Grazie, Signora delle Grazie!

Grazie, Signora delle Grazie!

Sotto una pioggia insistente, domenica 26 maggio si è conclusa la Festa dedicata alla Madonna delle Grazie con lo scioglimento del Voto, che dal 1943 -da 76 anni- ricorda ai sassaresi il legame d'affetto e gratitudine che lega la Città alla venerazione della Madre di Dio.

Dopo aver richiamato l'origine della festa nelle vicende della Seconda Guerra Mondiale, l'Arcivescovo Gian Franco ha voluto offrire ai numerosi fedeli raccolti nella Cattedrale una meditazione sul culto mariano e l'attuale situazione storica di Sassari: «Maria ci aiuta ad attuare la conversione pastorale dando corpo alla dimensione materna della Chiesa. Consapevoli che certe espressioni necessitino di essere evangelizzate e purificate, tuttavia  possiamo scorgere in queste azioni non una semplice ricerca naturale della divinità, ma "la manifestazione di una vita teologale animata dall’azione dello Spirito Santo che è stato riversato nei nostri cuori" (Evangelii Gaudium, 125)». Una conversione che deve attraversare profondamente la Chiesa diocesana in tutte le sue espressioni per «...custodire il cuore del Vangelo, chiedere sempre una lingua discepolare per annunciarlo. In questo nostro Santuario, che raduna molte espressioni della vita umana  e le varietà dei bisogni umani, Maria ci insegna a non essere sordi, a non chiuderci per paura dentro il tempio, ma ad aprirci al discernimento evangelico sotto l’azione dello Spirito Santo. La mobilità umana, l’interdipendenza tra i popoli, la compresenza di culture e di fedi differenti ci invita a maturare il passaggio da una visione geografia della missione e dell’evangelizzazione ad una visione relazionale e culturale. Il dialogo sotto lo sguardo della Parola, nel confronto con la tradizione della Chiesa madre di Gerusalemme insegna a noi che il Vangelo non può essere imprigionata da espressioni culturali, da strutture di potere, dalla costruzione di sistemi che manipolano la coscienza del singolo individuo».

«Maria, insegnaci ad abitare la città - concludeva Mons. Gian Franco Saba- e a compiere un esodo di apertura a Dio e all’altro per introdurre aria nuova, logiche nuove. [...] Non si tratta di preservare strutture monumentali della fede, quanto piuttosto di lasciarci rinverdire, rinvigorire dallo Spirito Santo, per conoscere con Lui la profondità del Mistero di Dio e dell’uomo che si incontrano, senza confusione né separazione, già nel grembo benedetto di Maria. È un camminare per dare vita, come il Cristo di Dio, dalla Pasqua e verso la Pentecoste, per trasmettere linfa, per uscire dal torpore, per accogliere ed esercitare la “consolazione” di un Dio che ha posto la sua dimora in noi e abita le nostre esistenze».

A conclusione del lungo e affollato corteo processionale, all'interno del Santuario, l'Arcivescovo Saba e il Sindaco di Sassari Nicola Sanna hanno pronunciato la formula dello scioglimento del Voto e l'Atto di affidamento davanti a numerosi presbiteri della Diocesi, il Presidente del Consiglio Regionale Michele Pais, il Prefetto di Sassari Marialuisa D'Alessandro, l'Assessore Manuela Palitta, il Vicequestore Luca Franchi ed il Comandante della Polizia municipale Alberto Giovanni Serra e alle centinaia di fedeli della Città e del territorio.

Segui il link e guarda il servizio del Tg di Videolina (28 maggio2019 - ore 14.00)

Un mese mariano fatto di gesti salvifici reciproci

Un mese mariano fatto di gesti salvifici reciproci

Dall'omelia di Mons. Gian Franco Saba, pronunciata durante la Messa di inizio del mese mariano nel Santuario di Santa Maria delle Grazie in Sassari, mercoledì 1 maggio 2019.

«Siamo qui ai piedi di Maria, per ricorrere con fede a Dio insieme con Lei, per incontrare Dio, per lasciarci accompagnare dalla Sua mano verso Cristo, Colui che celebriamo ancora in questo tempo, anche liturgico, come il Risorto. L'appuntamento che oggi si rinnova non è semplicemente un appuntamento da calendario, ma un impegno di vita, è un impegno soggettivo e anche ecclesiale. È questa la ragione della presidenza eucaristica del Vescovo. La Parola di Gesù che abbiamo ascoltato presenta in modo ricorrente alcune espressioni [...] intervallate da una preghiera che abbiamo rivolto al Signore: "il povero grida e il Signore lo Ascolta" [...] Queste parole sono anche per noi. Gesù le rivolge a noi e ce le fa riascoltare attraverso Maria, colei che veramente è divenuta discepola perfetta della Parola di Gesù: ha avuto un cuore povero, docile, disponibile ad ascoltarlo [...] È Colei per mezzo della quale abbiamo ricevuto non solo tante grazie, ma la Grazia per eccellenza che è Gesù, il Verbo di Dio fatto carne, il Cristo l'unto di Dio [...] Tanti bisogni di fame vengono presentati ed espressi da tutti noi e da tante persone davanti a questa effige, a questa immagine, a questa statua. Quali sentimenti ci suscita questa parola di Dio? L’atteggiamento della fiducia: possiamo avere fiducia in Dio, quella stessa fede e quella fiducia che sperimentarono i discepoli quando furono messi in carcere [...] Fecero un’esperienza di resurrezione, passando dalla notte alla luce; l’esperienza che quella Parola di Dio per la quale si spendevano, che annunciavano e che stava creando loro anche difficoltà, fatiche, problemi tanto gravi da condurli persino in carcere […] Il Signore vuole suscitare anche in noi, attraverso Maria, l’impegno di ridiventare sempre più apostoli di Cristo senza timore e senza paura di fronte alle prove e alle difficoltà che l’apostolato comporta mettendoci a disposizione totale del Signore.

E poi il Vangelo: è in questo dialogo con Nicodemo che Gesù annuncia ancora che Egli non è venuto per condannare, ma per salvare. Noi veneriamo Maria, chiediamo a Lei, Madre della Grazia divina, proprio questa grazia: di sentirci figli non condannati ma amati; anche la grazia di imparare a non condannare, di ripulire il nostro cuore da tutte quelle forme sottili mediante le quali possiamo condannare il nostro prossimo. Questa è la via della conversione [...] Forse durante il mese di Maggio, possiamo chiedere questo: che il Signore renda il nostro cuore più puro, renda la nostra chiesa più limpida e pura perché possa passare dalla dimensione, dalla psicologia, dall’attitudine della condanna, alla psicologia e all’attitudine di essere invece capaci di gesti salvifici gli uni nei confronti degli altri».

Pin It on Pinterest