A partire da lunedì 28 marzo, ogni ultimo lunedì del mese, presso i locali del "Posto Affianco", nel Largo Seminario a Sassari, si terranno dalle 19.00 alle 20.30 gli incontri dell'itinerario di pastorale universitaria rivolto ai giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni.
«Non lasciatevi affaticare dai numerosi ostacoli che sembrano impedire il vostro percorso formativo. Puntate in alto, cercate sempre la "luce" della verità». Questo l'invito rivolto da Mons. Gian Franco Saba a tutti gli studenti che vogliono condividere, con altri colleghi, un cammino per riflettere e scoprire fino in fondo il motivo delle proprie scelte.
Per informazioni è possibile contattare don Giuseppe Faedda o don Fabio Nieddu.
Settimanale dell'Arcidiocesi di Sassari | 21 marzo 2022
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L’Arcivescovo Gian Franco Saba e il Presbiterio Turritano, le religiose e i religiosi, tutti fedeli laici si uniscono alla preghiera di ringraziamento a Dio, datore di ogni bene, per il dono del ministero di S.E.R. padre Paolo Atzei, ofm conv., Arcivescovo emerito di Sassari, nella ricorrenza del suo anniversario di ordinazione episcopale.
A due mesi dalla firma del Protocollo d'Intesa, stipulato il 20 gennaio 2022, l'Assessorato Regionale del Turismo e la Conferenza Episcopale Sarda hanno organizzato un convegno regionale dal titolo "Identità, Cultura Religiosa e Turismo. Condivisione e prospettive di sviluppo". L'evento si è svolto sabato 26 marzo a Cagliari nell’Aula Magna della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna.
L'evento si è aperto con l'intervento dell'on. Gianni Chessa, Assessore regionale del Turismo e di monsignor Antonello Mura, Presidente della Conferenza Episcopale Sarda. L'Arcivescovo di Sassari, monsignor Gian Franco Saba, ha svolto un intervento sull’importanza della formazione degli operatori del turismo religioso. "L'operatore del turismo religioso - ha detto - dovrà possedere un'adeguata conoscenza non solo del patrimonio che va a presentare ma dovrà avere uno sguardo più ampio". Nel suo intervento, l'Arcivescovo ha considerato l'ermeneutica applicata dall'operatore sottolineando il fatto che sul tema della cultura religiosa è possibile individuare due differenti paradigmi: uno che fa riferimento allo scontro tra civiltà e un altro che è quello dell'interculturalità. La prima dimensione afferisce a un paradigma della multiculturalità, una realtà statica di mera coesistenza, mentre la seconda dimensione corrisponde a una categoria dinamica. Colui che presenta può compiere una carrellata degli oggetti e degli ambienti ma in questo modo non permette di far giungere il visitatore alla comprensione dell'anima che ha generato questi oggetti e questi ambienti. "In questo modo - ha detto ancora l'Arcivescovo - la cultura si frammenta e luoghi che sembrerebbero essere deputati a una rigenerazione della persona umana rischiano di essere luoghi dove la dimensione della ricerca dell'incontro non sono al servizio di una cultura sinfonica".
Venerdì 25 marzo, nella Solennità dell’Annunciazione del Signore, l'Arcivescovo Gian Franco ha presieduto l'atto di affidamento della Russia e dell'Ucraina al Cuore Immacolata di Maria in comunione con il Santo Padre e con i Vescovi di tutto il mondo. La preghiera si è svolta intorno alle ore 19.45 in un luogo simbolo della devozione mariana dei sassaresi, piazza Mazzotti, alla presenza di numerosi fedeli e delle autorità civili, accademiche e militari. Il corteo è giunto nella piazza a conclusione della Via Crucis promossa dalle parrocchie del centro storico in collaborazione con l'Ufficio missionario.
ATTO DI CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA
O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, noi, in quest’ora di tribolazione, ricorriamo a te. Tu sei Madre, ci ami e ci conosci: niente ti è nascosto di quanto abbiamo a cuore. Madre di misericordia, tante volte abbiamo sperimentato la tua provvidente tenerezza, la tua presenza che riporta la pace, perché tu sempre ci guidi a Gesù, Principe della pace.
Ma noi abbiamo smarrito la via della pace. Abbiamo dimenticato la lezione delle tragedie del secolo scorso, il sacrificio di milioni di caduti nelle guerre mondiali. Abbiamo disatteso gli impegni presi come Comunità delle Nazioni e stiamo tradendo i sogni di pace dei popoli e le speranze dei giovani. Ci siamo ammalati di avidità, ci siamo rinchiusi in interessi nazionalisti, ci siamo lasciati inaridire dall’indifferenza e paralizzare dall’egoismo. Abbiamo preferito ignorare Dio, convivere con le nostre falsità, alimentare l’aggressività, sopprimere vite e accumulare armi, dimenticandoci che siamo custodi del nostro prossimo e della stessa casa comune. Abbiamo dilaniato con la guerra il giardino della Terra, abbiamo ferito con il peccato il cuore del Padre nostro, che ci vuole fratelli e sorelle. Siamo diventati indifferenti a tutti e a tutto, fuorché a noi stessi. E con vergogna diciamo: perdonaci, Signore!
Nella miseria del peccato, nelle nostre fatiche e fragilità, nel mistero d’iniquità del male e della guerra, tu, Madre santa, ci ricordi che Dio non ci abbandona, ma continua a guardarci con amore, desideroso di perdonarci e rialzarci. È Lui che ci ha donato te e ha posto nel tuo Cuore immacolato un rifugio per la Chiesa e per l’umanità. Per bontà divina sei con noi e anche nei tornanti più angusti della storia ci conduci con tenerezza.
Ricorriamo dunque a te, bussiamo alla porta del tuo Cuore noi, i tuoi cari figli che in ogni tempo non ti stanchi di visitare e invitare alla conversione. In quest’ora buia vieni a soccorrerci e consolarci. Ripeti a ciascuno di noi: “Non sono forse qui io, che sono tua Madre?” Tu sai come sciogliere i grovigli del nostro cuore e i nodi del nostro tempo. Riponiamo la nostra fiducia in te. Siamo certi che tu, specialmente nel momento della prova, non disprezzi le nostre suppliche e vieni in nostro aiuto.
Così hai fatto a Cana di Galilea, quando hai affrettato l’ora dell’intervento di Gesù e hai introdotto il suo primo segno nel mondo. Quando la festa si era tramutata in tristezza gli hai detto: «Non hanno vino» (Gv 2,3). Ripetilo ancora a Dio, o Madre, perché oggi abbiamo esaurito il vino della speranza, si è dileguata la gioia, si è annacquata la fraternità. Abbiamo smarrito l’umanità, abbiamo sciupato la pace. Siamo diventati capaci di ogni violenza e distruzione. Abbiamo urgente bisogno del tuo intervento materno.
Accogli dunque, o Madre, questa nostra supplica. Tu, stella del mare, non lasciarci naufragare nella tempesta della guerra. Tu, arca della nuova alleanza, ispira progetti e vie di riconciliazione. Tu, “terra del Cielo”, riporta la concordia di Dio nel mondo. Estingui l’odio, placa la vendetta, insegnaci il perdono. Liberaci dalla guerra, preserva il mondo dalla minaccia nucleare. Regina del Rosario, ridesta in noi il bisogno di pregare e di amare. Regina della famiglia umana, mostra ai popoli la via della fraternità. Regina della pace, ottieni al mondo la pace.
Il tuo pianto, o Madre, smuova i nostri cuori induriti. Le lacrime che per noi hai versato facciano rifiorire questa valle che il nostro odio ha prosciugato. E mentre il rumore delle armi non tace, la tua preghiera ci disponga alla pace. Le tue mani materne accarezzino quanti soffrono e fuggono sotto il peso delle bombe. Il tuo abbraccio materno consoli quanti sono costretti a lasciare le loro case e il loro Paese. Il tuo Cuore addolorato ci muova a compassione e ci sospinga ad aprire le porte e a prenderci cura dell’umanità ferita e scartata.
Santa Madre di Dio, mentre stavi sotto la croce, Gesù, vedendo il discepolo accanto a te, ti ha detto: «Ecco tuo figlio» (Gv 19,26): così ti ha affidato ciascuno di noi. Poi al discepolo, a ognuno di noi, ha detto: «Ecco tua madre» (v. 27). Madre, desideriamo adesso accoglierti nella nostra vita e nella nostra storia. In quest’ora l’umanità, sfinita e stravolta, sta sotto la croce con te. E ha bisogno di affidarsi a te, di consacrarsi a Cristo attraverso di te. Il popolo ucraino e il popolo russo, che ti venerano con amore, ricorrono a te, mentre il tuo Cuore palpita per loro e per tutti i popoli falcidiati dalla guerra, dalla fame, dall’ingiustizia e dalla miseria.
Noi, dunque, Madre di Dio e nostra, solennemente affidiamo e consacriamo al tuo Cuore immacolato noi stessi, la Chiesa e l’umanità intera, in modo speciale la Russia e l’Ucraina. Accogli questo nostro atto che compiamo con fiducia e amore, fa’ che cessi la guerra, provvedi al mondo la pace. Il sì scaturito dal tuo Cuore aprì le porte della storia al Principe della pace; confidiamo che ancora, per mezzo del tuo Cuore, la pace verrà. A te dunque consacriamo l’avvenire dell’intera famiglia umana, le necessità e le attese dei popoli, le angosce e le speranze del mondo.
Attraverso di te si riversi sulla Terra la divina Misericordia e il dolce battito della pace torni a scandire le nostre giornate. Donna del sì, su cui è disceso lo Spirito Santo, riporta tra noi l’armonia di Dio. Disseta l’aridità del nostro cuore, tu che “sei di speranza fontana vivace”. Hai tessuto l’umanità a Gesù, fa’ di noi degli artigiani di comunione. Hai camminato sulle nostre strade, guidaci sui sentieri della pace. Amen.