Martedì 10 marzo, il Vicario per la Pastorale Mons. Marco Carta ha indirizzato agli operatori pastorali della diocesi un comunicato che chiarisce i termini di alcune attività in questo tempo: «Il cammino quaresimale nella nostra Chiesa Diocesana non si è fermato. Nonostante l’emergenza covid-19, prosegue attraverso l’applicazione di prassi pastorali adattate alle disposizioni vigenti». In coordinamento con il Centro Pastorale, gli Uffici Pastorali diocesani stanno studiando forme alternative di vita ecclesiale e di esercizio dei ministeri, per facilitare la preghiera in famiglia. Nelle prossime ore sarà reso pubblico il calendario delle dirette della Celebrazione eucaristica in diocesi e altre forme per curare l’interiorità e la vita di fede in modo conforme alle disposizioni dalle autorità.
Al Centro Pastorale potranno essere segnalate tramite mail (centropastorale@arcidiocesisassari.it) le buone prassi già attivate in parrocchia, nelle comunità religiose, tra le aggregazioni ecclesiali e presso le famiglie che vivono nel territorio diocesano. Inoltre è ribadito che, in ottemperanza al DPCM del 9.03.2020, gli Uffici della Curia di Sassari rimarranno chiusi al pubblico fino al 3 aprile: per le urgenze relative si raccomanda di telefonare al numero 3458986653 oppure contattare gli uffici tramite segreteria@arcidiocesisassari.it.
Di seguito è possibile accedere ai link tramite cui scaricare la lettera di mons. Marco Carta ed una locandina con le indicazioni di massima sintetizzate per i fedeli da stampare autonomamente e affiggere alle bacheche parrocchiali.
Martedì 10 marzo, con un videomessaggio, il Vescovo Gian Franco ha voluto esprimere la vicinanza e l'impegno della Chiesa diocesana in questo momento di emergenza a tutti gli abitanti del territorio. Riportiamo di seguito il link al video sul canale YouTube della Diocesi ed il testo integrale del messaggio di Mons. Saba.
«Al fine di poter raggiungere in modo diretto e immediato tutti i fedeli della diocesi turritana, tutti gli abitanti del nostro territorio, i presbiteri, i diaconi, le religiose, i religiosi e quanti operano attivamente nel contesto pastorale diocesano, ho scelto la via dei mezzi di comunicazione della diocesi per indirizzare un saluto e rendere presenti gli orientamenti pastoraliper questo tempo di Quaresimache erano già in programma, ma che ora, date le situazioni di criticità, siamo chiamati a vivere in altra forma. Desidero anzitutto che per ciascuno di noi, come comunità diocesana, come parrocchie, gruppi associazioni, movimenti, in questo momento sentiamo e riscopriamo il Mistero della Chiesa come Corpo di Cristo e quindi l’essere membra gli uni degli altri come edificio vivente. La Chiesa perciò non chiude i battenti, la Chiesa è sempre viva e operante perché la Chiesa è il popolo di Dio in cammino. L’edificio della Chiesa esiste perché la Parola di Dio possa essere ascoltata, spiegata, compresa, perché possa essere celebrato il Mistero dell’Eucarestia; ma noi sappiamo che l’Apostolo invita ciascuno di noi ad offrire se stesso come sacrificio santo, vivente e gradito a Dio. Questo indirizzo spirituale credo che posso aiutare ciascuno di noi a riscoprire la dimensione della Chiesa come Mistero che ci lega gli uni agli altri, a prescindere anche dalla possibilità concreta di potersi radunare in assemblea, come le circostanze epidemiologiche di questo momento non consentono. Essendo membra gli uni degli altri e legati a Cristo Capo della Chiesa, tutti abbiamo la possibilità di continuare a vivere e celebrare la liturgia viva del Mistero della relazione con Dio Padre e Figlio e Spirito Santo. Pertanto desidero che ciascuno di noi, attraverso la preghiera, attraverso la partecipazione viva dalle proprie abitazioni, dalle proprie case, possa sentire e far vivere la presenza di essere Chiesa, di essere Chiesa domestica: una Chiesa di famiglia, anche se non radunata nella sua forma piena. Invito pertanto all’utilizzo dei media, dei mezzi straordinari di comunicazione della Diocesi perché, considerata l’impossibilità di potersi radunare, non venga meno il cammino di accompagnamento spirituale nella fede, nella speranza e nella carità. Far percepire la solidarietà della preghiera in modo sensibile, anche attraverso la comunicazione, credo possa essere di incoraggiamento ai tanti operatori sanitari, alle persone ammalate, a coloro che sono maggiormente esposti, alle persone anziane, sole e che vivono soprattutto anche stati psicologici di maggior sofferenza. La preghiera è veramente la forza che ci dà la grazia di vivere e affrontare questo momento; pertanto il cammino quaresimale non si interrompe, ma siamo chiamati a tradurlo e viverlo dentro l’attuale contesto, in questo momento specifico. Così come la Chiesa diocesana non è chiamata ad interrompere il ministero della carità, del servizio verso l’altro, attraverso forme intelligenti di carità. Tra scienza e fede non vi è contrapposizione, ma un attento dialogo tra queste due dimensioni potranno suggerire le forme più appropriate e più efficaci di essere vicini soprattutto alle persone fragilizzate. Questo è il servizio che la stessa Caritas continuerà a portare avanti secondo le modalità più appropriate. Desidero quindi invitare a partecipare a quegli appuntamenti che l’emittente diocesana, di Libertà, consente e così le altre forme di comunicazione che saranno rese note nel programma del sito web della diocesi, perché non sparisca in noi il senso di essere il Corpo di Cristo che è la Chiesa. Non sottovalutiamo il valore e la forza della preghiera. La preghiera non è estraneazione, la preghiera è partecipazione, perché ci aiuta a portare nel cuore la persona e le persone, è una forma viva di relazione dei figli di Dio con il loro Padre infinitamente buono. Forse mai come in questo momento, all’interno delle famiglie, i genitori, i papà, le mamme, i nonni potranno educare e ricordare ai figli la riscoperta della preghiera del «Padre Nostro», di Dio che è Padre di tutti; la riscoperta della preghiera di Maria, che si mette al servizio del progetto di Dio. Quindi possiamo dedicare un po’ di tempo in più per essere alla presenza di Dio, vivere la relazione con Dio come si vivono i rapporti abituali della nostra vita, della nostra esistenza. La dimensione negativa di questo momento può essere trasformata in un passaggio dalla condizione di isolamento alla condizione di nuove forme di relazionalità: una riscoperta più forte della fede, di una fede di relazione con Dio e di relazione con il prossimo nelle forme consentite. Non solo: in questo momento rivolgendoci a Dio come Padre riscopriamo che preghiamo non solo per noi stessi, ma per gli altri. La preghiera è una scuola di educazione alla vita della Chiesa. È un’esperienza nella quale si esce dall’individualismo e, anche dialogando con Dio, sperimentiamo e diciamo che l’altro mi interessa, che l’altro non è fuori dalla mia vita. Riscopriamo che la forza della Grazia di Dio va al di là delle nostre povertà e della nostra inefficacia e perciò di come sia molto importante che questo momento continuiamo a vivere il cammino quaresimale verso la Pasqua, continuiamo a vivere il cammino della vita parrocchiale, non nella prospettiva del tutto chiuso, tutto messo in stand-by, ma nella prospettiva della relazione con Cristo e delle relazioni con gli altri nelle modalità consentite. Così vivremo e scopriremo che la relazione spirituale non è meno reale di quella diretta ed immediata. Non solo: scopriremo anche la preghiera e il carattere universale della nostra relazione con Dio e con il prossimo. La Madonna delle Grazie ci aiuti, custodisca questo territorio che tante volte ha salvato e protetto da tante e pestilenze, e così tutta la Chiesa e l’umanità».
Oggetto: Covid-19 chiusura uffici di Curia e coordinamento Organismi e Servizi Pastorali.
In ottemperanza al DPCM del 9.03.2020 gli uffici della Curia della diocesi di Sassari rimarranno CHIUSI AL PUBBLICO fino al 3 aprile p.v.
Per urgenze si raccomanda di telefonare al numero 3458986653 oppure contattare gli uffici tramite segreteria@arcidiocesisassari.it.
Così l'Arcivescovo ha infatti dato indicazioni in mattinata:
«Il cammino quaresimale nella nostra Chiesa Diocesana non si è fermato. Nonostante l’emergenza covid-19, prosegue attraverso l’applicazione di prassi pastorali adattate alle disposizioni vigenti. Viviamo questo tempo in ascolto della novità dello Spirito, lasciandoci interrogare, esercitando la nostra creatività e coinvolgendoci nell’evangelizzazione e nella scelta della via del bene che umanizza. Per quanto riguarda gli uffici pastorali si invitano ad adottare in tutti i casi possibili lo svolgimento del lavoro da casa e le eventuali riunioni con modalità di collegamento in video-conferenza, permettendo in coordinamento con il Centro Pastorale, forme alternative di vita ecclesiale ed esercizio del ministero sacerdotale, che facilitano la preghiera in famiglia Chiesa domestica, lanciando un messaggio conforme a “Io resto a casa”. Proprio per favorire l’esperienza di Chiesa come Corpo di Cristo, in queste ore si sta predisponendo un calendario per la diretta della celebrazione eucaristica come servizio diocesano e si stanno studiando forme per curare l’interiorità e la vita di fede in modo conforme alle disposizioni richieste dalle autorità preposte. Vi chiediamo di segnalare al Centro Pastorale buone prassi presenti sul territorio diocesano da voi riscontrate e qualunque programmazione veda interessato il vostro Ufficio».
Ai Reverendi Sacerdoti e Diaconi Alle Comunità religiose Ai Responsabili degli Uffici e Servizi Pastorali Alle Associazioni e Movimenti ecclesiali Ai Fedeli laici dell’Arcidiocesi di Sassari
LORO SEDI
OGGETTO: Disposizioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 (Coronavirus).
Allegate alla presente invio, per un’immediata applicazione, le disposizioni della Conferenza Episcopale della Sardegna, emanate alla luce di quanto comunicato in data odierna dalla Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, in ottemperanza alle prescrizioni contenute del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri emanato in data odierna.
Raccomando in particolare ai sacerdoti in cura d’anime l’osservanza puntuale delle diposizioni che non sono soggette a deroga alcuna. Al fine di accompagnare le comunità cristiane della diocesi nel cammino verso la Pasqua, nei prossimi giorni seguiranno ulteriori indicazioni circa le modalità attuative del programma quaresimale diocesano già noto.
Il Vicario generale e il Vicario episcopale per la Pastorale rimangono a disposizione per ogni eventuale chiarimento in collaborazione con il Centro pastorale diocesano. Per tutti gli Uffici e Servizi pastorali saranno indicate le modalità per proseguire l’impegno di servizio nella Chiesa diocesana.
Invito alla preghiera nell’accoglienza delle prossime indicazioni pastorali affinché nessuno abbia a percepire l’assenza della cura materna della Chiesa. Le chiese rimangono aperte per la preghiera personale e per accostarsi al sacramento della Riconciliazione.
Mentre affido a Nostra Signora delle Grazie le ansie e le speranze presenti nel nostro cuore, La invoco perché volga il suo sguardo di misericordia su di noi e ci accompagni in questo tempo di disagio e sofferenza.
Noi Vescovi della Sardegna, in sintonia con quanto comunicato dalla CEI nel suo comunicato odierno, appreso del nuovo Decreto della Presidenza del Consiglio dell’8 marzo 2020 (art. 2, punto v) e condividendo con le altre Chiese dell’Italia questo momento che vede le pubbliche autorità ricercare tutte le misure necessarie per il contrasto e il contenimento del diffondersi del virus COVID-19, invitiamo i nostri sacerdotia sospendere nelle chiese la celebrazione dell’Eucaristia“in forma pubblica” fino al 3 aprile p.v., salvo diverse successive indicazioni. I sacerdoti sono invitati a celebrare l’Eucaristia in comunione spirituale con le proprie comunità e a sostegno dei malati e di chi se ne prende cura.
La mancanza della S. Messa porti a riscoprire la preghiera in famiglia, la meditazione della Parola di Dio e i gesti di carità. I fedeli siano invitati a partecipare alle celebrazioni trasmesse attraverso mezzi radio-televisivi o via internet.
Questa scelta dolorosa e triste rappresenta un gesto di carità e saggezza pastorale verso i fedeli e un atto di responsabilità ecclesiale e civile, nella condivisione della comune cittadinanza tra i credenti e il resto della collettività. Come sottolinea la CEI “si tratta di un passaggio fortemente restrittivo, la cui accoglienza incontra sofferenze e difficoltà nei Pastori, nei sacerdoti e nei fedeli. L’accoglienza del Decreto è mediata unicamente dalla volontà di fare, anche in questo frangente, la propria parte per contribuire alla tutela della salute pubblica”.
Nel confermare da parte nostra la validità delle precauzioni indicate nel nostro precedente comunicato, stabiliamo inoltre:
L’accesso ai luoghi di culto è consentito per la preghiera personale e l’incontro con i sacerdoti che, generosamente, si rendono disponibili al sostegno spirituale e al sacramento della Riconciliazione, a condizione che siano adottate misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;
La sospensione delle celebrazioni, feriali e festive, riguarda anche i sacramenti (prime comunioni e cresime), i sacramentali, le liturgie quali la Via Crucis, indipendentemente che avvengano in luoghi chiusi o aperti;
Sono sospese anche le S. Messe esequiali, in attesa di essere celebrate quando si concluderà questa fase, mentre è consentita la benedizione della salma alla presenza dei soli familiari;
Siano sospesi gli incontri del catechismo e delle altre attività formative e di oratorio fino al permanere della sospensione delle attività scolastiche; nel frattempo chiediamo ai sacerdoti e ai catechisti, in collaborazione con le famiglie, la disponibilità a mantenere vivo e creativamente costante il rapporto con il gruppo dei bambini e dei ragazzi, valorizzando le possibilità offerte dai social e attraverso altre forme di condivisione e di collegamento.
Sono sospese tutte le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura svolti in ogni luogo sia pubblico sia privato;
Le attività caritative (mense e centri di ascolto) continueranno con le attenzioni di precauzione e di sicurezza richieste dal Decreto.
La Chiesa che è in Sardegna “assicura la vicinanza della preghiera a quanti sono colpiti e ai loro familiari; agli anziani, esposti più di altri alla solitudine; ai medici, agli infermieri e agli operatori sanitari, al loro prezioso ed edificante servizio; a quanti sono preoccupati per le pesanti conseguenze di questa crisi sul piano lavorativo ed economico; a chi ha responsabilità scientifiche e politiche di tutela della salute pubblica”.
Su tutti invochiamo di cuore labenedizione del Signore, per intercessione di Nostra Signora di Bonaria, patrona massima della Sardegna.
La Chiesa che vive in Italia e, attraverso le Diocesi e le parrocchie si rende prossima a ogni uomo, condivide la comune preoccupazione, di fronte all’emergenza sanitaria che sta interessando il Paese.
Rispetto a tale situazione, la CEI – all’interno di un rapporto di confronto e di collaborazione – in queste settimane ha fatto proprie, rilanciandole, le misure attraverso le quali il Governo è impegnato a contrastare la diffusione del “coronavirus”.
Il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, entrato in vigore quest’oggi, sospende a livello preventivo, fino a venerdì 3 aprile, sull’intero territorio nazionale “le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri”.
L’interpretazione fornita dal Governo include rigorosamente le Sante Messe e le esequie tra le “cerimonie religiose”. Si tratta di un passaggio fortemente restrittivo, la cui accoglienza incontra sofferenze e difficoltà nei Pastori, nei sacerdoti e nei fedeli. L’accoglienza del Decreto è mediata unicamente dalla volontà di fare, anche in questo frangente, la propria parte per contribuire alla tutela della salute pubblica.