Si è svolta oggi, domenica 19 aprile, la Festa diocesana dei cresimandi e dei cresimati dell'Arcidiocesi di Sassari. L'evento, intitolato "Alla scoperta di una Chiesa chiamata a servire con gioia", è stato promosso dall’Ufficio Catechistico Diocesano e ha riunito centinaia di giovani provenienti dalle parrocchie delle varie foranie della Diocesi. Il programma ha preso il via alle 9.30 con l'accoglienza e le attività di animazione nella chiesa di Santa Caterina, dove l’Arcivescovo Francesco Soddu ha rivolto un primo saluto ai giovani presenti.


Alle ore 12, il presule ha presieduto la celebrazione eucaristica nella Cattedrale di San Nicola.
<< Sono emozionato di poter stare con voi e di poter condividere con voi questa celebrazione eucaristica. È davvero una bellissima occasione di incontro con voi giovani alla quale non sarei mai potuto mancare! >> - le parole di Mons. Soddu alla sua prima uscita ufficiale dopo la presa di possesso canonico della diocesi.

Prima dell’inizio della Santa Messa, Suor Carmela Tornatore, ha portato il saluto a nome dell’Ufficio Catechistico Diocesano: << Carissimo don Francesco, benvenuto! Nella seconda giornata del tuo recente ingresso come nostro nuovo Pastore e Arcivescovo di questa diocesi, ci sentiamo più che lieti e onorati di porgere il nostro affettuoso saluto. Lo facciamo in una occasione speciale che è la Festa diocesana dei cresimandi e cresimati. Evento che replichiamo per la seconda volta nella cattedrale e negli spazi circostanti del centro storico. La prima volta fu nel maggio del 2024 con il tema alla scoperta dei doni dello Spirito Santo attraverso la storia dei tre martiri turritani Gavino, Proto e Gianuario. Oggi, la numerosa partecipazione – con più di 500 partecipanti dalle diverse parrocchie e zone pastorali - testimonia il desiderio e la gioia di vivere un momento ecclesiale, reso ancora più significativo dalla tua presenza e per questo ti ringraziamo di cuore. Avremo anche altre occasioni da condividere ma questa di oggi ha il sapore di un buon inizio per un dialogo costante nel servizio dell'evangelizzazione e della catechesi, che, come Ufficio Catechistico, portiamo avanti da oltre cinque anni, insieme alla bella collaborazione di tante catechiste e catechisti, disponibili e generosi nell'esercizio del ministero. L'annuncio del Vangelo è qualcosa che dobbiamo sentire prioritario e urgente più che mai. Aiutaci a vivere e testimoniare la nostra fede in Gesù Cristo, ad essere educatori appassionati e guide illuminate dalla luce dello Spirito Santo perché i giovani, i ragazzi e i bambini incontrino e conoscano Gesù. Grazie e ancora benvenuto tra noi!>>.


Nell’omelia, l’Arcivescovo si è rivolto direttamente ai giovani presenti: << La cresima è il giorno della vostra Pentecoste. Nel giorno della Pentecoste - abbiamo sentito nella Prima Lettura - San Pietro si alzò in piedi e iniziò a parlare ad alta voce. È molto importante questa descrizione dei movimenti e della postura che assume San Pietro rivolgendosi agli Undici. Pietro parla della resurrezione di Gesù. Colui che è cresimato deve stare da risorto, deve assumere la stessa posizione di Gesù, che è risorto. Il giorno di Pentecoste è il giorno della Crismazione, e pensate un po’, la prima Cresima l’ha fatta direttamente Dio agli Apostoli>>.

Poi il richiamo al Vangelo: << La Parola di Dio oggi ci ricorda che Gesù si avvicina a due discepoli, coloro che il giorno della risurrezione di Gesù, rimasti delusi e tristi dopo la crocifissione, stavano rientrando nel loro paese, a Emmaus. Gesù si fa presente, incontra i due discepoli e questi non lo riconoscono. Anche per noi sarebbe triste, terribile, incontrare Gesù e non riconoscerlo. Questo è l'insegnamento. Dobbiamo imparare dai discepoli di Emmaus ad incontrare Gesù. Gesù è talmente grande che ci vuole bene così come ha voluto bene ai discepoli di Emmaus, i quali non avevano capito niente, non l’avevano riconosciuto. Come noi, perché noi spesso proprio come è capitato a loro non capiamo niente, capita a volte di non riconoscere Gesù. Dobbiamo, come i discepoli di Emmaus, raccontare anche le nostre tristezze a Gesù. Raccontiamogli le nostre gioie ma anche le nostre tristezze. La cosa più importante che dobbiamo fare nella nostra vita è incontrare Gesù e riconoscerlo. Perché se non lo riconosciamo, noi siamo falliti. Sapete cosa significa fallire? Significa perdere la partita. Perdere la partita della vita. Invece noi con la nostra vita dobbiamo vincere. E certamente vinciamo perché questa partita l'ha già vinta Gesù per noi. Voi, ragazzi, potete cambiare il mondo. Noi tutti possiamo cambiare il mondo incontrando Gesù, facendo quello che Lui ci dirà di fare, ben sapendo però che Gesù non si presenta lì come un'immaginetta, ma è capace di cambiare il nostro cuore>>.

In conclusione, monsignor Soddu si è soffermato sull’importanza del sacramento della Confermazione, raccontando un aneddoto personale:<< La Cresima per voi rappresenta una tappa importante, lo avete ricordato insieme ai vostri accompagnatori anche stamane nella chiesa di Santa Caterina. Io ricordo la mia cresima, celebrata il 20 settembre del 1970. L'arcivescovo Monsignor Paolo Carta fece a noi cresimandi questa domanda: “A che cosa Dio vi sta chiamando?”. Fu significativa questa domanda. È dal giorno della mia Cresima che il Signore ha iniziato a mettere i primi tasselli della mia vocazione. Il giorno di Pentecoste Pietro si alzò in piedi e iniziò a raccontare Gesù, ecco: noi dobbiamo raccontare Gesù con la nostra vita!>>.

La giornata dedicata ai cresimandi e ai cresimati è continuata con il momento di condivisione del pranzo e, dopo una breve pausa, i ragazzi sono stati coinvolti in un percorso tra gli stand tematici, prima delle conclusioni affidate al saluto finale dell'Arcivescovo.


