Venerdì 9 dicembre l’Arcivescovo Gian Franco ha amministrato le cresime nella casa circondariale di Bancali a cinque giovani detenuti: due venezuelani, due della provincia di Oristano, uno di Sassari. La celebrazione, presieduta dall’Arcivescovo si è svolta nella cappella della casa circondariale alla presenza del cappellano don Gaetano Galia. L’Arcivescovo si è rivolto con queste parole all’assemblea: “Oggi è un bel giorno di festa e lo viviamo avvicinandoci sempre di più al Natale”. Rivolgendosi durante l’omelia a Sing, un giovane indiano che ha ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana, ha detto: “Tu, Sing, hai scelto Cristo, scoprendo di essere figlio di Dio in Cristo. La Chiesa oggi è in festa perché si arricchisce di un nuovo membro”. Agli altri giovani che hanno ricevuto il sacramento della Confermazione ha lasciato questa riflessione: “Voi oggi perfezionate il vostro essere figli di Dio attraverso il dono dello Spirito Santo. Potremmo dire che questa mattina la cappella dove ci troviamo a celebrare si trasforma in Cattedrale. Tutto ci parla di festa, di gioia, mentre siamo alla vigilia della terza domenica di Avvento, chiamata la domenica in Gaudete, appunto la gioia”.
Giovedì 8 dicembre la città di Sassari ha ospitato come ogni anno in piazza Mazzotti il rito dell’Infiorata, segno tangibile della devozione mariana in occasione della solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. I Vigili del Fuoco del comando provinciale di Sassari hanno deposto una corona di fiori ai piedi della statua della Vergine che si trova in cima alla Colonna Mariana fatta erigere da da monsignor Arcangelo Mazzotti. L’Arcivescovo Gian Franco, affiancato dalle autorità civili, ha guidato il rito. Erano presenti il Vicario episcopale per il Clero, monsignor Salvatore Fois, il Vicario per la pastorale monsignor Marco Carta e il cerimoniere don Andrea Stara. A seguire nella Cattedrale di San Nicola si è svolto il solenne Pontificale presieduto dall’Arcivescovo.
Mercoledì 7 dicembre la cappella del Seminario arcivescovile ha ospitato la celebrazione dei primi vespri della Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. La liturgia è stata curata e animata dalla comunità del Seminario sotto la guida del Rettore monsignor Salvatore Fois. L’Arcivescovo Gian Franco ha presieduto la preghiera e nella sua riflessione si è soffermato a lungo sulla figura di Maria e sul ruolo del Seminario. “Le antifone ci hanno presentato Maria come tota pulchra, bianca come la neve, rivestita di splendore. Maria è il segno della bellezza”. Dal punto di vista della pedagogia vocazionale, quindi, Maria è colei che indica la via della bellezza. “Il messaggio alla città e al territorio – ha ricordato – ci invita a promuovere un umanesimo profetico come artigiani di una storia da costruire. Il Seminario diocesano è certamente uno di questi luoghi, una delle principali fucine artigianali della nostra diocesi. Ma quale tipo di artigianato? Un tempo qui ci stava il piccolo clero, i chierici. Oggi la pedagogia che la Chiesa chiede per questi luoghi è quella di coltivare quei semi di una chiamata che ha una prospettiva di donazione. Ciò che connota principalmente questo luogo – ha aggiunto l’Arcivescovo – è proprio la dimensione del guardare al futuro ascoltando il presente”.
A partire da mercoledì 7 dicembre avranno inizio le celebrazioni per le solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Mercoledì alle ore 19, nella cappella del Seminario, l’Arcivescovo Gian Franco Saba presiederà la celebrazione dei primi vespri cui seguirà un momento conviviale. Giovedì 8 dicembre, alle ore 10 nella piazza Colonna Mariana, si terrà come ogni anno il rito dell’infiorata cui seguirà la celebrazione del Pontificale in Cattedrale.
In occasione di tali celebrazioni la Comunità del Seminario è lieta di invitare i presbiteri, i parroci con le rispettive comunità, i diaconi, i religiosi e le religiose, gli uffici e i servizi del centro pastorale diocesano e le aggregazioni laicali a partecipare alla preghiera per le vocazioni sacerdotali.
Lunedì 5 dicembre, nel corso di una tavola rotonda organizzata nella sede della Fondazione di Sardegna l’Arcivescovo Gian Franco ha presentato il messaggio alla città e al territorio. “Pensare, partecipare e agire – afferma l’Arcivescovo nel testo – sono le funzioni attraverso le quali l’essere umano conosce sé stesso, gli altri, il mondo e si fa conoscere. L’uomo è in un equilibrio ottimale quando è attento a ciò che sente (la sfera dei sentimenti, delle emozioni e delle sensazioni fisiche), lo elabora con il proprio pensiero (la mente) e lo traduce tutto in un’azione (il corpo). Essere capaci di integrare tutte queste funzioni permette di muoversi in modo efficace, orientati ai propri desideri. Per poter costruire delle buone relazioni tale integrazione risulta fondamentale”.
La tavola rotonda, dal titolo “Generatori di futuro” si è aperta con i saluti istituzionali di Luciana Fancellu, a nome della Fondazione di Sardegna e di Gian Vittorio Campus, sindaco di Sassari. Hanno partecipato Arturo Parisi, già ministro della Difesa, Giuseppe Pisanu, già ministro dell’Interno, l’imprenditrice Mara Boni e l’imprenditore Pasquale Taula. Nel corso dell’appuntamento, moderato dal vicepresidente della Fondazione Accademia Sergio Porcu, si sono alternati interventi e spunti di riflessione da parte di ricercatori universitari e giovani studenti delle scuole superiori. Presente anche il Rettore dell’Università di Sassari, Gavino Mariotti, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra Chiesa e Ateneo. L’Arcivescovo, nel suo intervento, ha richiamato l’attenzione sul testo del messaggio: “Celebriamo la solennità di San Nicola, Patrono di Sassari, come ogni anno con l’intento di accogliere dalla sua vita elementi che possano ispirare e guidare la crescita personale, lo sviluppo e il progresso integrale della nostra città”. Ha poi concluso con queste parole: “Credo che una delle risposte che la Chiesa Cattolica può dare al nostro territorio per esprimere la cattolicità della Chiesa stessa sia quello di promuovere processi che in linguaggio laico vengono definiti di internazionalizzazione. La presenza della diversità è una ricchezza per tutti noi”.