Festa del Beato Francesco Zirano

Festa del Beato Francesco Zirano

Sabato 29 gennaio, alle ore 18, si svolgeranno le concelebrazioni eucaristiche in occasione della Festa del Beato Francesco Zirano, dell'ordine dei frati minori convenutali. A Sassari, presso la chiesa di Santa Maria di Betlem, la Messa solenne sarà presieduta da Padre Giuseppe Piga con la concelebrazione dei parroci e presbiteri della Diocesi. In contemporanea, sempre alle 18, a Porto Torres si terrà la Celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Gian Franco Saba presso la Basilica dei Santi Martiri Turritani in occasione della visita pastorale. Per la celebrazione, è prevista la traslazione della reliquia del Beato e l’esposizione dell’icona utilizzata nel giorno della canonizzazione.

BIOGRAFIA. Francesco Zirano nacque a Sassari nel 1564 da modesta famiglia di agricoltori. A 16 anni emise la professione religiosa tra i Frati Minori Conventuali della sua città. Divenuto sacerdote nel 1586, si distinse per la carità fraterna. Nel 1590 il cugino Francesco Serra, pure francescano e diacono, fu fatto schiavo dai corsari di Algeri. Risultati vani due tentativi di liberarlo – una prima volta da parte dei genitori scambiando la sua libertà con quella di un moro schiavo a Sassari, una seconda volta da parte dei Padri Mercedari – padre Zirano inizialmente chiese e ottenne dal Pontefice Clemente VIII di poter questuare tra i fedeli i soldi necessari al riscatto, poi di recarsi personalmente a redimerlo al pari di altri cristiani.

Nella facoltà di questua concessa dal papa il 19 marzo 1599, è palesato anche l’intento prettamente missionario del Beato: oltre al voler restituire la libertà al cugino sottraendolo a tutti quei maltrattamenti che “i barbari infedeli” sono soliti infliggere “a persone religiose”, come si espresse il primo biografo nel 1605, egli “ricerca ansiosamente la sua libertà perché non corra alcun pericolo per la fede”. Finita positivamente la faticosa questua per il riscatto, padre Zirano giunse in Africa il 28 luglio 1602.

Purtroppo si trovò in una situazione imprevista, sfavorevole ai riscatti: la nave spagnola l’aveva portato infatti a un porto del regno di Cuco, il cui re, Sid Amar, s’era accordato da poco col sovrano di Spagna Filippo III, per conquistare la città di Algeri, interessato l’uno a scuotere il pesante tributo dovuto ai turchi e l’altro a stroncare definitivamente la morsa dei corsari algerini nei mari e terre cristiane. Il tentativo di riscattare il cugino, messo in atto un mese dopo, recandosi ad Algeri, fallì per l’indisponibilità del governo della città alle normali operazioni di ‘redenzione’. Il Beato comunque, il 27 agosto, dai dintorni di Algeri portò liberi quattro schiavi cristiani al regno di Cuco.

Dal settembre a fine dicembre 1602, a causa della guerra effettivamente scoppiata, egli poté liberamente operare tra i cristiani e i rinnegati del regno di Cuco, data la situazione di pace decretata da Sid Amar per i cristiani. Coinvoltosuo malgrado nella suddetta guerra, gli fu affidata la missione di annunciare al re di Spagna la notizia della vittoria riportata dal re Sid Amar. Il 1° gennaio 1603, mentre stava per imbarcarsi, il Beato fu tradito dai mori che l’accompagnavano e consegnato all’esercito di Algeri.

Fu incarcerato nel palazzo del pascià Solimàn, cristiano rinnegato nativo di Catania, che fissò per la sua liberazione una cifra favolosa (3000 ducati d’oro, eguale al prezzo di 17 schiavi). Ma i giannizzeri, veri protagonisti del Gran Consiglio della reggenza di Algeri, considerandolo una spia e perché aveva sottratto alla città quattro schiavi, ne fecero decretare la morte la mattina del 25 gennaio 1603.

Riprende il percorso per la formazione permanente dei laici

Riprende il percorso per la formazione permanente dei laici

Venerdì 28 gennaio, alle 19, nell’auditorium San Giovanni Paolo II riprende il percorso di formazione permanente dei laici. L'appuntamento formativo sarà guidato dal professor p. Emilio Gonzáles Magaña, docente presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma.

Gli incontri del percorso formativo intitolato “In ascolto dello Spirito per vivere da Discepoli Missionari, il cammino sinodale e la visita pastorale” sono rivolti alle aggregazioni laicali, educatori, animatori, catechisti, insegnanti di religione e studenti dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose. I successivi appuntamenti sono previsti per domenica 6 marzo e per venerdì 6 maggio, curati sempre da padre Magaña.

Fondazione Accademia, si rafforza l’offerta formativa

Fondazione Accademia, si rafforza l’offerta formativa

Nella mattinata di martedì 25 gennaio si è svolta presso l’Aula Capitolare della Basilica dei SS. Martiri Turritani di San Gavino a Porto Torres la conferenza di presentazione dell’offerta formativa per l’anno accademico in corso organizzata dalla Fondazione Accademia. L’avvocato Sergio Porcu, vicepresidente della Fondazione Accademia e moderatore dell’incontro di oggi, ha aperto la conferenza con i saluti iniziali. Il primo intervento è stato a cura di monsignor Gian Franco Saba, presidente della Fondazione Accademia e Arcivescovo metropolita di Sassari. L’arcivescovo ha spiegato i temi specifici del progetto, basato sulla promozione dell’azione culturale, citando il messaggio di papa Francesco pubblicato proprio dal Santo Padre nella lettera enciclica "Fratelli tutti" sulla fraternità e l’amicizia sociale: "Oggi esiste la convinzione che, oltre agli sviluppi scientifici specializzati, occorre la comunicazione tra discipline, dal momento che la realtà è una, benché possa essere accostata da diverse prospettive e con differenti metodologie. Non va trascurato il rischio che un progresso scientifico venga considerato l’unico approccio possibile per comprendere un aspetto della vita, della società e del mondo. Invece, un ricercatore che avanza fruttuosamente nella sua analisi ed è anche disposto a riconoscere altre dimensioni della realtà che indaga, grazie al lavoro di altre scienze e altri saperi si apre a conoscere la realtà in maniera più integra e piena".

“Questo è l’obiettivo del progetto Accademia, dei suoi corsi e del team scientifico che esso sta promuovendo” – le parole dell'Arcivescovo -. Che ha poi aggiunto: “I processi in atto sono azioni concrete di pastorale universitaria, metteranno a confronto studiosi, ricercatori e studenti anche con sensibilità diverse ma come un atelier, questo è il nostro concetto di Accademia, un concetto che parte dal ritrovarsi insieme. In questo senso, la nostra tradizione sarda della convivialità ci aiuterà di sicuro”.

Subito dopo è intervenuto il professor Gavino Mariotti, magnifico rettore Università degli Studi di Sassari: “L’Università di Sassari accoglie con grande entusiasmo l’iniziativa intrapresa dal Vescovo e dalla Fondazione Accademia. Trasferire la conoscenza diventa determinante: il supporto della Fondazione all’interno dei territori è un simbolo del forte sostegno di un’istituzione seria come quella del Vescovado. Noi, come università, siamo entusiasti e contenti di supportare questa iniziativa. È importante attivare una collaborazione con i nostri ricercatori, per mandare avanti di pari passo didattica e ricerca”. Ha poi continuato: “C’è bisogno di instaurare rapporti forti, è necessaria una sinergia. Il nord Sardegna si candida ad essere un catalizzatore di forze cattoliche pure, oneste e sane per progettare il futuro all’insegna della cultura e della ricerca”.

Dopo l’intervento del magnifico rettore sono intervenuti in ordine: Prof. Gavino Matteo Latte, direttore scientifico della Fondazione Accademia, che ha illustrato una panoramica dell’offerta formativa, don Giuseppe Faedda, assistente spirituale della Fondazione Accademia, che ha messo a fuoco alcuni punti importanti sul dialogo interculturale e interreligioso sottolineando come la collaborazione del clero con il mondo accademico possa avere delle ricadute positive nel tessuto diocesano. Antonello Canu, direttore operativo della Fondazione che si è occupato di illustrare ai giornalisti presenti le informazioni sulle strutture e su quella che a breve verrà inaugurata come nuova sede della Fondazione in via Porcellana a Sassari. I corsi di Alta formazione, finanziati dalla Regione Sardegna e con il contributo della Fondazione di Sardegna, sono interamente gratuiti e partiranno tutti in didattica a distanza data la situazione pandemica. Prima dell’intervento finale dell’architetto Mauro Quidacciolu, direttore dell’Ufficio diocesano per il patrimonio ecclesiastico e direttore scientifico del corso alta formazione in “Architettura dell’accoglienza, dell’incontro e della prossimità”, è intervenuta Suor Carmela Tornatore, direttrice dell’ufficio catechistico diocesano per presentare il corso LIS – lingua segni italiana e i corsi online sulla disabilità e le catechesi narrative”.

I corsi che saranno avviati sono i seguenti:

Corso di alta formazione in Architettura della prossimità, dell’incontro e dell’accoglienza. Direttori scientifici: Arch. Francesca Giani, Arch. Mauro Quidacciolu

Corso di alta formazione in Giornalismo e gestione dell’Ufficio stampa. Direttore scientifico: Dott. Michele Spanu

Corso di alta formazione in Gestione e amministrazione degli enti ecclesiastici. Direttore scientifico: prof. Andrea Perrone, CESEN – Università Cattolica. Coordinatore didattico: Dott. Giorgio Lamperti, CESEN – Università Cattolica. Responsabile corso: Rag. Gianluigi Puddinu.

Sul sito web della Fondazione Accademia sono disponibili tutte le informazioni relative ai singoli corsi e ai docenti di riferimento.

Fondazione Accademia, a Porto Torres la presentazione dei nuovi corsi

Fondazione Accademia, a Porto Torres la presentazione dei nuovi corsi

Martedì 25 gennaio alle ore 11 presso l'Aula Capitolare della Basilica dei SS. Martiri Turritani, Porto Torres, si svolgerà la conferenza stampa di presentazione dei corsi di alta formazione della Fondazione "Accademia. Casa di Popoli, Culture e Religioni". La presentazione dei corsi sarà a cura del Presidente della Fondazione Accademia, monsignor Gian Franco Saba. Interverrà anche il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Sassari, Prof. Gavino Mariotti.

L'evento sostituisce l'incontro con i giornalisti previsto nel programma della visita pastorale per lunedì 24 gennaio.

Per maggiori informazioni sui corsi attivati è possibile visitare il sito www.fondazioneaccademia.com

L’abbraccio della Chiesa di Sassari a monsignor Francesco Soddu

L’abbraccio della Chiesa di Sassari a monsignor Francesco Soddu

"La mia emozione è simile a quella del 5 gennaio, giorno della mia ordinazione episcopale, forse anche superiore". Con queste parole monsignor Francesco Soddu, Vescovo di Terni-Narni-Amelia ha salutato i sacerdoti e i fedeli presenti questa mattina nella cattedrale di San Nicola in occasione della sua prima solenne celebrazione a Sassari dopo la consacrazione episcopale.

All'inizio della liturgia l'Arcivescovo, monsignor Gian Franco Saba, ha rivolto un saluto a monsignor Soddu. "Oggi con rinnovata gioia siamo qui per manifestarti l'amicizia e l'abbraccio della tua amata Chiesa turritana, nella quale sei stato generato alla vita, alla fede, scelto e consacrato per l'esercizio del ministero sacerdotale. Ti porto l'abbraccio del presbiterio che hai servito anche in settori formativi per lunghi anni e credo di percepire la vicinanza di tanti fratelli e sorelle di questa Chiesa, in modo particolare i poveri e i sofferenti verso i quali hai offerto il tuo servizio come direttore della Caritas diocesana". Presenti alla celebrazione i Vescovi della Conferenza Episcopale Sarda, l'Arcivescovo emerito Paolo Atzei, l'abate di San Pietro di Sorres, Luigi Tiana, le autorità civili, accademiche e militari tra cui il prefetto Paola Dessì, il sindaco di Sassari Gian Vittorio Campus e il rettore dell'Università Gavino Mariotti. Particolarmente significativa la presenza di tanti fedeli che hanno conosciuto monsignor Soddu negli anni in cui è stato parroco della Cattedrale di San Nicola e direttore della Caritas Diocesana. Servizi che ha svolto con fedeltà e dedizione fino al 2012, anno in cui è stato chiamato a Roma per ricoprire l'incarico di direttore nazionale di Caritas italiana.

Nell'omelia monsignor Soddu ha ringraziato l'Arcivescovo per rivolgersi poi direttamente a tutti i fedeli. "Amici di Sassari - ha detto - in questo momento siamo uniti spiritualmente in questa liturgia. Un caro saluto e un grazie per essere oggi qui con me a rendere lode al Signore per il grande dono che Egli ha voluto fare, qualche giorno fa, alla Chiesa di Dio che è in Terni-Narni-Amelia con il conferimento della pienezza del sacerdozio ministeriale alla mia persona nell'esercizio del servizio episcopale presso quella porzione del popolo di Dio". Monsignor Soddu ha rivolto un particolare ringraziamento alla comunità del monastero di San Pietro di Sorres che lo ha accolto per qualche giorno di ritiro spirituale prima della sua ordinazione.

Al termine della celebrazione il sindaco di Sassari Gian Vittorio Campus ha preso la parola per un saluto. "Ringrazio e gioisco con tutta la città per questo momento di crescita per tutta la nostra comunità. Auguri - ha detto rivolgendosi a monsignor Soddu - perché la tua responsabilità sarà esattamente all'altezza di ciò che tu hai mostrato prima in questa Cattedrale e poi in tutte le funzioni a cui sei stata chiamato". Subito dopo, è stata letta una poesia composta per l'occasione da monsignor Pietro Meloni, Vescovo emerito di Nuoro.

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