L’Arcivescovo in visita alla Casa don Muntoni, dove convivono cristiani e musulmani

L’Arcivescovo in visita alla Casa don Muntoni, dove convivono cristiani e musulmani

Domenica 30 ottobre l'Arcivescovo Gian Franco Saba ha visitato la Casa Don Graziano Muntoni, “un’opera segno” dell’Arcidiocesi di Sassari, nata per ospitare chi è stato in carcere, per chi ha scontato la sua pena e ha bisogno di aiuto per cominciare la sua nuova vita. La comunità è aperta inoltre ai detenuti in permesso premio, detenzione domiciliare, arresti domiciliari, affidamento al servizio sociale, scarcerati e senza dimora che hanno necessità di organizzarsi per rientrare nelle loro sedi di origine. La direzione della struttura è affidata al cappellano del carcere Don Gaetano Galia, insieme a tre suore dell’Istituto delle Poverelle di Bergamo del Beato Luigi Palazzolo.

La visita dell’Arcivescovo è avvenuta nel giorno in cui la Chiesa ha ricordato nella liturgia della Parola la chiamata di Zaccheo, in un periodo di sensibilizzazione alla convivenza tra popoli, culture e religioni diverse. Dopo aver ringraziato Don Gaetano Galia, le suore dell’Istituto delle Poverelle di Bergamo del Beato Luigi Palazzolo e i volontari per il servizio che prestano nella struttura, rivolgendosi agli ospiti monsignor Saba ha detto: «Saluto ciascuno di voi, chiedendo di sentirvi chiamati per nome. Oggi ho scelto di venire da voi, che siete una comunità multietnica dove convivono cristiani e musulmani, per esprimervi come vescovo la paternità della presenza di Dio». Proseguendo l’Arcivescovo ha poi aggiunto: «La nostra comunità diocesana è impegnata nel percorso sulla “cura della persona”, che si muove pian piano, passo dopo passo. Si tratta infatti di creare una cultura sulla “cura della persona” per farci sentire appartenenti all’unica famiglia che papa Francesco chiama dei fratelli tutti. Proprio nei prossimi giorni papa Francesco andrà in Bahrein nel nome del dialogo, per incontrare i fratelli musulmani e cristiani. Il significato del viaggio del Papa è quello di invitare a far sì che all’interno della vita dei popoli, delle culture e delle religioni si sappia vivere la dimensione della pace, della comunità, della famiglia».
Commentando il brano evangelico del giorno, monsignor Saba si è soffermato sulla figura di Zaccheo mettendo in risalto quanto ha fatto Gesù e insieme la ricerca del pubblicano che cercava di vedere e di capire.

Nel concludere l’incontro, con la preghiera a Dio perché possa permettere a ciascuno di sentirsi accolto da lui, considerato che tra gli ospiti della Casa Don Muntoni ci sono diversi musulmani, l’Arcivescovo ha ricordato che «un bel testo coranico afferma che la vera pietà non consiste nei riti della preghiera ma nelle opere della fede, in particolare l’elemosina, la misericordia. “La vera pietà non sta nel volgere la faccia verso Oriente o verso Occidente; l’uomo pio è colui che crede in Dio e all’Ultimo Giorno, agli angeli, alla Scrittura e ai Profeti, e che dà i suoi beni, qualunque sia il suo attaccamento ad essi, ai parenti, agli organi, ai poveri, ai viaggiatori, ai mendicanti, agli schiavi da affrancare, che compie la preghiera e dà l’elemosina”». Dopo la celebrazione eucaristica, l’Arcivescovo si è trattenuto al pranzo che si è svolto nel parco attiguo alla casa dove c’è anche una fattoria didattica.

Ingresso di don Andrea Piras

Ingresso di don Andrea Piras

Lunedì 31 ottobre alle ore 18 l'Arcivescovo Gian Franco presiederà la celebrazione per l'ingresso di don Andrea Piras come nuovo parroco della comunità parrocchiale di San Vincenzo de' Paoli. L'intera Diocesi è invitata ad accompagnare con la preghiera questo appuntamento.

Porto Torres, la solennità dei Martiri tra memoria e missione

Porto Torres, la solennità dei Martiri tra memoria e missione

“Occorre una memoria storica che sia memoria viva. Capace di riferirsi alle sorgenti del proprio cammino per comprendere meglio la propria vita”. Così l’Arcivescovo Gian Franco Saba durante l’omelia nella Basilica di Porto Torres in occasione della solennità dei Martiri Turritani. La solenne celebrazione si è svolta ieri, martedì 25 ottobre, nel dies natalis, giorno che coincide con la decapitazione, avvenuta nel 303 d.C., dei santi Gavino, Proto e Gianuario. Presenti in prima fila le autorità civili e militari del territorio, tra cui il sindaco di Porto Torres Massimo Mulas.
“Avere una memoria viva – ha spiegato l’Arcivescovo – è un vero esercizio che consiste nel ritornare alla fonte. Un esercizio che stiamo vivendo nel cammino sinodale, nella visita pastorale, nelle diverse azioni si stano sviluppando, passo dopo passo, nel vicariato urbano di Porto Torres all’interno della comunità ecclesiale e in dialogo con le istituzioni civili. Si tratta di un percorso che tocca il tessuto sociale logorato di un territorio provato dalla povertà, da forme di disagio, da certe forme di dimenticanza che non hanno sempre promosso il bene di questa realtà. Questo stesso territorio può e deve essere oggetto di un’azione. Un'azione che sia allo stesso tempo evangelizzatrice e civilizzatrice, voce coraggiosa di fronte a sistemi di potere che pensano più alla parte che al tutto”.
La liturgia che ha avuto come concelebranti il Vescovo di Alghero-Bosa, Mauro Maria Morfino e il Vescovo di Srikakulam, in India, monsignor Vijay Rayarala, è stata voluta anche come atto di ringraziamento per il dono del Concilio ecumenico Vaticano II in occasione del 60° anniversario del suo inizio, l’11 ottobre 1962. E’ stato lo stesso Arcivescovo a spiegare le ragioni di questa scelta. “La solennità odierna presenta una profonda connessione con le ragioni spirituali e pastorali che ispirarono a San Giovanni XXIII la convocazione di un Concilio. Desidero così alla luce della testimonianza dei martiri invitare ciascuno di noi a porre lo sguardo sulla memoria e sulla missione. E’ quello che stiamo facendo con il cammino sinodale e anche accompagnando questo processo con la visita pastorale che qui a Porto Torres abbiamo concluso alcuni mesi fa”.
“Anche la nostra Chiesa turritana – ha detto ancora monsignor Saba citando papa Francesco - è chiamata a interrogarsi su se stessa, cercando di evitare i due rischi: il progressismo che si accoda al mondo, il tradizionalismo – o l’ “indietrismo” – che rimpiange un mondo passato”. Al termine della celebrazione il Vescovo, accompagnato dagli altri Vescovi e dai sacerdoti, si è recato nelle cripta per un momento di meditazione e di preghiera.

Riprende da Stintino la visita pastorale dell’Arcivescovo

Riprende da Stintino la visita pastorale dell’Arcivescovo

La visita pastorale dell’Arcivescovo Gian Franco riparte dalla Nurra. Le comunità che dal prossimo 26 ottobre lo accoglieranno saranno quelle di Campanedda, Palmadula, Stintino e Tottubella. Il viaggio nelle comunità dell’Arcidiocesi di Sassari riparte dai pilastri che hanno accompagnato il cammino sinodale: soglia e focolare. Il dialogo e l’incontro saranno la chiave per risvegliare l’attenzione nelle relazioni interpersonali e sociali e recuperare la dinamica di una Chiesa-casa dove abitano discepoli missionari. Una vera e propria esperienza di grazia per incoraggiare la cultura dell’incontro, promuovere la conversione pastorale, contribuire a ritessere la rete di relazioni tra le parrocchie e le altre espressioni di vita ecclesiale, favorire il dialogo della Chiesa nel più ampio contesto sociale con un unico grande obiettivo: attivare processi di sinodalità nei diversi ambiti delle esperienze pastorali proseguendo il cammino intrapreso per dare un volto locale alle sollecitazioni affidate alle Chiese particolari, per promuovere l’evangelizzazione secondo lo stile indicato da papa Francesco nell’Evangelii Gaudium.

Il programma. La visita pastorale della Nurra comincerà mercoledì 26 ottobre quando, alle 17.30, l’Arcivescovo verrà accolto a Stintino dove alle ore 18 si terrà la celebrazione eucaristica iniziale. Il giorno seguente, sempre a Stintino, alle ore 10 visiterà ragazzi e docenti delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Venerdì 28 ottobre alle ore 16 sarà l’amministrazione comunale, nell’aula consiliare di Stintino, a ricevere la visita del Vescovo che nel pomeriggio incontrerà poi le parrocchie della Nurra in un momento culturale promosso dalla Fondazione "Accademia. Casa di Popoli, Culture e Religioni". Sabato 29 ottobre, al mattino, Gian Franco Saba incontrerà una rappresentanza del mondo del lavoro della Nurra. Nel pomeriggio, ragazzi e ragazze di Stintino riceveranno il sacramento della Cresima alle ore 17. Domenica 30 ottobre alle ore 11 si terrà la celebrazione eucaristica con la comunità di Stintino. Il primo appuntamento del mese di novembre si terrà giovedì 3 con la celebrazione eucaristica, presieduta dall’Arcivescovo alle 17.30 a Palmadula, alla quale seguirà l’incontro con tutta la comunità parrocchiale. La mattina del 4 novembre, a partire dalle ore 10, la visita pastorale proseguirà a Palmadula nella scuola primaria e secondaria di primo grado mentre il giorno seguente ad ospitare Gian Franco Saba saranno le borgate de La Pedraia, Biancareddu, Argentiera e Canaglia dove nel pomeriggio verrà celebrata messa.

Domenica 6 novembre, dopo le cresime a Palmadula al mattino, l’Arcivescovo celebrerà messa nel
pomeriggio e incontrerà la comunità parrocchiale di Campanedda che, nei giorni successivi, sarà ancora
protagonista della visita pastorale: in programma l’incontro con la municipalità e con gli operatori pastorali delle quattro comunità. Mercoledì 9 novembre, dopo la visita alle scuole dell’infanzia e primaria, alle 17 si terrà la celebrazione eucaristica con visita dell’Arcivescovo nella comunità locale “La Corte” per un dialogo con i fedeli. A seguire è in programma un incontro con il mondo dell’agricoltura e della pastorizia impegnato nella Nurra. Il 10 novembre doppio appuntamento a Campanedda: al mattino incontro con la comunità mentre nel pomeriggio sarà il mondo dello sport a salutare l’arrivo di Gian Franco Saba.

Gli ultimi gli incontri di visita pastorale nella Nurra, in programma dal 13 fino al 19 novembre, saranno
quelli previsti a Tottubella. Il vescovo, dopo la celebrazione di apertura, durante l’ultima settimana
incontrerà fedeli, collaboratori parrocchiali, comitati delle feste e operatori sociali. Momenti di preghiera
collettivi sono previsti alla Cappella di Zirra, dove si terrà la recita del Rosario. Non mancherà la visita nella borgata di Bachileddu nella quale è prevista anche la celebrazione eucaristica. Sabato 19 novembre, alle 17, la parrocchia di Campanedda ospiterà la Santa Messa che segnerà la chiusura della Visita Pastorale nella Nurra.

Solennità dei Martiri Turritani  e commemorazione apertura del Concilio Vaticano II

Solennità dei Martiri Turritani e commemorazione apertura del Concilio Vaticano II

Martedì 25 ottobre si rinnovano le celebrazioni dedicati ai Martiri Turritani, patroni dell'Arcidiocesi, in occasione del dies natalis, giorno che coincide con la decapitazione, avvenuta nel 303 d.C., dei santi Gavino, Proto e Gianuario nella scogliera di Balai Lontano. Alle ore 9.30 nella chiesa di San Gavino Decollato (Balai Lontano) si svolgerà la celebrazione eucaristica. Alle ore 18 avrà inizio il solenne pontificale presieduto dall'Arcivescovo Gian Franco nella Basilica dei Santi Martiri. La celebrazione sarà anche occasione per ricordare il 60° anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II (Roma, 11 ottobre 1962).

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