Lunedì 3 febbraio, nella ricorrenza liturgicagica di San Biagio protettore della gola, l’arcivescovo Gian Franco, il delegato per la pastorale della salute don Piero Bussu e padre Eugenio Pesenti hanno concelebrato la Messa nella clinica di otorinolaringoiatria dell’Azienda ospedaliera universitaria, dedicata ai pazienti e al personale medico del reparto.
Durante l’omelia, ricordando la figura del Sabto, Mons. Saba è ritornato sull’ampio concetto di cura: «Il bene e la salute della persona non dipendono solo dalla cura di un organo, c’è una dimensione più delicata e complessa che riguarda la nostra struttura psico-fisica e che rimanda alla cura e alla terapia dell’anima». «Come diocesi – ha detto ancora il vescovo – stiamo mettendo in pratica alcune linee pastorali legate alla cura della persona e ai percorsi di formazione in questo ambito, indirizzati proprio verso un concetto di benessere nel senso più ampio del termine».
Al termine della celebrazione, nel rispetto di un’antica tradizione, il vescovo ha accostato alla gola dei pazienti la piccola teca contenente la reliquia di San Biagio custodita nella Cattedrale di San Nicola.
Domenica 16 febbraio dalle 18.00, presso i locali della Parrocchia Mater Ecclesiæ (Sassari) si terrà l’incontro «Datevi al meglio della vita» presieduto da Mons. Gian Franco Saba e organizzato per tutte le coppie che in Diocesi si preparano a celebrare il Sacramento del Matrimonio.
Domenica 16 Febbraio dalle 09.00, ad Arborea (OR) si terrà il Convegno Regionale riservato ai catechisti, educatori e animatori parrocchiali sul tema: “Catechesi e Disabilità”. Alcune note tecniche:
Domenica 2 febbraio, la preghiera dei Vespri ha iniziato la celebrazione della Giornata mondiale della Vita consacrata, nella Festa della Presentazione di Gesù al tempio. Al termine della preghiera l’Arcivescovo ha benedetto i ceri e guidato la processione dei fedeli verso la Cattedrale dove ha presieduto l’Eucarestia.
I consacrati «sono uomini e donne semplici – dice Papa Francesco – che hanno visto il tesoro che vale più di tutti gli averi del mondo! Per esso hanno lasciato cose preziose, come i beni, il crearsi una propria famiglia. E l’hanno fatto perché sono innamorati di Gesù… Saper vedere la grazia è il punto di partenza per rileggere la propria storia e vedervi il dono fedele di Dio… anche nelle fragilità, nelle debolezze, nelle miserie».