La Comunità di Sant’Egidio festeggia 53 anni

La Comunità di Sant’Egidio festeggia 53 anni

Sabato 13 febbraio, preso la chiesa di Santa Caterina, la Comunità di Sant’Egidio ha festeggiato a Sassari il 53mo anniversario della sua nascita con una celebrazione presieduta dall'Arcivescovo Gian Franco.

La Comunità di Sant’Egidio nasce a Roma nel 1968 grazie a un piccolo gruppo di liceali ispirati dal fondatore Andrea Riccardi.  Dal cuore di Trastevere è partita un’avventura che ha portato la Comunità nelle periferie umane ed esistenziali dei diversi continenti, dall’impegno tra i poveri di ogni condizione (senza dimora, anziani soli, bambini di strada in Africa e in America Latina) fino ai programmi per la cura dell’Aids e la registrazione anagrafica in Africa, dal dialogo interreligioso secondo lo “spirito di Assisi”, al lavoro per la pace. Oggi è presente in 70 paesi di tutti i continenti, con oltre 60mila persone di tutte le età e condizioni sociali e guarda al futuro e all’impegno che l’attende in un mondo globalizzato ma sempre più privo di riferimenti.

A Sassari la Comunità di Sant’Egidio grazie al “Programma Viva gli Anziani” e a un protocollo d’intesa con il Comune di Sassari, è impegnata nel sostegno agli anziani fragili, ai poveri e agli ammalati. La Comunità inoltre, viene incontro alle situazioni di disagio delle famiglie di italiani e migranti che vivono principalmente nel centro storico, fornendo generi di prima necessità.

Una targa in memoria di Giovanni Palatucci

Una targa in memoria di Giovanni Palatucci

Martedì 9 febbraio sulla recinzione esterna della Questura di Sassari è stata scoperta una targa commemorativa in ricordo dell’ex-questore di Fiume, Giovanni Palatucci. La cerimonia si è svolta in forma strettamente privata, alla presenza dell'Arcivescovo Gian Franco Saba e delle massime autorità civili e militari del territorio. Hanno partecipato, inoltre, due studenti in rappresentanza della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Monte Rosello Basso di Sassari.

Palatucci era nato in provincia di Avellino ed è morto a soli 36 anni a Dachau, nel 1945. Era finito nel lager con l'accusa di «cospirazione e intelligenza con il nemico», anche se in realtà quale responsabile dell'ufficio stranieri della Questura di Fiume si era prodigato per sottrarre migliaia di ebrei alla deportazione. Per questo motivo nel settembre del 1990 è stato riconosciuto "giusto tra le nazioni" dal Memoriale Ebraico dell'Olocausto Yad-Vashem. Nel 1995 ha ottenuto anche una medaglia d'oro al merito civile, alla memoria, conferitagli dal Presidente della Repubblica Italiana. Attualmente è in corso la causa di beatificazione.

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