rinnovare l'impegno missionario delle comunità locali.
Domenica 31 maggio la città di Sassari ha rinnovato il voto alla Beata Vergine delle Grazie. La lunga giornata è cominciata alle ore 7.30 con la recita del Santo Rosario nella cattedrale di San Nicola. Sono poi state celebrate alle 8.30 e alle 10.30, rispettivamente da don Antonino Canu e da don Eugenio Cavallo, le celebrazioni in cattedrale. Il pomeriggio si è aperto con la recita del Santo Rosario animato dalle aggregazioni laicali. Il solenne pontificale e la processione L’arcivescovo Francesco Antonio Soddu ha presieduto il pontificale delle ore 17 in una cattedrale gremita di fedeli, alla presenza del Capitolo Turritano, dei sacerdoti della diocesi, delle autorità militari e civili della città. La Santa Messa è stata animata dal coro Cappella Musicale Madonna del Bosco, diretto dal maestro Don Pierpaolo Canu. All'organo Giuseppe Salaris, al violino
Federica Nuvoli, Francesco Spanu alla viola e al Violoncello Antonio Cossu.
L’omelia dell’arcivescovo:
<< La solennità della Santissima Trinità ogni anno viene celebrata subito dopo il tempo pasquale. Chiudendo così idealmente il ciclo delle grandi feste, quella della Pasqua, dell'Ascensione, della Pentecoste, celebra il mistero di Dio come comunione d'amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Noi oggi abbiamo la felice opportunità di fare tutto questo accompagnati da Maria Santissima in questa ricorrenza annuale nella quale la città di Sassari e l'intera Diocesi scioglie il volto alla Madonnina delle Grazie. Maria Santissima, attraverso la sua libera adesione al piano di Dio, adombrata dalla potenza dell'Altissimo mediante l'azione dello Spirito Santo, diventa la madre del Verbo incarnato. Carissimi fratelli e sorelle, inseguire questi pensieri sembra complesso e difficile. Tuttavia, guardando Maria Santissima, tutto ci viene restituito con un'amabile semplicità fatta di amore materno e genuinità familiare. In lei e nella sua vita è presente pienamente la Santissima Trinità e attraverso di Lei si manifesta in modo tangibile mediante l'azione del Figlio Gesù. Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, lo abbiamo sentito nella proclamazione del Vangelo. E Maria si è resa disponibile a tanto amore fin dall'annunciazione, pur non potendolo comprendere nell'immediato. Ma siccome tutto è possibile a Dio, con il suo umile e fedele assenso può dichiarare “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. Pertanto, più che capirlo con le forze della ragione, comprendere il mistero della Santissima Trinità significa accettare l'amore di Dio, essere da questi inondati e fare proprio il progetto di salvezza che da esso si irradia. Il suo desiderio di felicità per tutti, che abbracciando ogni persona, richiede il rifiuto assoluto del male, e la scelta ed accoglienza del bene. Carissimi fratelli e sorelle, essere battezzati questo significa: la bellezza, la grandezza e l'onore di evidenziare, di dare visibilità nella propria vita alla luce dell'Eterno. Che bell'onore è questo, che bella responsabilità, che grande gioia per la nostra esistenza. Non facciamo fatica a comprendere che non solo non esiste giusta posizione nel celebrare il mistero della Santissima Trinità con Maria Santissima, ma addirittura ci sentiamo ulteriormente rafforzati dall'intera tradizione e magistero della Chiesa. Un esempio stupendo in questo senso ci è dato da quel percorso poetico che è anche ascetico, etiologico ed esistenziale insieme descritto dal sommo poeta Dante Alighieri, allorquando, all'apice del suo ascendere nel cammino della purificazione e della contemplazione, arriva al culmine e non potendo rientrare da solo con le proprie forze ad ammettere il mistero della Santissima Trinità si rivolge a San Bernardo, il quale non può ottenere altra migliore mediazione se non chiedendola alla Vergine Maria. Tutti conosciamo quella perla incastonata in quel capolavoro letterario di fede e di teologia, meglio noto come la preghiera di San Bernardo alla Vergine, che introducendosi con le parole “Vergine Madre, figlia del tuo figlio, tocca e spazia le corde impercettibili e infinite di Dio, mistero di comunione d'amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Tutto questo insegna che soltanto attraverso lo sguardo di Maria, rivolto alla luce di Dio, nella quale solo lei può addentrarsi con tanta purezza, aiuta ogni credente, cioè ciascuno di noi, a penetrare il mistero dell'amore grande di Nostro Signore e di renderlo visibile e concreto nella storia di ciascuno e nei rapporti interpersonali e sociali. Così come ha fatto Maria, che custodendo nel proprio cuore ogni emozione del figlio, anche quelle più complesse, le meditava fidandosi della fedeltà di Dio che l'aveva chiamata ad essere madre del Verbo Eterno. In questo giorno, mentre sciogliamo il voto alla Madonnina delle Grazie, chiediamo al Signore di poterci impegnare concretamente con maggiore e rinnovato vigore, affinché tutto il male che di giorno in giorno registriamo emergere, segnando e alimentando negativamente le famiglie, la società e il mondo intero, possa essere superato e vinto ad iniziare dalla nostra concordia e dal nostro amore vicendevole. A tale riguardo, Papa Leone, nell'enciclica Magnifica Humanitas, così scrive: “I cristiani vedono le tenebre e le chiamano per nome, ma non restano fermi a contemplarle. Conoscono la luce e sanno che le tenebre non l'hanno accolta e non possono vincerla. Per questo essi servono il bene anche dove sembra avere l'ultima parola il dolore, sostenuti da una speranza teologale che dona alla realtà un orizzonte e una direzione”.
Chiediamo dunque alla Madre di Dio luce, sapienza e intelletto affinché tutti, ma in modo speciale i giovani, possiamo essere consapevoli che senza Dio non è possibile vivere. Senza il sommo bene si avrà la presunzione di poter respirare anche a pieni polmoni, togliendo tuttavia l'aria salubre al proprio fratello, in pratica sostituendo alla Trinità l'unicità egoistica del proprio Io. Senza la linfa vitale della Santissima Trinità si possono pur raggiungere fette di progresso umano mai prima immaginate. Si potranno pure assaggiare frutti carichi di abbagliante magnificenza, mai inesorabilmente votati alla dissoluzione in quanto privi della radice salda e buona che risiede e si dipana soltanto da Dio. Come si esprime il Santo Padre Leone sin dalle primissime righe della sua enciclica: “la magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva, innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l'umanità abitano insieme”. Ed ancora, “quando l'efficienza diventa misura del valore, L'essere umano è tentato di pensarsi come un progetto da ottimizzare, più che come una creatura chiamata alla relazione e alla comunione”. Carissimi fratelli e sorelle, il contraccolpo cristiano, cioè di coloro che vivono della vita buona e bella del regno instaurato da Gesù, lo abbiamo sentito espresso dalle parole di San Paolo, che tracciano il percorso di vita che genera e costituisce civiltà. Siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi. La gioia che proviene dalla Trinità è la gioia della comunione, quella che in terra la Madonna ha saputo rendere visibile nella vita familiare della casa di Nazareth. Chiediamo pertanto alla Madre di Dio di guidare il nostro essere nella comprensione di quanto il suo Figlio fatto carne ci ha lasciato e che abbiamo sentito proclamato dalle parole del Vangelo. Dio ha tanto amato il mondo da dare il figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto ma abbia la vita eterna>>.
Al termine della celebrazione, dalla Cattedrale è partita la tradizionale processione verso il Santuario delle Grazie dove si è svolto lo scioglimento del voto alla Beata Vergine delle Grazie. In viale si sono tenute le consuete soste all’altezza del Policlinico e dell’ospedale civile, con la preghiera e il pensiero rivolto ai degenti e al personale sanitario delle due strutture cittadine. Al santuario, prima della benedizione finale, l’Arcivescovo ha voluto ringraziare la comunità dei frati francescani di San Pietro in Silki per il lavoro svolto e per l’attenzione e la cura alla custodia del simulacro della Madonnina delle Grazie.















Nella mattinata di domenica 31 maggio, la storica Basilica di Saccargia ha ospitato un importante momento di fede e raccoglimento per la comunità diocesana. Alle ore 11 si è svolta la solenne celebrazione eucaristica in occasione della Festa della Santissima Trinità.
A guidare la liturgia è stato Mons. Antonio Tamponi, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Sassari, che ha presieduto la funzione all'interno della suggestiva cornice del santuario, da sempre uno dei luoghi simbolo della spiritualità e della cultura del territorio sassarese. LaSanta Messa è stata animata dal coro dí Codrongianos, diretto dal Maestro Silvio Nappi. La messa della domenica mattina è strettamente legata allo spostamento del simulacro della Madonna. La statua sacra parte in corteo dal centro abitato di Codrongianos per fare il suo ingresso solenne nella vicina basilica campestre.

La celebrazione ha richiamato, come ogni anno per questa ricorrenza, l'attenzione e la partecipazione dei fedeli della zona, riuniti per onorare una delle solennità più significative del calendario liturgico.

La celebrazione integrale: