Giubileo e giornata diocesana delle persone con disabilità

12 Dicembre 2025 | Giubileo 2025, News, primo piano

Nel pomeriggio di venerdì 12 dicembre la Cattedrale di San Nicola ha ospitato gli appuntamenti in occasione del giubileo e giornata diocesana delle persone con disabilità. Il pomeriggio è cominciato con l’accoglienza dei partecipanti, che hanno poi condiviso un momento dedicato alle testimonianze. Al termine, Don Eugenio Cavallo ha presieduto la Santa Messa.

Il messaggio di Mons. Antonio Tamponi, Amministratore Diocesano

 «Purtroppo una circostanza imprevista m’impedisce di vivere con voi questo momento giubilare, e celebrare con voi e per voi la Santa Messa.

Vi sono spiritualmente vicino e vi esprimo la mia piùsincera e fraterna stima; affido la presidenza della Celebrazione al carissimo e sempre disponibile Don Eugenio, responsabile di questa Chiesa Cattedrale.

Papa Francesco era solito dire “a me questa parola,disabilità, non piace tanto. Mi piace l’altra: abilità differenti. Voi non siete pesi, ma risorse, anzi, doni bellissimi di Dio, che come pietre vive, abbelliscono il Suo tempio Santo che è la Chiesa”.

Il titolo di questo evento giubilare della Speranza, indica un progetto di vita, di “cammini in sintonia”;rientra dunque in un progetto e in uno stile di inclusività, dove tutti hanno il diritto – dovere di partecipare alla vita sociale, civile ed ecclesiale. Nessuno, nella ricerca del bene comune, può essere escluso dal dovere di dare un proprio significativo contributo alla crescita della società, evidentemente senza trovare ostacoli, barriere o impedimenti.

Dobbiamo abbattere i muri, di qualsiasi natura essi siano. Dobbiamo piuttosto costruire strade e ponti, per procedere insieme nelle Vie del Signore e camminare speditamente incontro a Lui, secondo le consolanti parole del Profeta Isaia: “Ecco, ci sarà una strada appianata, un cammino, chiamato via santa, e su di essa cammineranno i redenti dal Signore”.

Papa Leone ha affermato che la fragilità è parte della meraviglia che noi siamo; non è qualcosa da nascondere o di cui vergognarsi, ma un luogo dove Dio sceglie di manifestare la sua forza e la sua tenerezza, come dice l’Apostolo Paolo: “Quando sono debole, è allora che sono forte”.

Accogliere la nostra fragilità significa riconoscere la nostra condizione creaturale: siamo creature amate, bisognose di grazia e di relazione.

È da questa consapevolezza che impariamo a vivere con più verità, accogliendo noi stessi e gli altri, con lo sguardo di Dio.

Vi auguro che quanto auspicato dal nostro amato Pontefice, possa davvero contribuire a realizzare quel progetto di Chiesa–Casa fraterna e accogliente, dove nessuno si sente escluso, perché la regola di vita è la Carità di Dio, dal quale imploro per tutti voi ogni benedizione».

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