Un dibattito cruciale sull’Intelligenza Artificiale e il suo impatto sulla vita umana ha animato l’Aula B del Complesso Biologico dell’Università di Sassari (Facoltà di Medicina e Chirurgia) il 28 novembre. L’incontro culturale, organizzato dalla Pastorale Universitaria di Sassari, ha visto la partecipazione di studenti della Pastorale e delle Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Protagonista della serata è stato Don Luca Peyron, docente dell’Università Cattolica di Milano, che ha guidato la riflessione sugli effetti che l’AI sta esercitando sulla nostra esistenza.
Nel cuore della sua relazione, Don Luca Peyron ha delineato una visione etica precisa per l’AI, mettendo in guardia dal rischio che il suo servizio si traduca in sottomissione o alienazione dell’essere umano.
La sua tesi centrale è l’invito a costruire un incontro e un’alleanza tra l’uomo e la macchina. Il compito etico dell’AI è il riconoscimento della fragilità umana. Don Peyron ha sottolineato come la fragilità non sia un difetto, ma l’essenza stessa dell’uomo, rendendolo autenticamente sé stesso. L’AI, dunque, non deve superarla o nasconderla, ma porsi al servizio di questa condizione.
A tal fine, il relatore ha richiamato l’immagine teologica di Cristo sulla croce, simbolo del culmine della fragilità accolta e riconosciuta, per indicare come l’AI debba promuovere sostegno e sviluppo anziché sostituzione.
