Dall'esperienza maturata nello scorso anno nasceva l'idea di trovare una risorsa che potesse permettere a tutti i fedeli della diocesi di essere sempre informati e di partecipare agli sviluppi del percorso pastorale: gli appuntamenti in programma, i contenuti del rinnovamento in atto... che sfruttasse un canale unico e non dispersivo su cui fare affidamento in modo agile, semplice, accessibile a tutti. Ormai non c'è persona che non abbia sempre con sé uno smartphone e quindi è stato naturale pensare di coniugare l'uso del telefonino con le possibilità pastorali emerse dall'analisi di alcune difficoltà e limiti. Ecco l'idea: un'applicazione che con un trillo segnali ogni giorno il quando, dove, chi, come e perché la nostra Chiesa vive.
Non serviva una semplice agenda, né riproporre con tecnologie costose i contenuti di un altro sito web, ecco anche perché abbiamo scelto il nome Kaire: è un saluto, un invito, un richiamo a partecipare alla "gioia del Vangelo" che non chiede altro se non una risposta veloce e familiare. Le sue funzionalità sono poche e molto semplici: è più facile imparare ad usarle che descriverle qui! Ecco quindi l'invito, espresso durante l'Assemblea ecclesiale, a scaricare gratuitamente l'APP diocesana dallo store del proprio smartphone, seguendo uno dei link seguenti:
Anche per noi che l'abbiamo progettata, questa è una strada completamente nuova, quindi ogni suggerimento o richiesta di chiarimenti sarà accolta con favore e gratitudine dall'équipe dell'Ufficio Comunicazioni alla mail ucss@arcidiocesisassari.it
Ufficio Comunicazioni Sociali - don Michele MURGIA
Concentrati su se stessi e mai preoccupati per gli altri: sono i farisei di ieri e di oggi, che usano il sentimento e gli apparati religiosi per ricercare esclusivamente la propria realizzazione, la propria salvezza, la propria visione di perfezione davanti a un dio costruito ad hoc. Nel loro fantasioso mondo interiore costruiscono camere a tenuta stagna in cui Lazzaro non può entrare -e nemmeno Dio!-, in cui nessuna variante alla loro visione può essere accolta… e poco importa se quelle gabbie dell’anima siano dorate o fatte di fango: purtroppo egoismo e arroganza possono essere caratteri dominanti anche dell’uomo più indigente. Ad aggiungere tensione al racconto del Vangelo domenicale, contribuisce una conclusione che decreta l’impossibilità del rimedio: la vita di Lazzaro, con le sue disgrazie prima e con il premio eterno dopo, è l’espressione definitiva di un giudizio che alimenta senza fine il tormento dell’epulone; mentre la ricchezza isolante del secondo è l’origine mai valutata e risolta dei tormenti (ormai finiti) di Lazzaro. Negli inferi il ricco continua il proprio isolamento come una condanna che la Legge e i Profeti non sono riusciti a evitargli e, di fronte alle sue richieste tardive, l’unica constatazione possibile è che per chi pensa solo a sé la Resurrezione è inutile… “non c’è Cristo che tenga”!
Il Teatro Verdi non è stato sufficiente a contenere l’afflusso dei partecipanti all’appuntamento assembleare di venerdì 27 settembre: ben oltre 700 i partecipanti alla convocazione che Mons. Saba ha indirizzato ai fedeli dell’Arcidiocesi di Sassari, ai rappresentanti della società civile, ai membri delle altre Comunità religiose e a quanti sono espressione della multietnicità e multiculturalità che oggi concorrono ad esprimere l’identità del territorio.
Il dott. Mario Oppes, Direttore del Pronto Soccorso AOU di Sassari, ha rivolto il primo saluto e introdotto il prof. Marco Impagliazzo, Presidente della Comunità di Sant’Egidio, verso l’apertura della riflessione comune: «La Chiesa è etimologicamente “assemblea”, convocazione e incontro. Questa realtà di Dio e del suo popolo non vive nell’astrazione, nella virtualità, nella sottrazione della fisicità, ma sempre esiste nella realtà dell’altro-con-me, e del Dio-con-noi». Un esordio che si è sviluppato nella descrizione degli attuali mali della modernità, descritti nell’individualismo, nell’incapacità dell’ascolto, nella fuga dal reale e rifugio nella virtualità. Il cambiamento, il rinnovamento che l’oggi richiede alla Chiesa, ma in definitiva a tutto il contesto umano, riguarda la presa di coscienza della «fame di cuore» che un’umanità ancora possibile richiama al centro del nostro tempo.
In perfetta continuità dunque l’intervento dell’Arcivescovo Gian Franco: «Già Paolo VI denunciava come il fuggire dagli altri verso un comodo privato o un circolo ristretto di intimi provochi un isolamento che non è mai espressione di fedeltà a Dio. Il nostro stare insieme è un mezzo pedagogico eccellente con cui inauguriamo il percorso pastorale del nuovo anno, consapevoli in primo luogo che la Chiesa di Sassari soffre per aver perso i luoghi in cui in passato lo stile dell’incontro si manifestava ed esprimeva il suo volto migliore: un patrimonio -anche materiale- che oggi ci interroga sui giovani, sul frutto dell’amore di chi ha donato i suoi beni e per cui dovremmo rendere conto a Dio dello stato di abbandono».
Mons. Saba è partito dalla fragilità con cui oggi si esprime il senso di comunità, guidando la riflessione verso l’esortazione a corrispondere quanto prima al bisogno di vivere l’integrazione come cura per tutte le realtà umane, ecclesiali, culturali, sociali, economiche. «Le parole di Jacques Maritain -continuava l'arcivescovo turritano- indicano l’educazione dell’uomo come via di un vero e profondo risveglio umano. Così anche Papa Francesco, nell’Evangelii Gaudium, trasversalmente ci invita a rieducarci ad un nuovo modo di vivere la vita-fede-chiesa, dove per novità si intende “ritornare alle sorgenti”».
Per questo appare chiaro che il nuovo Anno pastorale si configurerà come un processo di valorizzazione di tutte le strutture e le risorse diocesane per «riportare la mente nel cuore, lontano dai pericoli di uno gnosticismo in incognito o di un pelagianesimo fatto di autoreferenzialità. Educare significa generare! È una sfida a cui non ci possiamo sottrarre e che non può prescindere dalle differenze per rinchiuderci nella comodità, nella pigrizia, da spettatori di una sterile stagnazione».
In conclusione, Mons. Saba annuncia ed esorta: «Stiamo investendo e continueremo a investire tanto nella formazione, perché la cura della persona è l’unico vero risveglio umano. Creiamo luoghi di crescita perché è urgente servire l’uomo in nome di Dio e preparare le persone per comprendere, impegnarsi e modellare questo mondo che cambia».
Guarda il video dell'Assemblea Ecclesiale Diocesana al Teatro Verdi
Guarda il video della concelebrazione in Cattedrale
In occasione del Mese missionario straordinario indetto da Papa Francesco, l’Ufficio Missionario della nostra Diocesi organizza una festa per i ragazzi. L’invito è rivolto ai bambini e ragazzi dai 7 ai 10 anni per l’evento che si svolgerà sabato 12 ottobre 2019 con appuntamento alle ore 15.00, nei Locali dell’ex Mercato Civico di Viale Umberto in Sassari, dove verranno svolte attività di sensibilizzazione missionaria adatte a loro. Con il frutto di questo lavoro comune, i bambini/ragazzi andranno in Piazza d'Italia, dove potranno comunicare il messaggio che è maturato e condividere con tutti il frutto del pomeriggio.
INDICAZIONI PRATICHE: ogni bambino porterà il suo zainetto contenente una piccola merenda, l’acqua ed un astuccio con forbici, colla e colori.
ISCRIZIONI: Per motivi organizzativi sarà necessario inviare le adesioni possibilmente entro il 2 ottobre indicando la parrocchia di provenienza, il numero dei ragazzi per gruppo e se parteciperanno ragazzi con disabilità, la fascia di età e il numero degli accompagnatori. Le adesioni andranno inviate all'indirizzo missioni@arcidiocesisassari.it o comunicate all’Ufficio catechistico.
Per informazioni si può contattare il numero 3473121917