Custodire i più fragili: a Sassari un “patto educativo” tra comunità e digitale

Custodire i più fragili: a Sassari un “patto educativo” tra comunità e digitale

Giovedì 5 marzo, nella Sala Conferenze ERSU di Sassari, si è svolto il convegno “Custodire i più fragili. La tutela dei minori tra responsabilità educativa e prevenzione dei rischi. Rete sociale e rete digitale”, don Fortunato Di Noto , fondatore dell’associazione Meter e l’avv. Maria Suma hanno approfondito il tema della prevenzione e dei pericoli presenti nella rete e l’impegno della chiesa anche sul territorio in merito. È emersa con forza l’urgenza di una vigilanza educativa capace di accompagnare i minori anche nel mondo digitale, dove fenomeni come l’adescamento, la diffusione di materiale pedopornografico e le manipolazioni tramite intelligenza artificiale rappresentano nuove frontiere dell’abuso.

Il convegno ha sottolineato fin dall’inizio come la tutela dei più piccoli non sia una questione di settore, ma una responsabilità condivisa tra famiglie, comunità educative e ambienti online.

Nei saluti istituzionali, mons. Antonio Tamponi, l’assessora comunale Laura Careddu e l’avv. Valeria Aresti hanno richiamato la necessità di superare l’indifferenza e costruire una corresponsabilità concreta per affrontare rischi sempre più complessi.

Accanto alle due relazioni centrali, il convegno ha voluto dare voce al territorio attraverso alcune testimonianze autorevoli: l’avv.Selene Desole, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale dei minori di Sassari, la Polizia Postale attraverso l’isp. Michele Delogu e il suo team, la voce della scuola, con il prof. Gian Franco Strinna e la Garante per l’infanzia del Comune dott.ssa Maria Antonietta Muroni. Il messaggio che ritorna è netto: prevenzione significa arrivare prima, perché il “dopo” può diventare inferno, nella reputazione, nelle relazioni, nella psiche.l’importanza della prevenzione perciò richiama anche la collaborazione tra istituzioni.

l’immagine del “villaggio” educativo dice bene la necessità di una rete di adulti consapevoli, luoghi di ascolto e comunità capaci di accompagnare i più giovani anche nelle nuove sfide della cultura digitale. 

Il convegno è stato promosso dal Servizio diocesano per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili dell’Arcidiocesi di Sassari e dalla Fondazione Accademia – Casa di Popoli, Culture e Religioni.  L’incontro ha riunito Chiesa, istituzioni, scuola e professionisti del territorio per riflettere sulla protezione dei minori in un tempo segnato da una profonda emergenza educativa ulteriormente interpellata dalle nuove frontiere della comunicazione social e dall’intelligenza artificiale.

Dilexi Te: a Sassari la presentazione dell’Esortazione Apostolica di Papa Leone XIV

Dilexi Te: a Sassari la presentazione dell’Esortazione Apostolica di Papa Leone XIV

La Fondazione Accademia – Casa di Popoli, Culture e Religioni, in collaborazione con la Caritas diocesana e l'Arcidiocesi di Sassari, ha promosso la presentazione dell’esortazione apostolica Dilexi te di Papa Leone XIV, documento dedicato al tema dell’amore verso i poveri e alla responsabilità sociale della comunità cristiana.

L’incontro si è svolto mercoledì 4 marzo presso la Sala Mons. Isgrò, offrendo un’occasione di approfondimento e confronto su uno dei temi centrali del magistero della Chiesa: la carità come espressione concreta dell’amore di Dio e come dimensione fondamentale della vita ecclesiale.

Ad aprire la serata è stato il saluto di mons. Antonio Tamponi, amministratore diocesano, che ha sottolineato l’importanza del documento come recente dono del magistero pontificio e come richiamo alla continuità della tradizione della Chiesa nel porre i poveri al centro della propria missione pastorale.

La riflessione è stata affidata a due relatori di particolare competenza nel campo della dottrina sociale e dell’impegno ecclesiale nel sociale: il prof. Cristian Mendoza, docente di Dottrina sociale della Chiesa presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma, e il dott. Andrea Gollini, ricercatore in Social Work e direttore della Caritas diocesana di Reggio Emilia–Guastalla. A moderare l’incontro è stato Antonello Spanu, direttore della Caritas diocesana di Sassari.

Nel corso degli interventi è emerso come l’esortazione apostolica Dilexi te rappresenti un invito rivolto all’intera comunità cristiana a riscoprire il valore della prossimità e della solidarietà verso le persone più fragili. Il documento, infatti, non si limita a offrire una riflessione teologica, ma propone un orientamento pastorale capace di stimolare un rinnovato impegno della Chiesa nella promozione della dignità umana e nella cura delle nuove povertà.

La serata ha rappresentato un significativo momento di dialogo e approfondimento per operatori pastorali, volontari e cittadini, confermando l’importanza di creare occasioni di riflessione condivisa su temi che toccano da vicino la vita della comunità ecclesiale e il rapporto tra fede, carità e responsabilità sociale.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso culturale e formativo promosso dalla Fondazione Accademia, da sempre impegnata nel favorire spazi di incontro e confronto sui grandi temi della vita ecclesiale, culturale e sociale.

Il 13 marzo giornata di preghiera e digiuno per la pace

Il 13 marzo giornata di preghiera e digiuno per la pace

Carissimi fratelli e sorelle,

in questi giorni la comunità ecclesiale è chiamata a vivere con particolare intensità la responsabilità della preghiera e della solidarietà verso il mondo ferito dalla violenza. La Conferenza Episcopale Italiana ha invitato tutte le Chiese che sono in Italia a promuovere una giornata di preghiera e digiuno per la pace, da vivere venerdì 13 marzo, in comunione con l’appello del Santo Padre Papa Leone.

L’iniziativa nasce dalla profonda preoccupazione per l’escalation di violenza in Medio Oriente e per i numerosi conflitti che continuano a devastare varie regioni del mondo. Come ricordano i nostri Vescovi, il rischio è che l’umanità venga trascinata in una spirale di violenza sempre più ampia e distruttiva. Per questo la Chiesa invita i fedeli a rivolgersi con fiducia al Signore, Re della Pace, affinché sostenga gli sforzi di riconciliazione e apra vie di dialogo tra i popoli.

La guerra – lo sappiamo – non può mai essere la risposta alle tensioni tra i popoli. La logica della forza non può sostituire il paziente lavoro della diplomazia; il fragore delle armi non può spegnere il desiderio di dignità e di vita dei popoli; la paura e la minaccia non possono prevalere sul dialogo e sulla ricerca del bene comune. Il grido delle vittime dei conflitti – uomini, donne e bambini – giunge fino a noi e interpella la nostra coscienza cristiana.

Per questo motivo invito tutte le comunità della nostra Arcidiocesi – parrocchie, comunità religiose, associazioni, movimenti e gruppi ecclesiali – a unirsi a questa iniziativa di preghiera e di penitenza.

Desidero inoltre precisare che questa proposta non si sovrappone, ma si inserisce e completa spiritualmente il momento di preghiera e di riconciliazione già previsto nella nostra diocesi con l’esperienza delle “24 ore per il Signore”, che si svolgerà tra il 13 e il 14 marzo nelle diverse comunità. La giornata di digiuno e di intercessione per la pace potrà così trovare un naturale prolungamento nell’adorazione e nella preghiera penitenziale, rafforzando ulteriormente la dimensione ecclesiale e spirituale di questo tempo quaresimale.

In particolare, aderendo all’invito dei Vescovi italiani, chiedo che venerdì 13 marzo:

­- nelle parrocchie e nelle comunità si celebri la Santa Eucaristia con una particolare intenzione per la pace;

- ­dove possibile si promuova un momento comunitario di preghiera, come l’adorazione eucaristica o la Via Crucis;

- ­i fedeli siano invitati a vivere il digiuno e un gesto concreto di carità, offrendo quanto risparmiato per sostenere chi soffre a causa della guerra;

­- l’iniziativa trovi continuità spirituale nelle “24 ore per il Signore”, come tempo di adorazione, riconciliazione e supplica per il dono della pace.

La preghiera della Chiesa non è mai evasione dalla storia, ma forza spirituale che sostiene l’impegno per la giustizia, la riconciliazione e la pace. Chiediamo al Signore che si apra presto un cammino di pace stabile e duratura e che quanti sono colpiti dalla violenza – i feriti, i profughi, le famiglie nel lutto – possano trovare conforto nella solidarietà dei fratelli e nella speranza che viene da Dio.

Affido questa intenzione alla materna intercessione della Beata Vergine Maria, Regina della Pace, tanto venerata nella nostra Chiesa di Sassari, perché accompagni il cammino dei popoli verso la riconciliazione.

Vi ringrazio per l’attenzione e per la generosa partecipazione a questo momento di comunione ecclesiale e di supplica.

Con fraterno affetto nel Signore.

Sassari, 6 marzo 2026

Mons. Antonio Tamponi

Amministratore Diocesano

Sospensione celebrazioni per il pomeriggio di sabato 18 aprile 2026

Sospensione celebrazioni per il pomeriggio di sabato 18 aprile 2026

​La Chiesa di Dio che è in Sassari, rimasta per diversi mesi priva del suo Pastore, a seguito del trasferimento ad altra sede del suo titolare, l’Arcivescovo metropolita Mons. Gianfranco Saba, sabato 21 febbraio, per grazia di Dio e volontà della sede Apostolica, ha ricevuto l’annuncio della nomina del suo nuovo Vescovo, Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Francesco Antonio Soddu, finora vescovo di Terni - Narni e Amelia, trasferito dal Romano Pontefice Leone XIV alla sede metropolitana di Sassari.

L’Arcivescovo eletto Francesco assumerà ufficialmente la guida pastorale della Chiesa particolare a lui affidata, con l’atto giuridico della presa di possesso canonica, a norma del Canone 382 del CIC, che si svolgerà a Sassari, nel pomeriggio di sabato 18 aprile 2026, presso la Chiesa Cattedrale intitolata a San Nicola.

Al fine di esprimere anche visibilmente i profondi vincoli comunionali che legano il Vescovo ai membri del Popolo di Dio: i Cherici, i Religiosi e i Laici, si raccomanda la corale partecipazione; perciò si dispone che, nel pomeriggio di sabato 18 aprile 2026, entro i confini della Diocesi, in tutte le chiese: parrocchie, rettorie, cappellanie ed altre chiese, siano sospese tutte le Celebrazioni Eucaristiche, e che le eventuali celebrazioni di Battesimi, Matrimoni o altri sacramenti già programmati, siano spostate ad altra data o anticipate al mattino dello stesso giorno.

Eventuali deroghe a quanto disposto potranno eccezionalmente essere concesse dall’Amministratore diocesano.

Si invita la Comunità a pregare per il Vescovo eletto, ricordando che il suo nome non potrà essere inserito nel Canone della Messa, fino al giorno in cui avrà luogo la presa di possesso canonica.

La Verità come Cammino: L’Eredità di John Henry Newman

La Verità come Cammino: L’Eredità di John Henry Newman

L'incontro culturale tenutosi presso l'Università di Sassari ha gettato un ponte tra la filosofia dell'Ottocento e le sfide esistenziali del XXI secolo, rileggendo la figura di John Henry Newman non come un reperto storico, ma come una guida attuale per chiunque cerchi un senso nel caos della modernità. Attraverso le voci dei relatori, è emerso il ritratto di un uomo che ha saputo conciliare l'inquietudine della ragione con la fermezza della fede, indicando nella coscienza il terreno d'incontro tra l'umano e il divino.
Il percorso dell’incontro si è snodato a partire dalla riflessione d Don Fabio Vincenzo Nieddu, il quale ha posto l'accento sulla direzione dell'esistenza umana e sulla critica di Newman al liberalismo religioso, inteso come la tendenza moderna a considerare la religione una mera opinione soggettiva o un sentimento privato. Per il teologo inglese, la coscienza non è un'autorizzazione all'arbitrio o al "sentirsi bene", ma il luogo di un'obbedienza a una Verità oggettiva che ci precede; egli ha così superato la frattura tra fede e ragione descrivendo una "buona disposizione" del cuore che non nega l'intelletto, ma lo apre al riconoscimento di una luce superiore, la "Luce Gentile" che guida il passo anche nel buio del dubbio. Questo tema è stato approfondito dal prof. Giuseppe Pintus , che ha descritto la coscienza come un fatto empirico e relazionale, definendola, secondo la celebre intuizione di Newman, come l'eco di una voce esterna e imperativa. Questa voce non è un prodotto dell'Io, ma si manifesta attraverso i sentimenti di responsabilità, timore o pace che proviamo di fronte alle nostre azioni; proprio come un'eco rimanda a una sorgente sonora, la coscienza diventa per Newman la prova tangibile e sperimentale dell'esistenza di un Dio personale e Legislatore. In questa prospettiva, la religione si trasforma da dottrina astratta in una relazione vivente e psicologicamente reale, dove la fede agisce come un movimento della ragione che riconosce una verità esterna e oggettiva, rispondendo a un "Qualcuno" a cui dobbiamo rendere conto. Il Dottor Leandro Cossu ha infine collegato questa esperienza interiore al metodo della conoscenza concreta attraverso il senso illativo, ovvero quella facoltà della ragione che Newman contrappone alla logica formale e astratta: il senso illativo non procede per sillogismi matematici, ma per una convergenza di indizi, probabilità e segni sensibili che, presi singolarmente, sembrano fragili ma, intrecciati insieme, generano una certezza morale incrollabile. Newman dimostra così come l'empirismo non sia nemico della fede, poiché è proprio partendo dai dati della realtà e dai "fili" delle esperienze quotidiane che l'uomo, guidato dal senso illativo, giunge alla convinzione che la verità cristiana sia reale. La commistione tra fede e ragione avviene dunque nel riconoscimento che la ricerca della verità è un atto integrale della persona, la quale, partendo dal dato sensibile e ascoltando l'eco interiore, scopre che la Verità non è un teorema da dimostrare, ma una presenza da accogliere con coraggio e onestà intellettuale.

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