“Lavoriamo insieme per rinsaldare il legame tra fede e sport”

“Lavoriamo insieme per rinsaldare il legame tra fede e sport”

Nel pomeriggio di mercoledì 1° marzo il cinema-teatro “Casablanca” di Ossi ha ospitato l’incontro tra le associazioni sportive del paese e l’Arcivescovo Gian Franco nell’ambito della visita pastorale. "La presenza vivace di attività sportive, condotta in forma associativa, è il segno della vitalità e del lavoro fatto in paese - ha dichiarato l'Arcivescovo nel suo intervento -. Il senso della mia presenza in occasione della visita pastorale ha a che fare nel rapporto tra fede e sport. La fede è un percorso. Nel contesto attuale fare sport non è più come nel passato, è un dato importante che mi insegnate voi che praticate sport. In questa nuova realtà dello sport la dimensione della fede è da riportare alla dimensione educativa. Un valore va sempre coltivato, l’allenamento è essenziale proprio come avviene per la fede: essa altrimenti resta infantile e si assopisce. I talenti possono essere nascosti, occorre mettersi in gioco per mettere in mostra talenti e qualità. Ognuno di noi è speciale e unico perché differente, stessi talenti si esprimono in maniera diversa in persone differenti, nelle varie soggettività che rendono unica ogni persona. Fare sport implica un coinvolgimento. Auspico - ha detto ancora - che quel rapporto tra fede e dimensione sportiva possa esprimersi in atti e azioni concrete. Il centro diocesano sotto questo profilo sta nascendo, il mio invito è quello di rinsaldare il legame tra fede e sport, affinché divenga un dialogo costruttivo con obiettivi comuni".

L’Arcivescovo a Muros: appello al dialogo sociale e al bene comune

L’Arcivescovo a Muros: appello al dialogo sociale e al bene comune

Una due giorni di lavori fatta di momenti di confronto e dialogo quella che ha coinvolto l’Arcivescovo Saba durante la visita pastorale a Muros. "L’importanza del dialogo sociale per tessere i fili delle nostre comunità" - il messaggio che ha voluto lanciare alle associazioni in occasione dell’incontro organizzato marted' 28 febbraio nel centro culturale don Loria. Nella mattina di mercoledì 1° marzo Gian Franco Saba ha incontrato l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Federico Tolu. "La visita del vescovo all’amministrazione non è solo u n atto formale di natura istituzionale temporanea ma manifesta la cooperazione tra soggetti istituzionali che collaborano sul fronte comune che è il bene della persona umana. La vita della parrocchia si lega al resto della vita della singola persona all’interno delle nostre comunità. Da una buona cooperazione nasce un apporto costruttivo di crescita e comune partecipazione per il bene comune. Oggi è complesso operare per il bene comune perché vi è una difficoltà nel coinvolgere e convocare, dedicare il tempo necessario al bene comune" - il messaggio dell’Arcivescovo che poi è tornato sui temi cari al pontefice: "Papa Francesco nella Fratelli Tutti indica come siamo chiamati alla restituzione in quanto impegnati quotidianamente a gestire cose comuni. Ribadisco il messaggio sempre attuale che pubblicai nel 2020: Occorre abbattere i muri dell’isolamento per una nuova fraternità sociale, affinché le parrocchie siano vere comunità di fede e non fortezze o bastioni. Il sistema baronale della parrocchia non esiste più, è in atto un sistema comunitario che richiama e convoca le persone. La Chiesa è comunità, essere comunità non è un fatto accessorio, non è nominalismo. Questi incontri che sembrerebbero non avere a che fare con la fede in realtà sono centrali e importanti. La fede cristiana è comunitaria. Tutti noi siamo un Popolo in cammino, dobbiamo essere necessariamente interconnessi gli uni con gli altri". Ha poi concluso. "Una sana interconnessione tra istituzioni è fondamentale. Tra gli obiettivi principali vi è quello di riconsegnare alle giovani generazioni degli spazi. Ritorniamo alla centralità della formazione e dello sviluppo della persona umana: non dimentichiamo quanto i processi di rigenerazione culturale possano essere di rilievo per tutti. Dobbiamo essere generatori per la comunità".

L'Arcivescovo, al termine dell'incontro, ha visitato alcune aziende della zona industriale di Muros per poi essere ricevuto dal maresciallo Leonardo Pintus nella stazione dei Carabinieri di Ossi.

“E’ importante coltivare la cultura della legalità”

“E’ importante coltivare la cultura della legalità”

Martedì 28 febbraio l'Arcivescovo Gian Franco Saba, nell’ambito della visita pastorale ha incontrato i rappresentanti dei Carabinieri, della Polizia municipale, dei Barracelli e dell'ANC nel salone parrocchiale di Ossi. L’incontro si è aperto con l’intervento di don Felix Mahoungou, che si è rivolto alle autorità presenti: "Grazie, perché svolgete un servizio importante per la vita della comunità e per la vita parrocchiale del paese. La nostra è collaborazione che si rinnova. La vostra presenza a Ossi è importante perché riesce a dare sicurezza e tranquillità ai cittadini".

Subito dopo è intervenuto l’Arcivescovo: "Il vostro è un lavoro di attenzione e di custodia alla comunità, il bene di essa dipende dalla convergenza di più soggetti. Questo apporta un beneficio poiché l’aspetto preventivo è una dimensione rilevante nel vivere comunitario". Poi una riflessione sul rapporto tra giovani e legalità: "I giovani hanno una doppia cittadinanza, una nel luogo fisico in cui vivono mentre l’altra è quella digitale che a volte, se non usata correttamente, può divertire un luogo pericoloso. La ripresa nelle parrocchie del lavoro con i giovani non è un aspetto secondario. È importante coltivare l’educazione alla legalità con un linguaggio propositivo poiché ci insegna che tutti siamo responsabili degli altri, dare un senso della responsabilità deve essere un aspetto primario. Educazione, poi, non significa repressione. Il discorso sull’educazione e sulla formazione è uno dei pilastri della nostra diocesi. Auspico che la visita pastorale possa risvegliare appuntamenti periodici con tutte le forze dell’ordine che, come vescovo, cerco di portare avanti anche con la vita ecclesiale, manifestando la vicinanza in chiesa con la presenza alle varie celebrazioni delle forze armate del territorio. È fondamentale coltivare la dimensione del conoscersi. I paesi, talvolta, appaiono come castelli invalicabili: occorre invece costruire la comunità tutti insieme. La visita pastorale ha una connotazione interparrocchiale, la vera svolta di questa visita è stata fatta alla luce del sinodo e dell’invito del Papa". Ha poi concluso: "Esiste, purtroppo, un problema di spazi socializzazione nel quale fare comunità, tolti gli spazi commerciali dove sono quelli di gratuità per ragazzi? Gli oratori lo sono: luoghi dove è possibile attivare dei servizi, e nei quali vi è l’iniziazione alla vita comunitaria".

Dopo l'incontro l'Arcivescovo ha fatto visita agli anziani ospiti della struttura "Villa Gardenia" e alla signora Pietrina che, giunta alle soglie dei 102 anni di età, è la persona più anziana di Ossi.

Incontro interparrocchiale dei catechisti

Incontro interparrocchiale dei catechisti

Lunedì 27 febbraio il centro culturale "A. Ruiu" di Cargeghe ha ospitato l'incontro interparrocchiale dei catechisti. Presente all'appuntamento l'Arcivescovo Gian Franco Saba, la direttrice dell'Ufficio catechistico diocesano, suor Maria Carmela Tornatore, i parroci e i catechisti delle quattro comunità coinvolte in questa fase della visita pastorale. "La prima cosa che vorrei mettere in rilievo - ha detto l'Arcivescovo - è la bellezza di ciò che stiamo vivendo. Il processo della visita pastorale sta andando avanti non in modo isolato, parrocchia per parrocchia, ma con uno stile sinodale. Un altro aspetto importante è che in questa occasione desidero mettermi in ascolto, che non significa qualcosa di passivo. La sinodalità e la comunione prevede che ci siano occasioni di questo tipo. Ecco perché vi ringrazio per il servizio che svolgete, perché qua abbiamo rappresentate le comunità di Ossi, Tissi, Muros e Cargeghe. Questo metterci in moto è un segno di ciò che il Papa ci indica quando parla di Chiesa in uscita". L'Arcivescovo ha poi invitato a mettere in atto un cambio di paradigma: "Noi dobbiamo prendere atto che c'è una connotazione diversa del territorio parrocchiale rispetto all'idea di parrocchia che scaturiva dal Concilio di Trento. Se la parrocchia significa "casa presso le case", noi oggi dobbiamo essere in grado di reinterpretare questa funzione".

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