Settimanale dell’Arcidiocesi di Sassari | 2 novembre 2020
Editoriale | “Gli anticorpi della solidarietà” – di Michele Spanu Territorio | Il destino della settima arte, intervista a Antonello Grimaldi Territorio | Sassarini protagonisti in Libano In Diocesi | Cristo Risorto, semaforo verde per l’Oratorio In Diocesi| Missione Accademia, intervista a Antonello Canu
Mercoledì 4 novembre alle 19.30, presso la cappella del Seminario Arcivescovile di Sassari, Mons. Gian Franco Saba presiederà la celebrazione eucaristica per l’inaugurazione del nuovo Anno formativo: «Il Seminario è la casa dove si comunica, ci si incontra e ci si prepara a fare della propria vita un dono che avviene nell’incontro con Gesù e con il Suo Spirito». La Messa sarà anticipata dalla preghiera del Santo Rosario animato dai giovani sui testi del Beato Carlo Acutis.
Nel rispetto delle disposizioni sanitarie anti-Covid il numero dei partecipanti sarà limitato, perciò sarà possibile seguire il Rosario e la Messa in diretta streaming sul canale YouTube della diocesi.
Giovedì 29 ottobre nella Parrocchia di Cristo Redentore, durante l’incontro mensile riservato al Clero, Mons. Gian Franco Saba ha consegnato ai presbiteri la nuova Nota pastorale «La Chiesa-casa genera discepoli missionari». La recente Istruzione della Congregazione per il Clero, dal titolo «La conversione pastorale della comunità parrocchiale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa», e questa nuova Nota costituiscono il binomio su cui strutturare i prossimi passi del processo di rinnovamento pastorale diocesano già in atto. Il modello indicato dall’Arcivescovo, come già manifestato durante la consegna del mandato agli operatori pastorali, è quello della Chiesa nascente trascritta nelle pagine degli Atti degli Apostoli: il metodo su cui ridisegnare la fisionomia dell’azione pastorale è quello della memoria e della narrazione della fede, guidate dalla lettura continua dell’opera lucana. Con l’ascolto della Parola di Dio e sotto la luce dello Spirito, la Chiesa diocesana è chiamata ad interpretare i propri spazi e le sfide della contemporaneità per rigenerare ogni ministerialità esistente e trovare nuove vie creative al servizio dell’evangelizzazione. I «discepoli-missionari» sono uomini e donne che si decidono per la fraternità, per la missionarietà e per la sinodalità come caratteri dominanti di uno stile pastorale autentico e vitale.
Domenica 25 ottobre, in occasione della Festa liturgica dei Santi Martiri Turritani Gavino, Proto e Gianuario, Patroni della Diocesi, l’Arcivescovo Gian Franco alle 18.00 ha conferito il mandato operatori pastorali della Città di Porto Torres, durante la Celebrazione eucaristica nella Basilica per l’ingresso del nuovo Amministratore parrocchiale don Michele Murgia
Contemporaneamente, in comunione con il Vescovo, in ogni altra parrocchia della nostra Chiesa locale è stato celebrato il medesimo rito, che prevedeva la consegna del libro degli Atti degli Apostoli ai fedeli. Lo scambio di esortazioni e di promesse tra i celebranti e gli operatori pastorali ruotava intorno ai temi più rilevanti dell’Esortazione di Papa Francesco Evangelii Gaudium: la cura e la promozione di una comunione ecclesiale profonda e sincera, il rinnovamento creativo dello spirito di servizio, l’apertura ai mondi in cui la laicità esprime le proprie migliori risorse.
Rispondendo alle richieste di chiarimento dei colleghi giornalisti legate al DPCM del 24 ottobre 2020, il Direttore dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana, Vincenzo Corrado, precisa quanto segue:
Il Dpcm del 24 ottobre 2020 con le nuove misure per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 lascia invariato quanto previsto nel Protocollo del 7 maggio circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo. Esso rimane altresì integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico. All’art.1 p. 9 lett. q del nuovo Decreto si legge infatti: “Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni di cui agli allegati da 1, integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico, a 7”.Come già ricordato lo scorso 14 ottobre, tra le indicazioni, a titolo esemplificativo, segnaliamo: guanti non obbligatori per il ministro della Comunione che però deve igienizzarsi accuratamente le mani; celebrazione delle Cresime assicurando il rispetto delle indicazioni sanitarie (in questa fase l’unzione può essere fatta usando un batuffolo di cotone o una salvietta per ogni cresimando), la stessa attenzione vale per le unzioni battesimali e per il sacramento dell’Unzione dei malati; reintroduzione dei cori e cantori, i cui componenti dovranno mantenere una distanza interpersonale laterale di almeno 1 metro e almeno 2 metri tra le eventuali file del coro e dagli altri soggetti presenti (tali distanze possono essere ridotte solo ricorrendo a barriere fisiche, anche mobili, adeguate a prevenire il contagio tramite droplet. L’eventuale interazione tra cantori e fedeli deve garantire il rispetto delle raccomandazioni igienico-comportamentali ed in particolare il distanziamento di almeno 2 metri); durante la celebrazione del matrimonio gli sposi possono non indossare la mascherina; durante lo svolgimento delle funzioni religiose, non sono tenuti all’obbligo del distanziamento interpersonale i componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi/congiunti, parenti con stabile frequentazione; persone, non legate da vincolo di parentela, di affinità o di coniugio, che condividono abitualmente gli stessi luoghi dove svolgono vita sociale in comune.