Amoris Laetitia

Pubblicata l'Esortazione apostolica post sinodale Amoris Laetitia.
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Idee Azioni Solidali

IdeAzioni solidali
Concorso promosso dalla Caritas diocesana
Attraverso l’individuazione dei bisogni del territorio e la promozione di processi che favoriscano la realizzazione di azioni solidali, si possono costruire cittadinanze attive e responsabili. Per questo, in virtù della sua funzione pedagogica, la Caritas Diocesana di Sassari ha promosso il concorso “IdeAzioni solidali” per creare un futuro più ricco di umanità e speranza. Il concorso è rivolto ai giovani dai 15 ai 30 anni.
“IdeAzioni solidali” è la proposta di progetti finalizzati a descrivere iniziative concrete di solidarietà rispetto a una o più delle situazioni di povertà presenti, preferenzialmente ma non esclusivamente, nel territorio della Diocesi di Sassari che dovranno rispondere almeno a uno dei seguenti obiettivi:
1) Prossimità e servizio verso persone che vivono situazioni di bisogno e solitudine (ad esempio: bambini malati, anziani soli, persone senza fissa dimora, minori a rischio dispersione scolastica, etc…),
2) Integrazione tra giovani italiani e giovani immigrati.
I progetti di “IdeAzione solidali” per essere tali devono avere alcuni requisiti:
- essere presentati da un gruppo classe o da un gruppo di giovani tra i 15 e i 30 anni (da un minimo di tre a un massimo di 30 partecipanti);
- per i gruppi composti esclusivamente da minorenni, avere un persona di riferimento maggiorenne responsabile del gruppo.
La Caritas Diocesana di Sassari mette in palio un finanziamento a sostegno delle prime due proposte valutate secondo il Regolamento consultabile nel sito web www.caritasturritana.it da cui e scaricabile anche il modulo con cui iscriversi consegnandolo a mano all'Ufficio Animazione Caritas Diocesana di Sassari in Largo Seminario 1a – Sassari, primo piano.
L’Ufficio animazione della Caritas Turritana è a disposizione per eventuali incontri di promozione e conoscenza dei bisogni del territorio per favorire la partecipazione al concorso.
 

Misericordia: atto supremo

+ Padre Paolo Atzei, Arcivescovo

“Misericordia: è l’atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro”. Così, Papa Francesco nella Bolla di Indizione del Giubileo, Il volto della Misericordia (n. 2). Desidero accennare ad alcune parole e gesti ultimi e, per questo, anche supremi, nel senso di più alti, sommi, della Passione di Gesù secondo il racconto di Luca, testo che si proclama nelle domeniche di quest’anno liturgico.
In primo luogo, l’Istituzione dell’Eucaristia, con cui l’Evangelista introduce il racconto della Passione, per dire che ne è il primo episodio, strettamente correlato, intrinseco alla narrazione fatta evento misericordioso, salvifico. C’è un’evidente progressione nei gesti e nelle parole di Gesù, dalla Cena pasquale al pieno attuarsi sulla croce con l’autorivelazione fatta sul Corpo e sul Sangue.
Seguiamolo nei momenti decisivi dell’ora suprema. Nel Getsemani, con i tre più intimi, vive “nell’angoscia” una lunga preghiera. Ai suoi che non reggono a quell’“agonia”, o lotta estrema per accettare la morte secondo la volontà del Padre, ricorda che la preghiera è antidoto alla tentazione, intesa come un essere distolti dal disegno di Dio. Tutta l’esistenza umana è in questo rischio. La preghiera, ossia l’unione con Dio, lo supera e allontana.
Ecco Giuda accostarsi a Gesù per baciarlo: un gesto forse incompiuto, perché all’evangelista ripugna. Nel processo davanti al Sinedrio, emergono l’autoconsapevolezza e la libertà di Gesù, significate da poche, essenziali parole, per aiutare a leggere alla luce della fede (anche “se voi non mi crederete”). A Pilato che lo interroga se non sia lui il re dei Giudei, cogliendolo in parola, risponde: “Tu lo dici”. Si succedono le scene dell’indecisione del Governatore e della consegna alla folla di Gesù condannato e condotto al Calvario. Nel tragitto, l’incontro con le donne e la solenne ammonizione, perché piangano su se stesse e sui loro figli.
Tutto conduce all’atto supremo: Gesù è pienamente coinvolto nell’autodonazione attraverso la morte in croce. Poco prima, la preghiera per i crocifissori: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno!”. E il grido ultimo: “Padre nelle tue mani consegno il mio spirito”. Parole dette con straziante dolore, mentre pende dalla croce. Atto supremo di misericordia infinita.
Quindi, la promessa al ladrone pentito che, rimproverato il compagno di sventura, rivolto a Gesù, implora: “Ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. E Gesù: “In verità io ti dico, oggi con me sarai nel Paradiso”. Il colmo! Al nostro sguardo umano la più grande ‘ingiustizia’, perché non può, un simile malfattore, andare dritto in Paradiso. Ma Dio nel Figlio fa “ogni giustizia”, perché “non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva”. Il massimo della Misericordia!
La liturgia contempla, adora, ripresenta questo dramma divino-umano, cuore stesso del Padre nel cuore del Figlio, culmine e fondamento della nostra salvezza. Stare dentro o immedesimarsi nei sentimenti che furono di Cristo, durante la Passione e Morte, riviverla e prendere parte all’azione sponsale della Chiesa cui lo Sposo ha dato tutto se stesso, perché la ama, diventa la vera risposta: riconoscente, adorante, glorificativa  di tutto il mistero di Cristo, abbracciato e culminante nella Pasqua. La Risurrezione è atto e parola suprema della misericordia, vincitrice sul peccato e sulla morte.
Non si tratta, tuttavia, di “fare” qualcosa per Gesù, ma di “vivere” Lui, il suo Vangelo ed esserne segno vivo nell’esistenza credente, fatta in Cristo tutta liturgia: sacrificio di espiazione, di lode e rendimento di grazie.
Essere “misericordiosi come il Padre” significa diventarlo nel e col Figlio, in misura illimitata, attingendo la grazia del suo Mistero pasquale ed esercitandosi nella quotidianità a beneficio di coloro che di misericordia hanno più bisogno. Questo il segno più necessario all’umanità.
Buona Pasqua, nell’Anno del Giubileo Straordinario della Misericordia.

[Libertà, Editoriale del numero 11 del 22.03.2016]

Il Missionario della Misericordia nell’Arcidiocesi Turritana

Don Mario Santoro, membro del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione e perciò collaboratore nell’organizzare e attuare il Giubileo Straordinario della Misericordia, ha accettato  l’invito dell’Arcivescovo, Padre Palo Atzei, ad essere presente in diocesi come Missionario della Misericordia, che ha ricevuto dal Santo Padre con mandato specifico, il 10 febbraio scorso, mercoledì delle Ceneri.
Rimarrà per quattro giorni, ossia martedì 15, mercoledì 16, giovedì 17 e venerdì 18 marzo, per svolgere il ministero della Riconciliazione o anche semplici colloqui.
Martedì 15 marzo, sarà nel Monastero di San Pietro di Sorres, per la Forania che comprendente le parrocchie: Natività di Maria Vergine, Bonorva; S. Pietro ap., Torralba; S. Andrea ap., Giave; S. Caterina v. e m., Mores; S. Chiara, Cossoine; S. Gabriele Arc., Cheremule; S. Giorgio, Bonnanaro; S. Lorenzo M., Banari; S. Maria Maddalena, Borutta; S. Vittoria v.e m., Thiesi; S. Vittoria v. e m., Siligo; S. Martino di Tour, Bessude.
Mercoledì 16 marzo, sarà nella Basilica dei Santi Martiri Gavino, Proto e Gianuario, per la Forania del Golfo che comprendente le parrocchie: S. Gavino, Proto e Gianuario, Portotorres; B.V. della Consolata, Portotorres; Cristo Risorto, Portotorres; Immacolata Concezione, Portotorres; S. Maria a Torres, Campanedda; S. Maria Regina, Tottubella;; Spirito Santo, Portotorres; S. Basilio, Sennori; S. Maria Assunta, Palmadula; S. Monica, Sorso; S. Pantaleo M., Sorso.
        Giovedì 17 marzo, sarà nella Cattedrale di San Nicola, che comprende le Sottozone Urbane di Sassari: Centro Storico con le parrocchie di San Nicola e Santa Caterina; San Giuseppe; S. Agostino; S. Domenico, Caniga; Ss. Donato e San Sisto; S. Gavino martire, Bancali; Ss. Crocifisso e S. Apollinare. La Sottozona di Monte Rosello-Latte Dolce, con le parrocchie del Cuore Immacolato di Maria; Gesù Buon Pastore; N.S. del Latte Dolce; Sacro Cuore di Gesù; S. Giovanni d’Ottava; S. Maria di Pisa; S.Orsola; S. Pio X, Li Punti; Ss. Nome di Gesù, Ottava. La Sottozona Cappuccini Monserrato, con le parrocchie di Mater Ecclesiae; Cristo Redentore; Madonna delle Grazie; Sacra Famiglia; S. Francesco d’Assisi; S. Giovanni Bosco; S. Paolo Ap.; S. Vincenzo de’ Paoli.
Venerdì 18 marzo, sarà nella Parrocchia di San Pietro apostolo, in Ploaghe, della Forania di Ploaghe, comprendente le parrocchie di Assunzione di Maria Vergine, Florinas; Conversione di san Paolo, Codrongianos; S. Pietro ap.-Cristo re, Ploaghe; Immacolata Concezione, Osilo; Natività di maria Vergine, Usini; S. Gavino, Proto e Gianuario, Muros; Ss. Quirico e Giulitta, Cargeghe; S. Anastasia, Tissi; S. Bartolomeo ap., Ossi; S. Francesco d’Assisi, Ittiri; S. Matteo ap., Chiaramonti; S. Pietro in Vincoli, Ittiri; S. Vittoria e S. Lorenzo, Osilo.

Tutti i giorni gli orari saranno: 9,30-12,30  13,30-18,30

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