Con la celebrazione eucaristica di mercoledì 1 luglio, presieduta dall’Arcivescovo Francesco Antonio Soddu e concelebrata da tutti i sacerdoti che in diversi momenti hanno svolto il loro servizio ministeriale nella comunità parrocchiale di Carbonazzi, si è concluso il tempo giubilare che ha caratterizzato l’anno pastorale della Parrocchia di Cristo Redentore.
Iniziato il 25 novembre 2025, anniversario dei 30anni delle Dedicazione della chiesa, questo tempo di grazia ha sollecitato la comunità parrocchiale a fare memoria guardando la storia di questi anni con gli occhi del futuro, risvegliando in questo modo la dimensione profetica, dono del battesimo, che è risuonata nelle diverse tappe di riflessione, ascolto, preghiera, incontro e dialogo, vissute in questi sette mesi.
I due anniversari sono stati un invito a riconoscere la bellezza della comunità: i volti, le storie, i doni, le fragilità, facendo maturare sempre più la consapevolezza che una chiesa cresce non quando si riempie di iniziative, ma quando le persone si riconoscono parte dello stesso corpo e camminano insieme.
Terminato il percorso giubilare siamo invitati ora a riflettere sul nostro essere chiesa, sulla chiesa che faremo.
Sta cambiando la forma dell’essere cristiani, il modello di chiesa che abbiamo vissuto fino a oggi non è più adeguato ai tempi che viviamo. In questo cambiamento di epoca per comprendere e individuare la strada del cammino da fare, per avere la giusta luce è bene farsi interrogare dalla Parola, unica fonte che può animare e sostenere la fede.
Gesù ci invita a ritrovare lo stupore delle origini, la freschezza del Vangelo, la gioia di essere la sua casa. E questo ci porta alla domanda più concreta e forse più impegnativa: che cosa ce ne facciamo oggi della parrocchia? Perché esiste una parrocchia in un mondo che cambia così rapidamente? A che serve per chi ci ha preceduto, per noi che siamo qui oggi, e per quelli che non mettono piede in chiesa da anni?
La Parola di Dio ci offre la risposta, ed è una risposta semplice e profonda.

