“L’educatore persona umanamente matura”


Sabato 14 gennaio 2017, alle ore 16 nella Sala Mons. Isgrò, si terrà il primo incontro della Scuola per catechisti-educatori-animatori 2016/17, Tema dell'incontro: "L'educatore persona umanamente matura". E' molto importante la partecipazione.
 
Scuola catechisti-educatori-animatori 2016/17

Scuola catechisti-educatori-animatori 2016/17


Anche quest'anno si farà l'esperienza della scuola per catechisti-educatori-animatori. Lo scopo è quello di preparare educatori pronti a rilanciare la dimensione del gruppo nell'attività delle parrocchie, facendo passare in secondo piano l'aspetto meramente scolastico, oggi dimostratosi abbondantemente inefficace. La scuola ha un carattere formativo sia sul piano della maturità spirituale e umana dei partecipanti (saper essere), come su quello pratico e operativo (saper fare). Nella locandina  il dettaglio delle proposte, delle date e dei luoghi degli incontri.
IL PRIMO INCONTRO SI TERRA' SABATO 14 GENNAIO 2016 DALLE ORE 16 ALLE ORE 18 PRESSO I LOCALI DELLA CURIA DIOCESANA DI SASSARI SALA "SALVATORE  ISGRÒ" .
TEMA DELL'INCONTRO: "L'EDUCATORE PERSONA UMANAMENTE MATURA"
 

La nuova sede dell’Archivio Storico Diocesano


L’Archivio Storico Diocesano nasce il 21 giugno del 1984 per volontà di Mons. Salvatore Isgrò, Arcivescovo della chiesa turritana. L’Archivio è il risultato delle aggregazioni di quattro importanti fondi che esistevano alla data della sua istituzione in luoghi diversi: l’arcivescovile, il capitolare, i Quinque Libri delle parrocchie storiche della diocesi (sino a tutto il 1800), il tribunale ecclesiastico. Tramite la microfilmatura e la digitalizzazione degli originali, i documenti possono essere consultati nelle apposite sale di studio, ricavate nei locali dell’edificio del Collegium Mazzotti, in Piazza Duomo, il cui progetto di ristrutturazione ha seguito tutte le leggi di tecnica archivistica e le norme di sicurezza specificamente previste.  Ai costi di ristrutturazione ha contribuito La Fondazione di Sardegna. L’Archivio contiene anche 1.107 volumi manoscritti di varia dimensione e spessore, appartenenti a 33 parrocchie storiche della diocesi, tutti opportunamente fotografati per un totale di 167.527 fotogrammi, 52.976 dei quali riguardano le prime cinque parrocchie di Sassari. Numerose le richieste, regolarmente soddisfatte, di ricerche che provengono da diverse parti dei continenti, così come le attività di studio quotidiane. In questi trent’anni di attività sono stati svolti specifici studi sul materiale documentario dell’Archivio da parte del Direttore Mons. Giancarlo Zichi, tutti pubblicati.
 

Il restauro delle chiese romaniche


Avviati i progetti di restauro statico-archittetonico per undici chiese della diocesi di interesse storico-artistico e culturale, inserite in un più ampio progetto regionale che interessa circa cento chiese romaniche dell'isola. Maggiori dettagli sui progettti: Sardegna in 100 chiese Mille feste in un'isola di Santi sono stati illustrati ai sindaci e agli amministratori dei comuni appartenenti al Coros e al Meilogu da Mons Giancarlo Zichi, Direttore dell'Ufficio Beni culturali ede ecclesiastici della diocesi. I progetti sono cofinanziati da Regione Sardegna e dalle Diocesi sarde
 
Libertà, da più di cent’anni una storia in itinere

Libertà, da più di cent’anni una storia in itinere


Anche durante le vacanze di Natale è possibile prenotare e acquistare il libro di Giuseppe Zichi che racconta la storia più che centenaria del giornale diocesano, presso la redazione di Libertà in largo Seminario 1/a, dal Lunedì al Venerdì, dalle 10 alle 12. È possibile concordare un appuntamento chiamando, in orario ufficio, il 3488364612.
Il giornale nasce nel lontano 1910 grazie all’impegno del padre vincenziano Giovanni Battista Manzella, come risposta alle idee del socialismo e della massoneria che stavano trovando sempre più spazio a Sassari. Su questi temi vi era già stata nel 1909 una lettera pastorale dell’arcivescovo di Sassari, Emilio Parodi, dal titolo I nostri torti.
Si trattava di una necessità tanto più sentita nel momento in cui avevano cessato le pubblicazioni due testate d’intonazione cattolica: il quotidiano “L’Armonia Sarda” ed il settimanale “La Voce di Sardegna”. Una necessità diventata di particolare attualità per contrastare il quotidiano progressista locale, “La Nuova Sardegna”, con cui entrerà da subito in polemica, e il giornale socialista “La Via”. Regolari saranno i servizi di replica agli articoli satirici sul clero pubblicati da quella che veniva considerata la stampa avversaria. Lo scontro iniziale con la “Nuova Sardegna” fu occasionato dalle manifestazioni programmate nello stesso 1910 per onorare Giordano Bruno, che veniva salutato come paladino del libero pensiero contro il preteso terrorismo dogmatico e l’oscurantismo della Chiesa. I cattolici organizzarono un grandioso comizio di protesta, al quale con una moltitudine di cittadini parteciparono le fiorenti associazioni del capoluogo e della provincia. Per l’occasione fu pubblicato un numero unico dal titolo “Protestiamo”, che preludeva a un’intrapresa più impegnativa e di carattere continuativo nel campo della stampa. Quindici giorni dopo, domenica 13 marzo, usciva il primo numero di “La Libertà”, nel quale la testata non mancava di precisare quella che sarebbe stata la sua linea. Nell’editoriale, dal titolo Lavoriamo!, la direzione spiegava i fini che intendeva raggiungere: promuovere «i veri principi della libertà e della sana democrazia» soprattutto tra i giovani e gli operai e si dichiarava libera dall’appartenenza ad alcun partito politico; di qui l’invito al mondo cattolico sassarese di attivarsi in questa direzione. Tanti saranno nei decenni successivi i momenti di tensione tra “La Nuova Sardegna” e “Libertà”, anche se nell’editoriale del primo numero si affermava che “La Libertà” non si sarebbe abbassata ad una «polemica ingiuriosa ed aggressiva». L’uso della stampa fu uno degli strumenti utilizzati da Manzella nel suo programma di evangelizzazione. Egli aveva intuito, da subito, il ruolo crescente che i mezzi di comunicazione sociale avrebbero acquistato negli anni e, in questa logica, la posizione di punta che soprattutto la stampa avrebbe potuto avere per l’opera che la Chiesa aveva deciso da due millenni di portare avanti. Il fine, in un periodo in cui sempre più andavano diffondendosi ideologie che ponevano l’ateismo alla loro base, sarebbe potuto essere anche quello di contribuire ad arginare gli attacchi dei giornali anticlericali. L’auspicio era, infatti, quello di far entrare “La Libertà” (ed il nome era  già un biglietto da visita importante) in tutte le case come «giornale del popolo», mostrandosi come uno strumento di mediazione tra l’alta cultura e il comune sentire per la difesa dei principi religiosi. Libertà! Da più di cent’anni una storia in itinere, a cura di Giuseppe Zichi, con prefazione di Manlio Brigaglia e postfazione di p. Paolo Atzei, Sassari, Mediando, 2016, 400 pp., euro 28.00 contiene al suo interno contributi di autori diversi che si soffermano su periodi e questioni particolarmente importanti per la storia del giornale, della Chiesa cattolica e dell’Italia intera. Questo libro a più mani, attraverso un ricco percorso di testi e immagini, ricostruisce la lunga e complessa storia del giornale. Dai numerosi articoli individuati tra le raccolte polverose della testata e commentati in queste pagine, emergono spunti interessanti sulla storia ecclesiastica dell’arcidiocesi di Sassari e della religiosità sarda tout court, ma anche su quella sociale, economica e delle istituzioni. Le firme che si sono succedute negli anni, molte delle quali autorevoli (basti pensare alla collaborazione di Antonio Segni), testimoniano il peso che il periodico ebbe nell’iniziare al dibattito culturale e politico alcuni giovani che ebbero un ruolo significativo nella vita politica italiana della seconda metà del Novecento.
 

Pin It on Pinterest