Il 10 aprile 2025, proprio in questa Chiesa Cattedrale, veniva ufficialmente reso pubblico il trasferimento dell’Arcivescovo metropolita Monsignor Gian Franco Saba all’Ordinariato Militare per l’Italia. Lo stesso Mons. Saba assumeva contestualmente l’Ufficio di Amministratore diocesano, fino alla presa di possesso canonica della nuova Sede, avvenuta il 30 maggio. Da allora per la nostra Sede si configurava lo stato di effettiva vacanza canonica.
Il primo giugno il Collegio dei Consultori, come da sua specifica competenza, eleggeva me Amministratore diocesano, al fine di guidare temporaneamente la Chiesa fino alla presa di possesso canonica della Sede Turritana da parte del nuovo Arcivescovo. Per quanto gravoso, perché carico di doveri e alte responsabilità, ho deciso di assumere il delicato Ufficio, grato agli elettori per la fiducia dimostrata e in spirito di servizio, pro bono Ecclesiae et salute animarum.
Ho cercato di vivere questo tempo con senso di responsabilità e con generoso impegno, senza risparmiare le fatiche, lavorando a tempo pieno perché la vita ordinaria della nostra Comunità ecclesiale potesse proseguire secondo i suoi naturali ritmi e in tutti i suoi ambiti.
È evidente che nel percorso, peraltro piuttosto lungo, essendo il Corpo Ecclesiale una realtà viva, ho dovuto talvolta andare oltre l’ordinario per far fronte ai problemi e alle esigenze che di volta in volta si presentavano come urgenze, ma tutto e sempre si è compiuto entro i limiti imposti dalla disciplina ecclesiastica in piena comunione con la Sede Apostolica, e soprattutto facendo in modo che nessuno degli atti posti in essere potesse in qualche modo condizionare o risultare pregiudizievole per il ministero del futuro vescovo.
Abbiamo in questo lungo periodo, nonostante il naturale disagio procurato dall’inaspettato trasferimento, proseguito il nostro cammino in maniera condivisa e in spirito sinodale, potenziando il nostro impegno e il nostro senso di responsabilità e trasformando il disagio in occasione di crescita spirituale.
Ho sperimentato la vicinanza di tanti sacerdoti, religiosi e laici che, in vari modi, mi hanno accompagnato nel delicato impegno, con atteggiamento disponibile e collaborativo e soprattutto con il sostegno della preghiera. Ringrazio i responsabili delle istituzioni civiche, militari e accademiche con i quali in questo periodo ho intrattenuto cordiali e proficue relazioni, nella condivisa ricerca del bene comune e nella salvaguardia della dignità della persona, per una serena e pacifica convivenza. Mi scuso se non sempre sono stato in grado di svolgere al meglio il mio mandato, e se involontariamente posso aver arrecato offesa a qualcuno.
Oggi si conclude per noi il tempo dell’attesa, una lunga attesa – nove mesi – quasi il tempo di una naturale gestazione, ma, dopo la grande attesa, arriva il grande dono: la nostra Chiesa, per grazia di Dio e della Sede Apostolica, oggi ha un suo titolare: Deo gratias!
Benedetto Colui che viene nel nome del Signore, come Pastore, Sacerdote e Maestro; a Lui spetterà l’arduo compito di far crescere nella fede la nostra Chiesa, perché, efficacemente radicata nel complesso e talvolta controverso attuale contesto sociale, sappia affrontare adeguatamente le sue molteplici sfide, fedele alla Sua vocazione di essere e mostrarsi «sale della terra e luce del mondo» (Mt 5, 13-16).
Il Santo Padre Papa Leone XIV ha nominato Arcivescovo Metropolita di Sassari Sua Eccellenza Monsignor Francesco Antonio Soddu, finora Vescovo della Diocesi di Terni-Narni-Amelia.
La notizia, comunicata dall’Amministratore Diocesano Mons. Antonio Tamponi questa mattina in Cattedrale, è stata accolta con gioia e gratitudine dall’Arcidiocesi di Sassari, che si prepara ad accogliere il nuovo Pastore chiamato a guidare la Chiesa turritana in un tempo di rinnovato impegno pastorale e di cammino sinodale.
Con questa nomina, la Chiesa di Sassari si appresta a vivere una nuova stagione del suo cammino ecclesiale, nella continuità della propria tradizione e nell’ascolto attento delle sfide del presente.
L’Arcidiocesi di Sassari affida al Signore il ministero del nuovo Arcivescovo, chiedendo che lo Spirito Santo lo sostenga nel guidare il Popolo di Dio con sapienza evangelica, spirito di comunione e attenzione ai segni dei tempi.
Si comunica che l'Amministratore Diocesano, Monsignor Antonio Tamponi, convoca in Cattedrale, per le ore 11:45 di oggi, sabato 21 febbraio 2026, Clero, Religiosi, Religiose e Laici della Chiesa di Dio che è in Sassari, unitamente ai Responsabili delle Istituzioni Civili, Militari ed Accademiche, per vivere insieme un momento di preghiera, cui seguirà un importante annuncio per la vita della Chiesa Turritana.
Mercoledì 11 febbraio 2026, presso il salone parrocchiale di San Giovanni Bosco, la Caritas Diocesana di Sassari ha vissuto un momento nel quale si è dato avvio alla fase delle sperimentazioniche sono frutto di un processo, mirato a “ripensare insieme l’ascolto”, che ha ricevuto conferma e ha mosso i suoi primi passi a fine 2023, ed è stato avviato nel maggio 2024.
L’incontro si è aperto con il saluto del Direttore Antonello Spanu che, in collaborazione con Lidia Lai, ha ripercorso le tappe del processo. Le sperimentazioni che prenderanno avvio sono una tappa essenziale del lavoro di questi anni e che ha registrato, fino ad ora, un significativo ed importante livello di coinvolgimento di tanti operatori, volontari, Caritas parrocchiali con il valore aggiunto, pensato e voluto, di un coinvolgimento diretto anche di tante persone in stato di povertà che hanno partecipato come “soggetti attivi”. Il Direttore ha specificato che le sperimentazioni non porteranno cambiamenti immediati rispetto all'attuale realtà, ma rispondono all'esigenza di capire meglio quali cambiamenti sarebbero opportuni per rilanciare una qualità dell’accoglienza e dell’ascolto in termini organizzativi e metodologici. Si tratta, quindi, di un’azione strutturata di cura e di analisi che l'ufficio Caritas porta avanti da qualche anno, in modo trasversale a tutti i servizi, in particolare dei centri di ascolto che sono il cuore e la porta di accesso a tutti i nostri servizi Caritas. Gli esiti delle sperimentazioni, che emergeranno a novembre/dicembre 2026, saranno frutto di un’importante riflessione sui cambiamenti opportuni da attuare e ci aiuteranno redigere insieme i nuovi orientamenti della Caritas Diocesana di Sassari che saranno condivisi e sottoposti al Vescovo e/o a chi di dovere prima di attuare qualunque cambiamento strutturale o progettuale.
A seguire, Padre Giuseppe Piga ha guidato un momento di preghiera e meditazione sul brano del roveto ardente (Esodo 3, 1-6): un richiamo a "togliersi i sandali" davanti al mistero dell’altro, riconoscendo il terreno sacro in cui opera il volontario Caritas.
Il resto della serata è stato interamente dedicato alla presentazione delle tre sperimentazioni coordinate da Lidia Lai e da coloro che condurranno le sperimentazioni:
La prima, "Prendersi cura di chi si prende cura", affidata al coordinamento del dott. Mario Reni, si pone come obiettivo la valorizzazione dei talenti e delle competenze di tutte le risorse umane che attualmente sono impegnate nei servizi della Caritas Diocesana. Attraverso dei colloqui individuali e delle dinamiche di gruppo saranno individuati i punti di forza e i bisogni formativi che emergeranno dall’ascolto degli operatori e volontari che verranno rafforzati attraverso la promozione di percorsi formativi mirati.
La seconda, "Al centro: la relazione", affidata al coordinamento del dott. Antonio Bruzzì, mirerà alla distinzione tra l'ascolto e l'erogazione di qualsiasi altro servizio. Pertanto, la sperimentazione prevede l’avvio di un “Area Servizi” dedicata alla gestione tecnica e organizzativa (buoni mensa, sussidi, ecc.), permettendo così agli operatori del Centro di Ascolto di dedicarsi esclusivamente all’ascolto, all'accoglienza e alla rilevazione del bisogno della persona e dei livelli di accompagnamento necessari.
La terza sperimentazione, "Tornare alla missione di sempre", affidata al coordinamento di Padre Giuseppe Piga e il dott. Raffaele Callia, ha come obiettivo quello espresso nell’ART.1 dello Statuto di Caritas “promuovere, anche in collaborazione con altri organismi, la testimonianza della carità della comunità ecclesiale italiana, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in vista dello sviluppo integrale dell’uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica”. La Caritas non è quindi un organismo che si sostituisce alle parrocchie, ma ha il compito di formare e accompagnare le comunità affinché siano capaci di sentirsi protagoniste della carità secondo le risorse e i bisogni specifici del territorio.
L’intero processo metodologicamente è stato accompagnato dal Centro Studi Emmaus.
La serata si è conclusa con un fraterno momento di convivialità.
Il Direttore invita tutti a vivere con coraggio e con fiducia questa ulteriore fase del processo che certamente rinvigorirà lo stile e la nostra mission a servizio dei poveri nella Chiesa in un’ottica di valorizzazione di tutto il bene che c’è.
La comunità diocesana di Sassari si è ritrovata questo pomeriggio nella Cattedrale di San Nicola per l’inizio solenne della Quaresima. La celebrazione del Mercoledì delle Ceneri, momento carico di significato che apre i quaranta giorni di preparazione alla Pasqua, è stata presieduta da Monsignor Antonio Tamponi, Amministratore Diocesano. Il rito dell’imposizione delle ceneri ha segnato il cuore della liturgia.
In un silenzio raccolto, i fedeli si sono accostati all’altare per ricevere sul capo la polvere, segno della fragilità umana ma, al contempo, del desiderio profondo di conversione. Nell’omelia, Monsgnor Tamponi ha fatto riferimento al Messaggio del Santo Padre Leone XIV per la Quaresima 2026 sul tema “Ascoltare e digiunare. La Quaresima come tempo di conversione”.