Ufficio Comunicazioni Sociali - don Michele MURGIA
Il capitolo tredicesimo apre la seconda parte del Vangelo di Giovanni ed inizia un lungo ed intenso racconto degli ultimi insegnamenti di Gesù. È questo il punto da cui la Quinta domenica di Pasqua ci chiede di ricordare le Sue parole, dopo aver celebrato i giorni della Risurrezione nella luce nuova che illumina quel discorso: non possiamo leggerlo come se non sapessimo o interrogarci come se le domande dei discepoli fossero uguali alle nostre. Noi sappiamo già: «via, verità e vita» non sono un indovinello, ma il terreno su cui si verifica la vita che conduciamo, la verità che cerchiamo e la via che abbiamo intrapreso, mentre il Risorto affianca verso Emmaus i fuggitivi «stolti e lenti di cuore» ed invia a Gerusalemme chi ha un cuore che arde per la sua Parola. «Chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste». È la fase-2 della Pasqua, estesa dal Risorto ai risorti, dall’Inviato agli inviati, dal Figlio ai figli. Opere «…più grandi di queste» è la frase che rivela un Gesù che per primo si fida di noi e un Dio che pone in noi le sue migliori aspettative. Già dal racconto dell’incredulo Tommaso, dopo la Pasqua, il Signore ci aveva parlato: «beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Ora è il momento di dimostrare che aveva ragione.
Mons. Gian Franco Saba, Arcivescovo metropolita di Sassari, e il Presbiterio Turritano, volendo esprimere le più sentite condoglianze a tutti i familiari e ai fedeli che in lui hanno trovato una guida e un maestro, in fraterna comunione di preghiera affidano all'amore di Dio, Padre delle Misericordie
mons. Antonio VIRDIS
Le esequie presiedute da Mons. Arcivescovo saranno celebrate martedì 5 maggio alle ore 11.00 nella Cattedrale di San Nicola in Sassari.
A causa delle restrizioni dovute all'attuale emergenza sanitaria e in ottemperanza alle direttive generali, come stabilito dall'Arcivescovo, parteciperanno alla celebrazione alcuni familiari e una rappresentanza del Capitolo Turritano (per un totale di 15 presenti). Rendiamo quindi disponibile online il video della celebrazione per quanti non potranno prendere parte alla Messa esequiale.
Dopo il grande impegno nella distribuzione di quanto necessario per la sopravvivenza per tutti coloro che non hanno ricevuto i sussidi comunali e regionali in questo tempo di emergenza sanitaria, è tempo di farsi prossimi con l’ascolto e l’attenzione alle persone e alle storie che il coronavirus ha travolto.
E’ tempo di orientare tutte le risorse verso le persone, soggetto centrale di ogni azione caritatevole, superando la logica del dare ma riaffermando la logica della cultura del dono che è soprattutto stare a fianco all’altro. È tempo di riattivare profonde relazioni capaci di rendere protagonisti della propria dignità chi vive nel disagio, di ricucire quegli strappi sociali che stanno causando sofferenze all’interno della comunità che deve dare vigore a tutte le proprie energie per includere e promuovere ogni suo componente, restituendo a ciascuno il diritto ad essere uguale tra uguali, in una convivialità delle differenze e delle diversità nella solidarietà. È tempo di ascoltare e accompagnare in un cammino di rinnovamento personale, culturale, sociale, religioso, umano, uomini e donne, famiglie e comunità che hanno perso la prospettiva del futuro.
In questo tempo, in cui le tante presenze ferite stanno richiamando tutti e ciascuno ad una responsabilità capace di scegliere per il bene comune, la Caritas diocesana sta attivando tutte le forme di prossimità possibili per il sostegno fraterno di chi vive nel bisogno, comprendendo, amando e comunicando le vecchie e nuove povertà per animare alla compartecipazione, alla convivialità, alla cura dell’altro, attraverso il discernimento che fa vedere i bisogni quotidiani e provoca scelte consone a questi stessi bisogni.