L’Amministratore diocesano, monsignor Antonio Tamponi, rivolge le più vive felicitazioni, anche a nome dell’intera comunità diocesana, a monsignor Pierangelo Muroni per la nomina a Docente ordinario di Liturgia presso la Pontificia Università Urbaniana, formulando i migliori auguri per un fecondo servizio accademico ed ecclesiale.
Si è celebrata ieri, nella solennità della Presentazione di Gesù al Tempio, la XXX Giornata Mondiale della Vita Consacrata, un appuntamento che ha visto la Chiesa di Sassari stringersi con gratitudine attorno ai religiosi e alle religiose che operano nel territorio diocesano.
Il pomeriggio di preghiera ha preso il via alle 17 in un luogo simbolo della spiritualità cittadina: il Monastero “Sacra Famiglia” delle Monache Cappuccine. Qui, in un’atmosfera di profondo raccoglimento, si è tenuta la celebrazione dei Vespri Solenni presieduta da Padre Salvatore Sanna. È stato un momento prezioso per riflettere sulla vocazione come imitazione della forma di vita scelta dal Figlio di Dio, così come richiamato dal magistero della Lumen Gentium.
Subito dopo, il cuore della celebrazione si è spostato nella cornice solenne della Cattedrale di San Nicola. Alle 18, la comunità si è riunita per la Celebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Antonio Tamponi, Amministratore diocesano. La messa ha visto la presenza di consacrati e consacrate, oltre a un gran numero di fedeli. A inizio celebrazione si è svolta la tradizionale benedizione delle candele.
Il racconto della giornata dell’1 febbraio a cura dell’Azione Cattolica Diocesana
Per noi di Azione Cattolica il mese di gennaio è sempre stato il mese in cui riflettiamo sul tema della Pace, e il mese si è sempre concluso con la Festa della Pace organizzata dall’AC Ragazzi; da qualche anno la AC di Sassari ha deciso di coinvolgere in questa festa anche gli adulti e giovani con delle attività adatte ad ogni singolo settore.
Quest’anno lo slogan è stato “Terra in pace” : aiutati dall’ambientazione del cammino ACR di quest’anno “la stazione spaziale internazionale” “C’è spazio per te” possiamo dire che ci sentiamo parte di una missione che non ha confini, dove siamo chiamati a lavorare insieme avendo una visuale unica sulla terra che abitiamo, che ci è donata e che non può resistere alla mancanza di pace.
Siamo invitati a metterci in cammino insieme per riaffermare il valore della Pace, come responsabilità comune, come percorso che si costruisce nel quotidiano quando accogliamo lo sguardo dell’altro, superiamo divisionie riconosciamo che ogni essere umano è chiamato a far parte di una famiglia comune.
Nelle parole di Papa Leone troviamo il richiamo che facciamo nostro, di essere costruttori di pace oggi nella nostra vita quotidiana: “disarma la mano e prima ancora il cuore” “la pace è disarmata e disarmante” “La pace è fratellanza, dialogo e verrà solo come risultato di semi di giustizia e perdono”.
La giornata di ieri è iniziata con la celebrazione Eucaristica nella Chiesa del Sacro Cuore, dove siamo stati accolti dal parroco don Antonio Simula. La Santa Messa è stata presieduta da Monsignor Antonio Tamponi, Amministratore diocesano e concelebrata da Don Andrea Stara, assistente diocesano ACR, don Marco Carta, don Salvatore Fois, rettore Seminario e don Emanuele Piroddu, vice Rettore, animata dal coro parrocchiale.
Al termine della celebrazione i bambini hanno svolto la loro attività con giochi nei locali dell’oratorio della parrocchia, mentre gli adulti si sono riuniti nella “grotta di Lourdes” per un momento di catechesi guidata da don Andrea Stara per poi continuare l’incontro con il metodo della conversazione nello Spirito.
Successivamente abbiamo condiviso il pranzo tutti insieme nel salone parrocchiale, per poi iniziare alle 15.30 la Marcia della Pace tutti insieme, bambin giovani, adulti, con bandiere e cartelloni che rimandavano al tema delle Pace. Oltre all’Azione Cattolica hanno partecipato anche diverse altre aggregazioni laicali, tra i quali gli Scout che si sono occupati della animazione con musica e canti, la Coldiretti con alcuni suoi membri e bandiere.
La Marcia è partita dal Piazzale del Sacro Cuore per concludersi nella Chiesa del Duomo, dove siamo stati accolti dal Don Eugenio Cavallo che ha concluso con una piccola riflessione, seguita dalla preghiera conclusiva fatta da don Giuseppe Faedda, assistente diocesano Giovani, e don Andrea Stara. La giornata si è conclusa con l’immancabile selfie in chiesa con tutti i partecipanti.
Venerdì 30 gennaio, nella sala "Mons. Isgrò" dell’Arcivescovado di Sassari, si è svolto l’appuntamento culturale promosso dalla PastoraleUniversitaria, in collaborazione con la Fondazione Accademia e con l’Università di Sassari sul tema: “La Pace ha diritto di essere? - Prospettive umane, giuridiche e pastorali".
In questo resoconto dell'incontro di pastorale universitaria, emerge con forza come il desiderio di pace non debba essere considerato un’utopia, ma un impegno concreto che vede l’Università e la Chiesa camminare insieme. Don Fabio Vincenzo Nieddu, responsabile della Pastorale Universitaria, ha introdotto il tema evidenziando come, nel panorama post-bellico mondiale, si sia tornati a una logica di affermazione della forza dove le armi pretendono di stabilire una pace parziale, ben lontana da quella "pace gloriosa" che Sant’Agostino riconosceva come aspirazione universale, persino di chi combatte. Mons. Antonio Tamponi ha poi sollevato una questione radicale sul diritto della pace di esistere, ricordando, sulla scia di Papa Leone, che essa non è un concetto astratto ma una presenza vitale capace di dilatare l'intelligenza e l'orizzonte dell'uomo verso l'eternità. Il prof.Andrea Fausto Piana, Vicario del Rettore dell’Università di Sassari, ha offerto una prospettiva accademica e sociale, denunciando come la diplomazia sia stata spesso schiacciata dalla forza, alimentando non solo scontri tra stati ma profonde fratture generazionali; per il Vicario, l'Università deve riscoprirsi comunità educativa che, in sinergia con la pastorale, rimetta al centro la dignità assoluta della persona. Un contributo toccante è giunto dai racconti di Mons. Baturi, che ha riportato lo sguardo sulla tragedia della Siria e della Palestina; qui la Chiesa si è fatta segno tangibile di speranza: dal Cardinale Zenari ai Francescani che si occupano dei figli dei militanti dell'ISIS, fino alla trasformazione simbolica di schegge e proiettili in simboli cristiani e di pace. Baturi ha sottolineato che la guerra è conseguenza di idolatria che assolutizza anche i minimi aspetti, mentre il cristianesimo risponde con la "nostalgia" di una felicità perduta e con l'attesa di qualcosa di più grande, trasformando la Croce da strumento di morte a ponte di dialogo. Anche la prof.ssa Ludovica Decimo,docente di Diritto Canonico pressa la Facoltà di Giurisprudenza di Sassari, ha ribadito che la pace è un ordine di relazioni che richiede una "alfabetizzazione alla convivenza",partendo da una ragionata educazione,dal basso,partendo amche dalle scuole,come già succede in Terra Santa,dove bambini di religioni diverse convivono in maniera pacifica; le confessioni, pur se talvolta strumentalizzate, offrono il lessico necessario per disarmare l'inimicizia e riconoscere l'altro come persona. Questa complessa costruzione della pace trova il suo fondamento ultimo nella ricerca della verità: come insegnato da Benedetto XVI e ribadito in questa sede, l'uomo cercatore di pace è anzitutto un cercatore di verità che trova risposta nella bellezza di un Dio fatto uomo; in Gesù Cristo, la divinità si incarna per comprendere ogni frammento dell'umano, insegnandoci che solo nell'incontro con questa Bellezza che si fa vicina, fragile eppure salvifica, possiamo trovare le radici per edificare una pace autentica e duratura nel mondo.
Giovedì 29 gennaio, nella chiesa di Santa Maria di Betlem, Mons. Antonio Tamponi, amministratore diocesano, ha presieduto la celebrazione in occasione della memoria liturgica del Beato Padre Francesco Zirano.
Nella cappella dedicata al beato, durante la Santa Messa, si è rinnovato il rito dell’accensione della lampada, un gesto simbolico che onora il frate francescano martire, simbolo di fede e sacrificio.
Mons. Tamponi: << Rendiamo Grazie a Dio per il dono del Beato Francesco Zirano>>.