Mese Mariano: celebrazione eucaristica con gli ammalati a San Pietro in Silki

6 Maggio 2026 | News, primo piano

Mercoledì 6 maggio l’Arcivescovo Soddu ha presieduto la celebrazione eucaristica con gli ammalati nel Santuario di San Pietro in Silki. La Santa Messa è stata accompagnata dal coro “Boghes Noas” di Ossi, diretto dal maestro Danilo Pingiori.

L’omelia di Mons. Soddu:

<< Ciò che abbiamo ripetuto nel Salmo Responsoriale fa parte di quella serie dei Salmi detti “ascensionali”, di coloro, cioè, che in forma comunitaria pellegrinante si recavano a Gerusalemme per qualsiasi festa. “Andremo con gioia alla casa del Signore”. Ma questo Salmo per noi si riveste di una particolare ricchezza, perché sappiamo che Gerusalemme sta ad indicare qualcosa di molto più alto, cioè il nostro incontro definitivo con il Signore. Quindi la nostra vita, il nostro procedere verso l'ingresso nella Città Santa, il nostro ingresso definitivo, deve assumere il carattere della gioia anche se siamo afflitti dalle prove, anche se siamo afflitti dalle malattie. Andiamo con gioia incontro al Signore perché la nostra gioia, la nostra meta, è il Signore, che comunque non è un qualcosa che ci capiterà – scusate l’espressione - “tra capo e collo”. Il Signore è già con noi nella misura in cui, così come abbiamo sentito espresso dalle vive parole di Gesù, noi saremo in Lui come il tralcio è unito alla vite.

Tante sono le pagine che usano la metafora della vigna nell'Antico Testamento, ne cito una soltanto: il capitolo cinque, famosissimo, del Profeta Isaia. Lì si parla di quando questa vigna piantata dal Signore avrebbe dovuto dare frutti buoni e invece produsse uva selvatica. Per quale motivo? Per l'inadempienza di coloro che dovevano essere i custodi e gli agricoltori. Allora il Signore stesso dice che avrebbe cambiato metodo, avrebbe piantato Lui la Sua vigna. E poi ancora quando salmista, ricordando l'opera grande fatta da Dio, paragona il popolo di Israele ad un ceppo di vite che ha sradicato dall'Egitto per trapiantarla in un altro posto.

Tutte queste immagini vengono riprese da Gesù per darci quell'insegnamento che abbiamo sentito: “Noi siamo i tralci, Lui è la vite”. E allora noi non possiamo distaccarci da Lui perché altrimenti non portiamo frutto. Invece ogni tralcio che porta frutto viene potato e allora non teniamo, dunque, le potature della nostra vita perché l'obiettivo del padre, l'obiettivo di Gesù, l'obiettivo del vignaiolo e l'obiettivo della vite è vera è che portiamo molto frutto. E il segno che questo frutto sia tanto è la glorificazione di Dio. Rendiamo grazie al Padre perché ci dà la grazia di vivere insieme a Maria Santissima questo rendimento di grazie al Padre>>.

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